Stai viaggiando in Turchia con Alessandro Gioffrè

Turchia, porta d'Oriente occidentalizzata

Viaggio di: Alessandro Gioffrè
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Introduzione

Conoscevo già da qualche anno i programmi dell'Unione Europea grazie ai quali si possono fare scambi culturali fra Paesi diversi a prezzi irrisori (vitto e alloggio gratuito e viaggio rimborsato fino al 70%) e già ne avevo approfittato per altri viaggi (Normandia, Malta, Spoleto); questo grazie ad una associazione culturale interessata all'ambito mediterraneo della mia città, che è tra le conoscenze di mio padre che ha fondato a sua volta diverse associazioni ambientaliste-pacifiste a Reggio Calabria.
Comunque. Mi dicono della possibilità di andare in Turchia gli ultimi giorni di Settembre. Il 29 mattina dò un esame all'università e nel pomeriggio faccio il biglietto aereo da Reggio a Istanbul. Fortunatamente avevo già il passaporto...

In cucina

La cucina turca è ottima, ma già me lo avevano accennato. Il kebab, che io conoscevo come 'gyros' dalla Grecia, è una cosa spettacolare; peccato che non possano mangiare carne di maiale perché sarebbe il massimo.
Il pranzo è costituito da un unico piatto (come quasi ovunque nel mondo) con riso o cus cus, carne, verdure, a volte accompagnato da una scodella con zuppa. Un unico piatto mi ha fatto veramente schifo: all'aspetto era molto bello, e l'ho anche fotografato; in realtà trattavasi di una poltiglia agrodolce dagli ingredienti ignoti, della quale ho dato una delucidazione ai gruppi nordeuropei, dicendo: "This, in Italian is 'sbobba'!"

Da non perdere

Il 30 Settembre parto assieme al presidente della suddetta associazione culturale, a Fiumicino conosco l'altro Italiano e le due Italiane del gruppo ed a mezzanotte, ora locale, sono all'aereoporto di Istanbul e si sente un Italiano che dice "Il visto di là: 'Visa' non è la carta di credito, è il visto". Quasi quasi ci cascavo anch'io.
Dopo tre contrattazioni prendiamo un taxi. L'autista carica le valige nel portabagagli in modo che fuoriescano per metà e le lega con delle corde. Vi risparmio i particolari... Giunti all'autogare, prendiamo il pullman e dopo averne cambiati tre, dopo 700 kilometri e dopo 14 ore di viaggio attraverso la Turchia occidentale, passando per la steppa mediterranea con parecchie piantagioni di pino, giungiamo ad Antalya, importante città della costa meridionale turca.
Un particolare: le linee dei pullman sono molto ben organizzate con mezzi relativamente nuovi e corse durante le 24 ore. Offrono l'acqua in pacchetti chiusi, l'immancabile the, e, al posto della salvietta rinfrescante, passa uno stewart con una bottiglietta con dell'acqua di colonia turca al limone (che si trova per meno di 2 milioni di turk lirasi) e la spruzza sulle mani.
La prima notte la passiamo in hotel ad Antalya ed abbiamo modo di visitare il centro storico, con le onnipresenti rovine romane, i minareti, i vicoli con negozietti (dove abbiamo avuto modo di comprare 16 cartoline ad 1 euro!), il bellissimo porto dal quale si vede la città in alto, sopra una parete rocciosa.
Mi accorgo subito dei prezzi bassi: una bottiglia d'acqua da 50 cl costa al market 250.000 lire turche (circa 14 cents) un romanzo preso per strada 3 milioni, e 100 minuti di conversazione telefonica internazionale 7.200.000 lire, cioè 3,90 euro!
Il giorno dopo visitiamo le cascate di Kursunlu e di Dudenbasi. In effetti questa zona della Turchia è molto ricca di acqua.
L'università di Antalya è bellissima: sembra un giardino termale, con alberi e fiori, bar e tavolini, ed un canale d'acqua che la percorre. Nel pomeriggio siamo lì e c'informiamo sulle facoltà ivi presenti per pensare ad un possibile trasferimento...
La sera del 2 Ottobre raggiungiamo la nostra meta, vicino le rovine della città romana di Olympos. Alloggiamo in bungalows di legno, con aria condizionata, in stile casette post terremoto. Il villaggio brulica di galletti, galline, tacchini e pulcini. La sera si accendono i falò e si suona la chitarra ed uno strumento a cassa chiusa, con manico stretto e 6 corde a coppie. E' pieno di turisti inglesi.
Il nostro gruppo è composto, oltre che da Turchi e Italiani anche da Polacchi e Norvegesi, invero molto simpatici e calorosi per essere ragazzi del nord Europa. I Polacchi si comportano quasi da Spagnoli, ed anche il leader dei Norvegesi, pur parlando sempre della sua nazione, ha una simpatia mediterranea! I Turchi sono molto accoglienti, anche se trovano qualche difficoltà con l'inglese, e persino io riesco a parlarlo meglio di loro.
Il programma dei giorni seguenti è poco nutrito: due lezioni di ecologia (bravo il professore, sfortunatamente trattava argomenti che conosco); un bagno al mare; visita, per conto proprio, delle rovine romane; costruzione di una casetta per uccelli e di un cartello (sul mio c'era scritto "Vendesi caldo ai paesi freddi"); breve visita di un tipico villaggio delle campagne turche; immersione di 10 minuti dopo pranzo: questa è stata bella, ma io, non volendo morire di congestione in paese straniero l'ho evitata, e ne ho approfittato per arrampicarmi a piedi nudi su un colle roccioso a picco sul mare; bird-watching, anche se uno degli organizzatori aveva detto 'girls', poi correggendosi, e saremmo stati molto più entusiati di praticare girls-watching! Caccia al tesoro, che io mi sono rifiutato di praticare, inerpicandomi invece nei boschi vicini. ...continua il viaggio »

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