Caracas & Isola Margarita
in viaggio con Luca Bartolini in Venezuela
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Visitiamo un'altra Playa nelle vicinanze, anche qui si nota l'assenza di turisti, sulla falsariga dei posti precedenti, anche per oggi poco sole perché ne abbiamo già preso abbastanza.
Trascorriamo il pomeriggio in piscina e la sera dopo cena andiamo a letto presto perché domani ci attende una giornata piena.
26/11/2000 Di nuovo la sveglia puntata alle 07,30 per escursione a Punta Arena. Ci accompagnano anche Beatrix, una delle ballerine della sera scorsa, e Estevan, animatore fuori di testa. Dopo aver attraversato tutta l'isola percorrendo 100 km. e accorgendoci che la laguna della Restinga non è niente di eccezionale arriviamo a Punta Arena. Anche qui restiamo delusi dal posto e cosi rimettiamo subito in auto per andare di nuovo a Playa Caribe. Qui è tutta un'altra cosa si è di molto popolata, soprattutto da persone del posto, ma continua ad avere un fascino particolare. Restiamo qui fino alle 15,00 ed è davvero un peccato doversene andare ma abbiamo di nuovo esigenza di cambiare i soldi e poi alle 17,00 dobbiamo consegnare la macchina. Arrivati a Porlamar, al nostro centro commerciale cambiamo U$ 100 con BS. 68.420 e poi ci dirigiamo all'autonoleggio. Tutto a posto tranne che il bagagliaio non si chiude. Non è colpa nostra comunque quindi non ci fanno storie.
Rientrati in albergo dopo una doccia facciamo shopping sul lungomare poiché domani torneremo dall'escursione di Los Roques verso le 19,00 e quindi questo è l'unico momento buono per acquistare gli ultimi regali da portare a casa. Dopo cena, abbastanza scadente, al bar della piscina passiamo la serata con le nostre amiche animatrici tra balli e canti e un atmosfera molto bella. Peccato che si debba andare via tra poco perché cominciavamo ad integrarci bene con la gente del posto, cosa che nei all'inizio non si sarebbe mai detta. A mezzanotte andiamo a letto perché la svegli domani è di quelle che fanno male, le 04,30 del mattino!
27/11/2000 Sveglia alle 04,30. In qualche modo ci alziamo e dopo aver sistemato gli zaini, senza nemmeno far colazione, andiamo ad aspettare il nostro pulmino. Arriviamo all'aeroporto alle 06,30 circa dopo essere riusciti anche a fare un pisolino. Li decidiamo di farci del male assaggiando un altro caffè schifoso e facciamo amicizia con una simpatica coppia di turisti lui toscano lei austriaca, che trascorreranno 9 giorni a Los Roques. Alle ore 08,00 dopo una breve spiegazione della nostra guida Susanna (è un nome molto comune sull'Isola) partiamo. L'aereo ha 16 posti in tutto. Dopo un'ora scarsa arriviamo a destinazione. Il paesaggio dall'alto è davvero notevole e meriterebbe da solo il prezzo del biglietto. Una volta atterrati, ci distribuiscono un panino a testa che per problemi di spazio non era possibile avere in volo, e dopo una breve attesa ci imbarchiamo su un catamarano che ci porterà a spasso tra i vari Cayo. Il primo è Los Franziscos, lo raggiungiamo dopo mezz'ora sotto un cielo che sembra presagire pioggia. Qui possiamo fare il bagno in un'acqua trasparente e limpida che ha comunque la particolarità di diventare subito profonda. Dotati di maschera, boccaglio e pinne saliamo su una barca che dopo qualche minuto ci porta in prossimità della barriera corallina per il tanto atteso snorkeling. Il mare è mosso e una volta dentro ci accorgiamo che è difficile tenere la traiettoria perché si viene trascinati via dalla corrente. Lo spettacolo è fantastico anche con un cielo nuvoloso come quello di oggi. Il lato positivo del tempo è che fosse sereno verremmo letteralmente ustionati dal sole che è micidiale. Ci sono un infinità di pesci e di coralli di ogni forma e dimensione: Dopo una ventina di minuti arriviamo direttamente su un atollo dove veniamo recuperati dalla lancia. Facciamo conoscenza con una simpatica coppia di marchigiani con cui poi rimarremmo in contatto anche al nostro rientro e che sono li solo provvisoriamente in attesa proseguire la loro vacanza con una settimana alle Antille olandesi. Mangiamo e ci riposiamo un po' sul catamarano e poi andiamo su un altro isolotto Cayo Pirates e lì indovinate un po' che incontriamo? Della serie: "Quant'è piccolo il mondo" gli amici dell'aeroporto. Sembrano felici di incontrarci e nuotano verso il catamarano come delfini. Ci raccontano che hanno trovato una sistemazione confortevole a U$ 35 a notte e il trasporto sui vari isolotti comprendente anche un ombrellone per ripararsi dal sole costa loro BS 2000. Crediamo che forse abbiamo capito che 9 giorni, pur trascorsi su quel paradiso, sono forse un po' troppi. Facciamo un giretto, tra conchiglie gigantesche, pesci che nuotano fino a riva. Qui sembra di essere tornati indietro nel tempo. Una volta a bordo, contiamo le ustioni di un sole che quei pochi minuti in cui c'è stato ha lasciato davvero il segno. Salutiamo i nostri amici di San Benedetto e di nuovo in aereo raggiungiamo l'Isola Margarita. La sera io che ho riportato i danni maggiori dal sole declino l'invito a partecipare alla serata danzante dal bar della piscina. In nostro onore, tra l'invidia dei turisti Inglesi e Tedeschi, verranno distribuiti dalle splendide ballerine ricchi premi e cotillon. Un autentico peccato ….. per me.
28/11/2000 L'insolazione non mi ha fatto dormire quasi per niente, così alle 07,00 non faccio fatica ad alzarmi. La partenza dall'albergo avviene puntualmente alle 07,50. C'è molto dispiacere nel lasciare questo posto anche perché ci eravamo ormai completamente abituati ed integrati soprattutto tra le animatrici. Il viaggio che ci aspetta però è estenuante e quindi prima inizia e prima finisce. Io rimango in ciabatte, i miei piedi non sono in condizioni di poter essere rinchiusi dentro calze e scarpe, e ogni tanto provvedo ad abbondanti spalmate di crema per alleviarne il rossore. Dopo telefonate e acquisti vari partiamo. Sono le 10,05. Dopo 40 minuti di volo atterriamo all'aeroporto di Caracas e percorriamo circa 600 metri sotto un sole cocente per arrivare al terminal voli internazionali. Lì entriamo nella zona del check-in, dove i nostri zaini e valige vengono aperti e perquisiti in modo insolito. Aspettiamo pazientemente due ore l'inizio del check-in. Conosciamo una famiglia di Italiani che accompagnano la figlia ventenne che si trasferirà in Italia e questo ci da modo di avere delle altre testimonianze sul loro sistema di vita. Paghiamo la tassa di uscita dal paese che corrisponde a U$ 21,00 e dopo aver mangiato al Burghy spendiamo tutti i soldi che ci sono rimasti nell'acquisto di magliette e souvenir da portare a casa. Dal momento che viaggerà con noi un diplomatico i controlli vengono intensificati e veniamo perquisiti e smistati tutti altre due volte. A bordo notiamo il comportamento poco educato e gentile di una hostess nei confronti di alcune famiglie con bambini. Il cibo offerto è se possibile ancora peggiore di quello dell'andata e capiamo il motivo del mancato accordo con la compagnia olandese Klm. Viene anche proiettato un telefilm di Zorro vecchio di almeno venticinque anni. Non riuscendo a dormire mi vengono in mente le cose più assurde ed incredibili che evito di raccontarVi. La colazione al mattino si mantiene sui livelli degli altri pasti. Arriviamo a Roma all'aeroporto di Fiumicino alle 08,15 locali. L'aereo in partenza per Milano ha 20 minuti di ritardo, ma in compenso le operazioni di imbarco cono veloci e dopo 1 ora di volo arriviamo alla Malpensa. Ho talmente tanto sonno che faccio fatica a tenere gli occhi aperti praticamente sono 2 giorni che non dormo. Passa a prenderci un nostro amico alle 13,00 circa in un clima irreale: fa molto freddo e non ci eravamo più abituati, come del resto non eravamo abituati ad un cielo così plumbeo. C'è stanchezza e tristezza soprattutto perché qui è tutto completamente diverso da dove abbiamo trascorso la vacanza, c'è quasi una sensazione di solitudine e vuoto. In macchina ascoltiamo alla radio i commenti sull'ultima eliminazione nella casa del Grande Fratello.

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