Venezuela

Los Roques: campeggio libero in paradiso

in viaggio con Antonio Taddia e Gloria Monaco in Venezuela

A Gran Roque abbiamo aquistato parecchia acqua, passando a salutare Roberto, quindi siamo saliti sul motoscafo per CRASQUI', la seconda isoletta che andremo a scoprire!
Il trasferimento, questa volta, è più lungo, soprattutto perché si esce in mare aperto che è di solito molto mosso; il motoscafo quindi procede lentamente ed occorrono all'incirca 40 minuti per arrivare in vista della terra! Crasquì si presenta a noi con la sua costa orientale, rocciosa e battuta da grosse onde; lentamente aggiriamo la punta settentrionale, trovandoci ben presto davanti alla sua costa occidentale... ma che meraviglia! Sembra uscita da un sogno, questa lunghissima, abbagliante spiaggia che ci lascia tutti senza parole! E' proprio qui che la barca ci lascia, ed è proprio qui che appoggiamo i piedi su di una splendida, soffice e sorprendentemente fresca sabbia bianca!
Crasquì è un'isola lunga e molto stretta, circa 4 km. per 500 metri, e si sviluppa in senso nordovest-sudest; è caratterizzata da una costa, quella verso est, corallina e coperta di mangrovie, battuta costantemente dal forte vento, e da una costa, quella verso ovest, tutta sabbiosa dal principio alla fine, fatta eccezione per l'estrema punta a nord, regno di centinaia di pennuti. Il mare, da una parte è blu coballto e contrasta bene col verde brillante della vegetazione, mentre dall'altra è di un meraviglioso azzurro che si sposa divinamente col candore della sabbia! Insomma, sistemandosi nel mezzo dell'isola e guardando ora verso est, ora verso ovest, si ha la netta sensazione di osservare proprio due diverse isole!
Appena scesi a terra, partiamo coi nostri zaini in spalla in direzione del piccolo paesino. Qui, infatti, vivono alcuni pescatori ancora da tempi precedenti l'istituzione del parco, per cui sono rimasti nelle loro piccole case in riva al mare, sostenendosi grazie alla pesca e, oggi, anche grazie al turismo. Alcuni di loro hanno allestito dei ristorantini sotto il portico di casa e garantiscono ogni giorno pesce freschissimo e, nei periodi giusti, molte aragoste.
Superiamo il pueblo e decidiamo di montare la tenda poco oltre, sul finire della spiaggia, direttamente sulla sabbia. Non ci sono alberi vicino a riva, infatti, a parte una solitaria palma... già occupata da un'altra tenda! Staremo quindi al sole, ma rinfrescati dal vento che soffia senza posa!
Verso mezzogiorno ci sediamo all'ombra di uno dei ristorantini, dove passiamo buona parte del pomeriggio osservando il mare azzurro ed i tuffi acrobatici di decine e decine di pellicani. Dietro ai tavolini ci sono poi delle colorate ed invitanti amache, alle quali non riusciamo a resistere!
Si avvicinano velocemente le ore più belle, quelle della sera, che invogliano a fare una bella passeggiata. Abbiamo così percorso la costa da sud verso ovest e poi verso nord, camminando dapprima su un bel pianoro verde di camburito, quindi, attraversato un fitto groviglio di mangrovie, giungendo in vista di una deliziosa piccola baia, interamente costituita da minuscoli frammenti di conchiglie chiare. Ai margini del boschetto appena superato, ci sono degli enormi cumuli a forma piramidale di quelle belle conchiglie che sono un po' il simbolo dei mari tropicali; il mollusco che le abita si chiama "botuto", in spagnolo. Gli abitanti dell'isola un tempo se ne cibavano ed ecco spiegata l'enorme quantità delle conchiglie, che oggi vengono utilizzate per decorare i sentierini e i perimetri dei cortili, dando luogo ad una scenografia davvero pittoresca ed originale!
Superata la piccola baia, ci si trova immersi in un altro cimitero del corallo, simile in tutto e per tutto a quello di Francisquì. Volendo compiere a piedi tutto il perimetro dell'isola, ci si deve arrendera a circa metà strada, poiché il corallo si tuffa nell'acqua di una grande laguna paludosa, impossibile da superare se non a nuoto. Torniamo dunque sui nostri passi, rischiando di inciampare perché gli occhi sono fissi fra cielo e mare su un meraviglioso tramonto.
Nei giorni successivi, abbiamo camminato in lungo e in largo per tutta l'isola, scoprendo un altro punto molto adatto ad una tenda: si trova vicino alla punta rocciosa a nord, sotto un gruppetto di alberini le cui chiome ad ombrello creano un' ombra eccezionale!
In prossimità della palma solitaria, ci si trova davanti un sentiero che si spinge verso l'interno dell'isola: un cartello di legno segnala la presenza della "guardia del parco nazionale", che altro non è se non un orrendo edificio abbandonato e fatiscente dove, forse un tempo, risiedevano le guardie! Ora è completamente deserto e sinceramente non comprendiamo come mai non lo abbattano! Continuando il sentierino, si incontra dapprima un lago salato, quindi si giunge su di una bellissima spiaggia, la "playa du norte", poco frequentata perché piuttosto ventosa. Compie una vasta mezzaluna, cedendo in fondo il passo ai coralli; la sabbia è pure qui candida e il mare si trasforma gradatamente da blu a celeste con tutte le sfumature intermedie: va assolutamente vista!
Trascorsi altri 5 giorni in questo paradiso, facciamo ritorno a Gran Roque: la vacanza è ormai in chiusura e decidiamo di terminarla compiendo la salita all’altura del faro vecchio, molto pittoresco, dalla cui base si ha una vista fantasica su tutta l’isola ed in particolare sul paesino. Restiamo ammutoliti, ricordando i bei momenti passati qui e seguendo con lo sguardo il planare sulla pista di diversi aereoplanini.
Forse un giorno torneremo... e allora sarà come tornare in paradiso!

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