In viaggio verso la libertà
in viaggio con Michele Spiriticchio in Venezuela
Partiamo verso le 7.40, dovrebbero essere 4-5 ore per Caracas, alle 10.00 sostiamo lungo la strada per un caffè o un panino; ricordate che i prezzi sono quasi il doppio e un arepa al formaggio vi può costare 2000 b.Caracas inizia con sobborghi che anticipano la città vera e propria. E' impressionante questa città, sparpagliata e "protetta" dal monte Avila.
Arriviamo a Caracas alle 12.30 al terminal "La Bandera".
Dal terminal ci dirigiamo a piedi, uscendo si scende lungo la strada a sinistra, alla fermata metro "La Bandera" dove prendiamo la corsa diretti alla stazione "Gato Negro" ( direzione "Propatria" ) dove dovrebbero partire le busetas per l'aeroporto. E così è, all'uscita chiedo e trovo subito la buseta giusta con le fiancate colorate a bande orizzontali blu, grigio, celeste e bianco con la scritta " Aeropuerto Internaciònal S.B." in piccolo e in corsivo. Il costo del biglietto, che si fa a bordo, e di 2500 B.
Arriviamo all'aeroporto alle 14.30 !
Siamo in anticipo, meglio così !
La buseta ferma prima davanti le partenze dei voli nazionali e poi a quelle internazionali. La fermata è proprio fuori il terminal.
Al check in paghiamo anche la tassa di uscita dal Venezuela di 11000 b. ( circa 14 $ ) ma è una tassa ridotta in quanto parzialmente è gia stata pagata con il biglietto stesso del volo aereo.
In aeroporto non c'è molto, non ci sono tante possibilità per spendere gli ultimi bolivares bene, il duty free non è così economico ( il ron Pampero aniversario costa 15 $, cioè 10000, a fronte dei 5000 b. che ho pagato io a Santa Fé...).
Adesso la vacanza è davvero finita, siamo in attesa di imbarcarci e dopo il decollo verso le 18.00 ammiriamo l'ultimo stupendo tramonto su questo fantastico paese !
[Il Venezuela ha parecchio da recuperare, è una terra ricchissima, non solo di petrolio, caratterizzata da un'ampia varietà di paesaggi che vanno dal mare ( caraibi e isole ) alle pianure "los llanos", alla montagna delle Ande, all'Amazzonia e alla Sabana. La gente è un miscuglio di razze, indios, spagnoli-europei, africani e creoli "creollos".
Le strutture turistiche sono molto approssimative e i disagi all'ordine del giorno ( telefoni, computer, acqua, fognatura, delinquenza, sporcizia...). E' sempre costante ed evidente ( griglie metalliche antifurto alle finestre e ai balconi e nei negozi, vigilantes armati fuori e dentro i negozi..!!) una malfidenza fra la gente e la paura dovuta a scippi e rapine. ...continua il viaggio

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