Stati Uniti America, Canada

Viaggio di nozze in America

in viaggio con Cristina Giannetta in Stati Uniti America, Canada


23° giorno (08 luglio 2009) – Los Angeles (città e Venice Beach):
L'appuntamento con Ricky era davanti l'albergo alle 8:30, ma noi scendiamo un pò prima per non farlo aspettare. Andiamo in giro con la sua macchina così riusciamo a vedere tutto senza preoccuparci di guidare. Facciamo prima di tutto colazione con la donut finalmente, che in tutto il viaggio sono riuscita a mangiare solo 1 volta. Iniziamo con l'Hollywood Sign che riusciamo a vedere dal viewpoint di Mulholland Drive (mi raccomando, Drive e non Road). Purtroppo c'era un pò di foschia, ma siamo lo stesso riusciti a fotografarla. Che emozione, la vedi sempre nei film ed ora invece sei lì davanti. Scendiamo a andiamo al Walk of Fame dove c'è il marciapiede con le stelle dei personaggi famosi e le impronte sul cemento.
Facciamo le solite foto con i nostri attori preferiti e riusciamo anche a vedere l'inaugurazione di una nuova “stella”, ma non conoscevamo chi fosse. Riprendiamo la macchina e andiamo a Hollywood Blv, Rodeo Dr, Sunset Blv e Beverly Hills. Bellissimi e ricchissimi. Passi al lusso vero e proprio con le ville dei ricconi ultracoperte dalle piante. Purtroppo non riusciamo a vedere nessun personaggio famoso.
Inizia ad avvicinarci l'ora di pranzo e andiamo verso Downtown dove mangiamo da Wig'n Chicken pollo di vario tipo, coscia, petto con salse piccanti. Finito di mangiare facciamo un giro veloce in macchina per Downtown e poi ci dirigiamo verso le spiagge della California, ovvero Santa Monica e Venice Beach. Lungo la strada riconosco le famose giostre con la ruota panoramica di Santa Monica, che compare in molti film e video musicali.
Decidiamo di parcheggiare a Venice Beach e farci una bella camminata tra i negozietti. Le spiagge sono enormi, il quadruplo delle nostre. Se ti metti con l'asciugamano all'inizio, arrivi sul bagnasciuga al tramonto!! A Venice Beach c'è la gente più strana: musicisti di strada, ballerini improvvisati, pittori, insomma di tutto e di più. I negozi sono tantissimi e di tutti i tipi, da quelli normali a quelli più strani. C'è addirittura una clinica che da una cura alternativa a chi prende marijuana.
Io compro una magliettina con la scritta Los Angeles e un pantaloncino che metterò quando andrò a correre, e purtroppo dovrò correre di nuovo parecchio per smaltire quello che ho mangiato fino ad ora! Ormai erano le 19:00 e il tramonto sull'oceano era stupendo. Ancora non mi sembrava vero, quello non era il nostro mare, ma l'immenso oceano pacifico. Facciamo anche una passeggiata sulla spiaggia e arrivo fino alla riva per toccare con mano l'acqua calda dell'oceano. Effettivamente era davvero calda, e vedo da lontano le famosissime torrette di baywatch. Naturalmente non mi faccio mancare la fotografia immedesimandomi in Pamela Anderson, anche se risulta molto difficile!
Decidiamo di andare via, dando un ultimo sguardo all'oceano e a quelle spiagge immense. Volevamo passare per la Pacific Coast Highway (PCH), l'autostrada che passa in mezzo all'oceano, ma purtroppo era tardi e decidiamo di tornare in albergo. Ricky ci riporta all'Omni e tristissimi ci salutiamo. E' stata una giornata indimenticabile. A questo punto, sistemiamo tutti i regali nelle valigie stando attenti ai vari pesi e andiamo a dormire.

24° e 25° giorno (09 e 10 luglio 2009) – Los Angeles/Roma:
Ci alziamo un pò pi tardi del solito, verso le 8:30. Dopo una doccia, l'ultima negli USA, sistemiamo le ultime cose nelle valigie e scendiamo a vedere se nei paraggi c'è uno Starbucks. Fortunatamente c'è proprio lì di fronte (o meglio dietro, dove ci sono le fontane) al nostro albergo. Torniamo in albergo, prendiamo i bagagli ci colleghiamo un pò a internet nella lobby che è gratuito e poi ci facciamo portare la nostra macchina. Quello era l'ultimo viaggio nella nostra bellissima e comodissima Mazda 6. Facciamo il pieno, arriviamo al deposito della Herz e lasciamo a malincuore l'auto. Per fortuna non c'è stato alcun problema. C'eravamo tanto preoccupati su come arrivare all'aeroporto a piedi, dato che ormai non avevamo più la macchina e invece lì alla Herz c'è lo shuttle che gratuitamente ti porta all'imbarco, dando semplicemente all'autista la compagnia aerea sulla quale si vola. Organizzatissimi!!!!
Siamo arrivati in aeroporto alle 13:00 quando avevamo l'aereo alle 19:20. Vabbè, meglio prima che dopo). Il check-in per fortuna è andato bene, perché ci preoccupavamo per il peso delle valigie che effettivamente era un pò più pesante, ma hanno detto che c'è un margine di qualche kg. L'unico problema è che ci hanno messo in posti separati, ma il ragazzo è stato gentile da scrivere a penna il cambio. ...continua il viaggio
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