Quelli dell’Habib
in viaggio con Giovanni Mereghetti in Tunisia
L’ora della partenza si avvicina e l’emozione cresce già quando il sole scompare dietro le colline liguri, il buio sta arrivando e tra un po’ la nave dei sogni salperà; una cena al self service, due chiacchiere al bar e poi a nanna, fino al nuovo sorgere del sole.Non ci si annoia durante la traversata, c’è chi gioca a carte, chi si rilassa a poppa o a prua immerso nei propri pensieri, chi sorseggia una birra al bar, chi invece si è già messo in viaggio muovendo il dito sulla Michelin 153.
All’arrivo a Tunisi ci sono gli immancabili controlli doganali, di solito sono veloci, basta un’oretta, poi si passa dalla Polizia, un timbro sul passaporto e via, verso sud, dove l’asfalto lascia il posto alle piste sterrate.
Ora che abbiamo lasciato alle spalle le acque del Mar Mediterraneo, le nostre menti sono già volate nell’altro mare, quello di sabbia tanto sognato e sospirato.
Ora siamo in viaggio davvero, i racconti e le leggende si intrecciano mentre il sole tramonta dietro l’ultima duna tinteggiando di calore il paesaggio africano. Nel cielo si accendono le stelle, i nostri sogni di bambino scivolano dalle barcane vicine, è tempo di lasciarci, la voce del silenzio ci chiama.

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