Los Roques: un paradiso ancora intatto
in viaggio con Massimo Tirinnanzi in Venezuela
Introduzione
Los Roques un paradiso ancora intatto, ma per quanto ancora? Io penso per molto. Il Governo venezuelano ebbe nel 1972 la splendida idea di rendere Parco Nazionale questo splendido arcipelago corallino al largo del continente. E se, com’è stato finora, verrà perseguita questa politica protettiva, non vedo perché le cose dovrebbero cambiare, almeno nel medio periodo. Perché Los Roques è mare verde, è sabbia bianca, è pellicani, è martin pescatori, è sole a picco, è fondali stupendi, come potrebbe un governante qualsiasi assumersi la responsabilità di rovinare tutto questo costruendo selvaggiamente e squilibrando tutto questo ecosistema? Forse sarò troppo romantico ma non posso credere che ciò possa avvenire.
Fatta questa dovuta premessa inizio a raccontare quanto successo dall’8 al 23 agosto del 2004 a circa 8.500 km di distanza da Firenze.
I protagonisti sono sempre i soliti: Alessandro, Catia, Francesca ed io Massimo.
Dopo le vicissitudini di Cuba dello scorso anno non abbiamo avuto dubbi nel tornare in quella che io ritengo l’area geografica più bella del mondo: i Caraibi.
Dell’organizzazione del viaggio si è occupata come al solito Francesca. A differenza dello scorso anno in cui prenotammo solamente l’hotel all’Avana per due notti dopodiché “vivemmo alla giornata”, quest’anno non ce la siamo sentita di andare alla cieca in un’isola con il rischio di avere brutte sorprese di sovraffollamento, quindi abbiamo fatto tutto tramite agenzia, volo Firenze - Milano, Milano - Caracas, una notte a Caracas, volo Caracas - Gran Roque e pensione completa a Gran Roque appunto, in seguito mi addentrerò in alcuni consigli utili.
Da non perdere
Arriviamo in orario nel pomeriggio di domenica 8 agosto all’aeroporto Simon Bolivar di Caracas; in realtà l’aeroporto è a circa 25 km dalla capitale, in una zona costiera chiamata La Guaira, che tra l’altro nel 1999 subì una grave inondazione che provocò vittime e gravi danni. La zona è molto povera e degradata.
Con un taxi ci facciamo subito portare all’hotel dove pernotteremo per poi ripartire subito domattina.
Con una punta di sarcasmo mescolata ad un po’ di sadismo tra le prime cose che il tassista ci dice è: “Lo sapete quanto costa in Venezuela un litro di benzina? Ecco, con 1 € se ne acquistano dai 15 ai 20 litri!” come dire 5 o 6 eurocent al litro, cosa vuol dire essere il 7° produttore al mondo di petrolio!
Sapremo poi che è più cara l’acqua da bere che la benzina.
L’hotel si chiama Puerto Viejo, è della catena Best Western, è un buon hotel che si affaccia sul mare, più che sufficiente per dormirci una notte; prima di andare a letto ci gustiamo la prima serata venezuelana sdraiati su dei lettini a bordo piscina, sorseggiando il primo rum della vacanza, pervasi da una notevole umidità ma felici che l’avventura è appena agli inizi.
La mattina dopo ci dividiamo: Alessandro e Francesca se ne vanno tre giorni a Canaima mentre Catia ed io ce ne andiamo direttamente a Gran Roque.
Il volo per l’isola dura circa 45 minuti, ci è toccato un bimotore da 18 posti e la traversata è stata piacevole, il tempo era buono e mano a mano che ci avvicinavamo all’arcipelago il colpo d’occhio che danno queste piccole isole attorniate dalla barriera corallina, viste dall’alto è davvero bellissimo.
Los Roques è un arcipelago a circa 160 km dalla costa settentrionale venezuelana, inserito nelle piccole Antille, del diametro di una quarantina di chilometri e delineato da una barriera corallina. Le moltissime isole che lo compongono sono simili tra loro, con spiagge bianchissime, una parte centrale più o meno verdeggiante ed un mare che dal verde chiaro va fino all’azzurro. L’unica isola permanentemente abitata è Gran Roque, sede di tutte le posade e di un piccolo villaggio di un migliaio di abitanti, tutte le altre isole sono disabitate, tranne alcune (ma veramente poche) in cui risiedono dei pescatori. ...continua il viaggio

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