Venezuela, l'essenza del Sudamerica - Parte I
in viaggio con Leandro Ricci in Venezuela
C’è giusto il tempo di raggiungere casa sua, darsi una rinfrescata, bere un caffè insieme, prelevare i bagagli e scambiarci l’ultimo saluto. Ci aspetta un’altra avventura, quella della Gran Sabana, e dobbiamo darci subito da fare per organizzarla al meglio; anche stavolta non potremo permetterci di dare niente per scontato. Ma per sapere il come e il perché dovrete aspettare di leggere la seconda parte di questo viaggio.CuriositÃ
PRECAUZIONI SANITARIE
Non è richiesta alcuna vaccinazione obbligatoria. Ma, come in tutti i Paesi caldi e non sempre scrupolosi nelle norme igieniche, è bene evitare le verdure crude, la frutta (nel caso scartare la buccia!), il ghiaccio (non si sa da quale acqua provenga): prendete subito l’abitudine di specificare “sin hielo!” prima che ne colmino invariabilmente il bicchiere e acquistate solo acqua minerale controllando che il sigillo del tappo sia integro.
Noi abbiamo, ad ogni buon conto, fatto la profilassi antimalarica, più che altro per la varietà di insetti insoliti che si possono incontrare in un viaggio che prevede in prevalenza vita all’aria aperta. Quasi assenti nel Delta dell’Orinoco, sono invece numerosi nella Gran Sabana: oltre alle note zanzare, sono diffusi i puri-puri, minuscoli moscerini le cui punture causano prolungato prurito e che per fortuna si ritirano dopo il tramonto.
Non bisogna quindi farsi mancare validi repellenti, così come creme solari ad alta protezione e pomate contro le affezioni cutanee. Raccomandato anche un cappello. Durante il giorno bere molto per compensare l’abbondante sudorazione: mai dimenticare che non siamo molto lontani dall’Equatore!
PREZZI
Ci si trova di fronte ad estremi a dir poco clamorosi. Non abbiamo esperienza di Caracas, che abbiamo preferito non inserire nel programma di viaggio, ma nelle città medio-piccole si può pernottare con l’equivalente di 7-10 euro e pranzare con 5-8 a testa; di contro, ci vogliono (sempre a testa) 80 dollari per un tour di tre giorni in fuoristrada con autista nella Gran Sabana, 200 per tre giorni nel Delta dell’Orinoco e 120 per una notte in camera doppia al Campamento Canaima (qui però ci siamo arrangiati molto più a buon mercato).
Nel corso del viaggio ci imbatteremo in differenze anche consistenti del rapporto di cambio, ad esempio a Puerto Ordaz e Tucupita il dollaro è equiparato negli hotel e nelle agenzie di viaggio a mille bolìvares, mentre a Canaima (più turistica, mondana e cara, quindi ben più svantaggiosamente per il cliente) a ottocento.
In questo resoconto, per comodità, mi riferirò al cambio più vicino a quello ufficiale praticato nel periodo del nostro soggiorno, cioè 1 dollaro = 900 bolìvares (VEB).
Note Dolenti
Negli articoli di “Cisonostato” questo paragrafo raccoglie informazioni che mi sembra possano essere suddivise in due categorie: la prima comprende osservazioni quali “usano troppo aglio in cucina”, “il clima è troppo caldo”, “la gente è un po’ chiusa” o simili.
Ho già esposto in altri resoconti la mia opinione, cioè che “note dolenti” di questo tenore sono una espressione del tutto soggettiva. Rapportandoci agli aspetti peculiari di un Paese che si sta visitando, intendo usanze, ideologie, regole, clima, cucina, ecc., spesso un problema è tale solo perché lo è per noi: infatti ciò che è molesto a uno può invece essere apprezzato da altri e quelle affermazioni possono diventare “la cucina è ottima per il grande uso di aglio”, “è un Paese piacevole perché c’è sempre caldo” o “si sta tranquilli perché la gente è riservata”.
Della seconda categoria fanno invece parte le segnalazioni che sono veramente utili a chi intraprende un viaggio e sono quelle oggettivamente riscontrabili da ognuno: sono “note dolenti” importanti ad esempio sapere che una certa città è cara, che il tale quartiere è pericoloso o che su quella strada per duecento chilometri non ci sono distributori di benzina.
Nelle tre righe di dedica che aprono questo articolo ho ritenuto di fare una sintesi del Venezuela della quale tenere conto ma da prendere con la giusta dose di spirito. È vero che i trasporti sono poco affidabili, che le strade sono sporche, che il traffico è indisciplinato, che la musica ti trapana le orecchie senza sosta, che orari e appuntamenti vengono rispettati approssimativamente. Sono però aspetti della conoscenza di un Paese che, semplicemente, è diverso dal nostro e da tutti gli altri (e meno male, se no sai che noia?): ma da qualunque viaggio, a patto di voler scavare sotto le apparenze, si ritorna un po’ arricchiti.

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *










