Le Everglades, il mare d’erba della Florida
in viaggio con Daniel in Stati Uniti America
Introduzione
Se qualcuno è capitato in questa sezione per cercare informazioni sulla Florida in generale, dico subito che questo è il diario sbagliato! Il viaggio che sto per descrivere non segue sicuramente i canoni e gli itinerari che la maggior parte dei visitatori di questo Paese vanno cercando. I dieci giorni che abbiamo avuto a disposizione io e mia moglie li abbiamo trascorsi quasi tutti alle Everglades (esclusa l’escursione di un giorno alle Keys) per poter godere al meglio la possibilità di avvistare animali in questo straordinario parco naturale americano. Dunque lontano dalle folle di Miami, dei parchi divertimenti, di Cape Canaveral e delle mete classiche di questo Stato tanto famoso. Solo immersioni nella natura, in quel poco che resta della Florida di 150 anni fa.
Sì, perché poco più di un secolo fa, Miami non esisteva (fu fondata ufficialmente nel 1896 e aveva allora meno di 500 abitanti), e la Florida era uno degli Stati meno popolosi d’America, l’esatto contrario di quello che è adesso. Poco più di un secolo fa il paesaggio tipico delle Everglades occupava addirittura un terzo della Florida!
La maggior parte dei viaggiatori riservano a questa zona solo una sosta frettolosa, proveniendo da Miami e andando verso le Keys, ed è davvero un peccato. Se da una parte ammetto che noi non facciamo testo perché siamo dei forti appassionati di natura, dall’altra devo dire che riservare una sola giornata alle Everglades, non serve neppure per avere una idea di quello che è questo straordinario ambiente.
Abbiamo dunque volutamente trascurato le altre attrattive dello Stato (Miami inclusa) per concentrarci su questo parco che, giova ripeterlo, rappresenta quello che un tempo era il solo ambiente di tutta la parte meridionale della Florida. L’area attualmente occupata da Miami è un’area bonificata e strappata alle Everglades. Sembra impossibile, ma un secolo fa la “downtown” di Miami era occupata da acqua, erba, animali selvatici: gli unici uomini a “percorrerla” erano gli indiani seminole che scivolavano sull’acqua con le loro canoe a fondo piatto.
Immergersi nelle Everglades è servito sicuramente ad immaginare come doveva essere tutto il sud della Florida a quei tempi e a farci conoscere a fondo un ambiente che non ha nessun altro paragone al mondo. Oltre a regalarci una meravigliosa e rilassante avventura.
Da non perdere
21 marzo 2011
Arriviamo a Miami alle 18.50, in perfetto orario. Dall’aereoporto si raggiunge facilmente la zona rent a car grazie ad un autobus che effettua diverse fermate davanti alle varie compagnie di noleggio: un tipo di organizzazione che si riscontra nella maggior parte degli aereoporti statunitensi.
Affittare l’auto negli Stati Uniti è facilissimo e anche qui non fa eccezione.
Dopo una breve fila ci viene consegnato il contratto e siamo liberi di scegliere l’auto tra decine di modelli simili. Questa è senza dubbio la parte che mi piace di più: pur non avendo particolari conoscenze di auto e motori, mi diverto a girellare per il parcheggio con (falsa) aria di esperto, per decidere quale sia l’auto migliore da scegliere. In realtà alla fine il criterio di scelta è semplicemente il numero di chilometri percorsi, il modello ed il colore, ma per l’ennesima volta faccio finta che non sia così e salgo su diverse vetture, per valutarne l’idoneità. Ogni volta scendo dalla vettura con l’aria di chi ne ha carpito tutti i segreti, pronto a valutare la prossima candidata. Il bel gioco viene stavolta brutalmente interrotto da mia moglie che, conoscendomi, dopo avermi fatto divertire per 10 minuti come una volpe nel pollaio, si limita a chiamarmi per nome, con lo stesso tono che usano le mamme con i bambini che fanno i capricci. Recepisco al volo il messaggio e pur protestando per non aver avuto tempo a sufficienza per operare una scelta oculata, decido per una Chevrolet bianca con pochissimi chilometri. Vorrà dire che in caso di problemi potrò sempre scaricare la colpa su di lei, che non mi ha lasciato il tempo necessario per scegliere il mezzo perfetto!
Fatta la nostra scelta, all’uscita l’impiegato addetto annota la targa sul contratto e siamo liberi di andare!
Per la cronaca il costo dell’auto, una economy di piccola taglia (che per gli standard europei è quasi una media!) è stato di 411 dollari per 10 giorni, tutto incluso.
Il tempo di imboccare la superstrada 836 prima e la 821 direzione sud poi, e siamo già in viaggio verso le Everglades! Siamo diretti a Florida city, dove abbiamo prenotato l’albergo. Per arrivare a destinazione ci impieghiamo circa 1 ora e mezza e paghiamo tre volte il pedaggio di un dollaro. La distanza è di circa un centinaio di chilometri.
Florida City, come la vicina Homestead, pressoché attaccata, non è certamente una bella cittadina. Si snoda lungo la strada principale che conduce alle Keys e i motels sono quasi più numerosi delle case! Noi ne abbiamo scelto uno su Internet, il Ramada, con un ottimo rapporto qualità prezzo, anche perché offriva prezzi speciali per il mese di marzo, che non è ovviamente alta stagione per le vicine Keys. Tutti questi motels, infatti, lavorano molto di più con i turisti di passaggio verso le Keys, piuttosto che con i visitatori delle Everglades, i quali sono certamente molto meno numerosi. ...continua il viaggio

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