Africa: emozione senza fine!
in viaggio con Giovanni Giordan in Tanzania
Il viaggio è lungo e la strada è abbastanza sconnessa e molto polverosa.Prima di entrare nel Serengeti la strada sale per raggiungere il bordo del cratere di Ngorongoro a circa 2000 metri di altezza, uno degli spettacoli più straordinari che la natura possa offrire. In questo grande buco dal diametro di 17 chilometri vivono in perfetto equilibrio una gran quantità di animali di specie diverse: leoni, ghepardi, gnu, zebre, rinoceronti, elefanti, fenicotteri ed altri ancora.
Proseguendo il safari ora si scende verso Serengeti, "la grande pianura", un mare di erba che viene interrotto solo di tanto in tanto dai Kopje, grandi massi che emergono dalla savana. Su alcuni di questi rilievi sono stati costruiti dei lodges assai confortevoli in cui pernottare e da cui è possibile osservare gli animali al tramonto.
Questo è il territorio degli uomini Masai che qui vivono nei loro caratteristici villaggi a pianta circolare e che non sempre sembrano gradire le attenzioni dei turisti.
Alti, con lineamenti alteri, armati delle tradizionali lance che oggi usano solo più per difendersi da eventuali attacchi di animali, vivono di pastorizia dedicandosi unicamente alla cura del bestiame.
Qui le donne svolgono i lavori più duri e faticosi: portano collane ed orecchini splendidamente colorati e sovente hanno il cranio completamente rasato.
Lasciato il Serengeti si ripercorre la polverosa pista al contrario, in direzione del lago Manyara.
Consiglio vivamente di visitare il parco che sorge lungo le sue sponde poichè è uno splendido esempio di ambiente misto fra savana e foresta tropicale, interrotto da stupende ed improvvise radure in cui vivono numerosi animali. Si rientra infine all'areoporto di Arusha per eventualmente proseguire con un soggiorno marino nell'isola di Zanzibar che si può raggiungere direttamente dall'areoporto di Arusha tramite voli privati.
Altrimenti con Air Tanzania si può volare sulla costa a Dar Es Salaam la capitale ufficiale della Tanzania fino al 1973 e da qui traghettare sull'isola con una nave.
Anche in questo caso consiglio a chi mi legge di non perdere l'occasione di visitare l'isola, grande produttrice di chiodi di garofano, spezie e caffè, che ha mantenuta intatta l'atmosfera dei tempi passati.
Il mare è bello e pulito, ma purtroppo le forti escursioni delle maree, soprattutto sul versante est dell'isola, spesso costringono a lunghe passeggiate per raggiungere le acque profonde. Nella zona di Uroa Bay non c'è una barriera corallina vicina: gli appassionati di immersioni subacquee devono uscire con barche a noleggio per raggiungere la barriera distante che non è mai affiorante.
...continua il viaggio

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