Stai viaggiando in Venezuela con Luca Bartolini

Caracas & Isola Margarita

Viaggio di: Luca Bartolini
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CONSIDERAZIONI SULL'ALBERGO HILTON ANAUCO
Camere spaziose ma poco pulite. TV via satellite senza telecomando. Pseudo cucinotto, bagno e pochi accessori ultra usati. Pochi turisti stranieri l'Hotel sembra essere maggiormente frequentato da venezuelani. Meglio l'Hilton Caracas proprio di fronte. La zona invece non è male, a due passi dal museo di arte contemporanea e da quello dei bambini, ci sono torri e tantissimi negozi. Per questioni di delinquenza è consigliato di non allontanarsi a piedi oltre questi confini. Per quanto riguarda la città, un giorno di visita è più che sufficiente, non c'è molto da vedere ed è pericolosa oltre che cara.

Da non perdere

19/11/2000 Abbiamo scelto una vacanza in Venezuela affascinati dal mar dei Caraibi e dall'idea di visitare seppure in modo molto marginale un paese sudamericano. Curioso è il fatto che quello di noi da cui è partita l'idea poi è restato a casa per problemi di lavoro e quindi siamo partiti solo in tre. Lasciamo casa alle 07,00 la partenza è prevista da Malpensa Terminal nuovo alle 10,10. L'aeroporto è davvero notevole, il cielo una volta tanto è sereno e la pioggia questa volta ci risparmia.
I passeggeri non sembrano turisti e questo ci insospettisce un po' sembrano per la maggior parte emigranti che ritornato in Venezuela dopo una visita ai loro parenti. Ma dove stiamo andando? Il volo su un Boeing B-767 dell'ALITALIA è il n. AZ666, durata prevista 9 ore e 40 minuti. I posti a bordo sono 187 e la lunghezza è di 44 metri.
Arriviamo all'aeroporto di Caracas alle ore 16,00 locali, siamo stanchi e fa un gran caldo. La città è a circa un'ora di auto a quasi mille metri di altitudine e lì il clima che troveremo sarà decisamente migliore. Mentre ci incolonniamo per andare a ritirare le nostre valige facciamo conoscenza con un italiano che è li per lavoro e due venezuelani. Tutti ci mettono in guardia sulla gran delinquenza della capitale, che a questo punto dobbiamo per forza arrivare a credere considerando le informazioni che da più parti ci sono state riferite.
Una volta usciti ci aspettano la nostra guida Ivan e l'autista, ci sorvegliano a vista mentre all'ufficio cambi dell'aeroporto cambiamo U$ 120 ricevendo in cambio BS (Bolivares) 82.350. A proposito un Bolivares vale circa 3 lire. Sul pulmino che ci condurrà a destinazione cerchiamo di avere dai due maggiori informazioni possibili su Caracas e su quella che dopo due giorni sarà la nostra destinazione definitiva: l'Isola Margarita. Ancora una volta la parola delinquenza ci viene riproposta.
Il nostro Hotel è l'Hilton Anauco situato in una zona centrale in cui grattacieli, negozi e musei sono presenti in forte concentrazione. E' una zona tranquilla, a patto che non si giri l'angolo sbagliato, perché senza la presenza della vigilanza, può diventare: "peligroso". Di fronte, sorge l'Hilton Caracas e noi possiamo sfruttarne le infrastrutture tra cui la piscina. La reception del nostro hotel ha ben poco di Hilton….. le camere ancora meno. Si tratta di stanze di due piani in cui a quello superiore troviamo un bagnetto fatiscente, cucinotto fatiscente e salottino puzzolente con divano sempre fatiscente e televisore….. senza telecomando. Attraverso una scala a chiocciola si scende alla zona notte. Due camere, e un bagno più grande ma non migliore di quello al piano superiore. In una parola sola è tutto un po' squallido.
Scendiamo subito ad acquistare tre tessere telefoniche, le paghiamo BS 5.000 l'una e ci basteranno per telefonare in Italia molto spesso, il telefono infatti da queste parti è abbastanza economico. La reception dell'Hilton Caracas è degna di un albergo di lusso. La sera abbiamo una fame incontenibile e la soddisfiamo in un ristorante proprio sotto il nostro albergo. Si chiama la Posada, mangiamo dell'ottimo vitello e birra locale Polar al modico prezzo di BS 25.076 venticinquemilalire a testa, davvero poco. Dopo quattro passi di numero rientriamo alla nostra abitazione e dormiamo (io per la verità assai poco).
20/11/2000 Facciamo colazione nel nostro albergo spendendo BS 8000 a testa, quindi in rapporto più che la sera prima. Prendiamo un taxi e ci facciamo accompagnare a Las Mercedes, zona residenziale dove sorgono due lussuosi centri commerciali e dove non dovremmo rischiare di essere rapinati. Quello che visitiamo è il Tamanaco e fino a che non fosse costruito il Sanbil a qualche chilometro di distanza era il complesso più grande d tutto il Sudamerica. Prendiamo tre caffè, BS 600 in tutto e ci intestardiremo in questo durante tutta la vacanza senza mai riuscirne a bere uno decente. I prezzi dei numerosissimi negozi sono alti come dalle nostre parti quindi è da escludere il fatto che si possano fare buoni affari. La cosa che più apprezziamo sono le donne, davvero molto belle alcune nella loro semplicità altre nella loro appariscenza, in generale notiamo che il livello di bellezza è molto alto.
Nel pomeriggio prendiamo un altro taxi fino nei pressi della piazza Bolivar distante circa 2 chilometri dal nostro albergo. La zona antistante è un mercatino unico, pieno di gente. Scopriamo di essere in quella moltitudine di persone gli unici turisti europei e teniamo gli occhi bene aperti perché ci sentiamo un tantino osservati e non vogliamo essere vittime di scippatori locali. Quel posto merita solo una breve visita, a parte una cattedrale e una statua in memoria del personaggio Simon Bolivar non c'è praticamente nulla.
Decidiamo di tornare a piedi all'albergo che da li vediamo in lontananza. Alle 16 circa ci si arriva e chissà come mai abbiamo l'impressione di averla scampata bella, tutte le cattive notizie e i moniti di questi giorni ci hanno giocato un brutto scherzo. Dopo un po' di riposo alle 18,00 in un Internet cafe sotto l'albergo abbiamo occasione di mandare e-mail agli amici e chattare con italiani, è una strana sensazione e ci fa sentire a casa anche se siamo a oltre diecimila chilometri di distanza.
Mangiamo ancora nel ristorante della sera prima, sempre bene. Abbiamo in programma una giro in discoteca nella zona dove siamo stati la mattina ma ci addormentiamo sul divano. Al risveglio verso l'una di notte circa la voglia di una serata danzante cede al sonno e alla stanchezza.
21/11/2000 Mi sveglio come al solito presto, sono le 06,30 e guardando il telegiornale locale capisco che la sera prima abbiamo fatto bene a non uscire. Immagini di uomini incappucciati che sparano per le strade, notizie di un uomo ucciso e in collegamento da uno studio un'organizzazione di paramilitari a volto coperto e armati fino ai denti rivendica il proprio diritto di sostituirsi all'inefficiente polizia per liberare la città dalla delinquenza. Dallo studio principale il capo della polizia prende nota su un blocco. Assurdo. Altra notizia è l'incendio di una scuola. ...continua il viaggio »

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