Turchia

Innamorarsi di Istanbul

in viaggio con DianaEst in Turchia

Introduzione

Grazie alle esperienze lette sul forum di Ci sono Stato ho visto crescere la mia curiosità verso questa città, che proprio quest'anno è una delle capitali europee della cultura. Dato che in agosto gireremo un'altra zona della Turchia, il ponte del 2 giugno è una bella occasione per vedere anche Istanbul, che non rientra nel nostro programma estivo. Con me e il mio ragazzo si uniscono due nostri amici.
Già i voli sono tutto un programma: partenza venerdì sera da Milano Malpensa con scalo ad Atene per la notte e arrivo all'aeroporto di Ataturk sabato mattina. Ritorno mercoledì con volo diretto per Milano Malpensa dall'aeroporto asiatico Sabiha Gökçen con Blu express.

Itinerario

Sabato 29 maggio 2010
Il nostro aereo Olympic atterra puntuale alle 9,45 all’aeroporto di Ataturk, un nome che d'ora in poi ricorrerà spesso d'ora in poi. Sono curiosissima e non vedo l’ora di perdermi tra le vie di Istanbul. Il personale appena sbarcati ferma chi è atterrato chiedendo l'aeroporto di provenienza per indicare il ritiro dei bagagli. Gentilissimi, penso subito. I nostri bagagli imbarcati a Milano arrivano puntuali insieme agli altri. Appena usciti dall'aeroporto si sentono i primi suoni della città tra traffico e clacson. Cerchiamo di contrattare con uno dei tanti taksi che sostano davanti all'aeroporto. Fiat gialle di un modello che non si produce nel nostro paese. Io ho scordato di stampare l'indirizzo dell'Hotel e senza nome della via non si può andare da nessuna parte. Vedo già il volto dei miei compagni segnati da espressioni eloquenti. Evitano qualsiasi commento, ma immagino senza bisogno di parole. Con il cellulare ci colleghiamo a internet e riusciamo ugualmente a dare l'indirizzo completo. I nostri occhi curiosi scrutano fuori dal finestrino le immagini che passano per cercare di farsi un'idea e ambientarsi un pò tra colori, scorci di mare e moschee. In una mezzoretta scarsa siamo davanti al nostro hotel.
L'hotel Paradise che abbiamo scelto costa € 50,00 a camera doppia, a notte con colazione. Un hotel semplice, ambiente tradizionale, spartano ma pulito. Per noi va benissimo, è in buona posizione e ha un piccolo balconcino, aria condizonata e frigo. Il personale quasi non parla inglese. Ci stiamo così poco tempo in camera che scegliere un posto bello sarebbe un vero spreco. Si trova nel centro di Beyoglu, il centro moderno della città e fulcro commerciale di negozi e bar. Palazzi antichi abbinati ad altri più moderni e meno affascinanti. Non è un quartiere particolarmente caratteristico ma devo dire che l'atmosfera non è così male. Offre una sensazione di sicurezza assoluta, così come il resto della città, a dispetto del nostro pregiudizio verso il popolo turco. La zona è pedonale e attraversata da tram storici rossi, che con il loro rumore di ferraglia e campanacci danno un pò di atmosfera. Ci perdiamo un pò camminando per le vie, da piazza Taksim alle altre strade che si incrociano. C'è un bar libreria, molti negozi di catene internazionali e diversi negozi di cambio. Ne approfittiamo per cambiare i nostri euro in nuove lire turche.
Tornati in hotel ci danno la nostra camera. Doccia veloce, posiamo i bagagli e usciamo subito in direzione del quartiere di Besiktas. I nostri amici si riposano un pò e ci raggiungono dopo. Noi partiamo a piedi da Beyoglu per immergerci nella città. Le vie di mattonelle grigie scendono verso il mare. Si incontrano molte moschee, affascinanti con le cupole tonde grigio scuro e i simboli oro in cima, i minareti altissimi verso il cielo e i bei cortili. Passiamo dalla fontana di Tophane, dallo stadio di Besiktas e dal Palazzo Dolmance. Bellissimo da fuori, tutto bianco in stile barocco. Non entriamo per la visita perchè c’è una coda lunga e proseguiamo. Incuriosiscono anche i militari che sono fuori di guardia, così immobili da sembrare finti.
Nelle viette dietro la moschea si trova una miriade di negozi. Mi ha dato l'impressione di un quartiere dall’atmosfera un pò asiatica. Tanti negozietti e bancarelle di merce a basso costo. Un sacco di gente, forse perchè è sabato. C’è il mercato del pesce molto piccolo, ma carino. Una struttura ad archi dove ci sono solo bancarelle di pesce con file di lampadine nude sospese sopra le teste. Nel baretto accanto proviamo il primo panino con pesce. Buonissimo!
Dopo un’oretta ci raggiungono i nostri amici e a piedi passiamo al vicino quartiere di Ortakoy. E' molto carino con queste casette tutte colorate, verdi, gialle, rosa e azzurre. Ci sono bar molto graziosi e qualche bancarella che rendono piacevole questi vicoli. Diversi sono i venditori ambultanti che vendono patate al cartoccio ripiene: kumpir. E’ un quartiere particolarmente carino perchè si trova sotto il ponte di Ataturk, lungo un kilometro e mezzo circa, che unice la sponda europea a quella asiatica. C’è una moschea sul mare in un punto particolarmente bello che dona fascino e crea atmosfera. Lo stile è un pò barocco, leggermente diversa dalle altre, per me il fascino risiede soprattutto nel fatto che si trova sul mare. Ci sono varie barchette dei pescatori ed è affascinante la vista del versante asiatico con un pò di foschia.
Ci rilassiamo bevendo una birretta e aspettiamo che siano le 19.00 per prendere il traghetto. Per 5,00 euro a testa, 10 lire turche, il battello fa un giro che dura un'ora verso la parte asiatica, che al contrario di quel che immaginavavo è la parte più ricca e moderna. Ci sono un sacco di ville sul mare. In alcuni tratti ricorda quasi alcune località del nostro lago di Como con queste belle dimore che si specchiano nell'acqua. Anche se il giretto è breve vale la pena, peccato che oggi quando il sole tramonta il cielo è coperto.
Quando torniamo a terra ad Ortakoy decidiamo di mangiare in uno dei tantissimi posti. Ci fermiamo ed proviamo il kumpir, la patata ripiena, questo piatto tanto gettonato. Le patate sono grandissime. La portano con la buccia, tagliata a metà. In mezzo ci si mette quel che si vuole, dal formaggio, al cous cous, alle olive, le salsine di jogurt, i wurstel o qualsiasi altra cosa. Io non sapendo cosa scegliere mi faccio mettere un pò di tutto. Detto così non sembra gran che ma sono ottime, mi hanno stupito perchè sono buonissime! Una patata di quelle ci ha riempito ben bene. Tra patate e bevande spendiamo cinque euro a testa.
Ancora un giretto e la moschea sul mare illuminata nel buio della sera è bellissima, insieme al ponte alle spalle ornato da mille lucine. Ci fermiamo in un bar del porticciolo per un dolce. Io scelgo una crema locale coperta da gelato alla vaniglia. Buona, somiglia quasi a un creme caramel.
Torniamo in taxi nel nostro quartiere di Ortakoy e prima di andare a letto ci fermiamo in uno dei tanti baretti per una birretta. Siamo tutti stanchi ma la città per quel poco che ho visto mi piace e mi incuriosisce. A letto che domani ci alziamo presto.
...continua il viaggio

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