La Grande Mela e Washington D.C.
in viaggio con Riccardo e Manuele in Stati Uniti America
Non siamo esperti gastronomi ma ci è sembrato che effettivamente la vera cucina americana si riduca a Mc Donalds, piatti texani (pannocchie arrostite o bollite e T-bones, bisteccone al sangue) e Donk n' Donuts, catena di fast food dedicata al breakfast: ogni mattino milioni di persone escono da uno di questi "ristoranti" con un bicchierone di frappè alla fragola e una scatola di 8 ciambellone coperte ciascuna con una diversa glassa e cioccolato!Per il resto sono solo ristoranti cinesi, vietnamiti, italiani o di grandi chef.
Consiglio nostro: se non ci siete già stati magari in altre città visitate il Planet Hollywood e l'Hard Rock Cafè (quasi uno di rimpetto all'altro) e lì pranzate, oppure se vi accontentate andate da Pizza Hut; in ogni caso non mancate di assaggiare un hot dog con senape a uno dei mille baracchini all'incrocio dei due strade (preferite quelli gestiti da ispanici o bianchi, quelli dei cinesi o degli indiani sono peggiori ...) e di bere una limonata: sono davvero buoni, costano poco e sono una delle cose che più mi "mancano"! :þ In tutti gli States è vietato bere alcolici se non in casa, quindi scordatevi di bere una birra passeggiando per Central Park.
Per ultimo fare attenzione ai costi: un pranzetto nemmeno troppo buono magari può costarvi parecchio!
Da non perdere
Descrivere NY non è proprio cosa facile!
Se ci siete già stati e magari, come noi, non sognavate altro fin da quando avevate 2 anni, capirete bene il perché!
La Big Apple (e gli USA in generale) non sono un luogo qualunque, non sono il villaggio turistico "bello ma...", sono tutt'altro: un misto fra una sala cinematografica e una realtà tenuta (non molto bene per la verità) nascosta, un cantiere perenne e una architettura incredibile... un grande "melting pot" di razze, lingue, culture, religioni, cibo, idee, stili di vita, il tutto con le proprie ragioni e le proprie contraddizioni, spesso anche evidenti.
Il primo impatto con gli States è stato un po' traumatico: da prima ancora in aeroporto un piccolo interrogatorio con una addetto alla dogana (non avevo compilato una voce del visto dato sull'aereo! :þ) che faceva di tutto per non aiutarmi a capire il suo slang (un misto fra spagnolo ed americano... ), poi un taxista di colore, molto gentile, ma che parlava girato dall'altra parte rispetto a noi, attraverso un vetro divisorio e masticando una gomma... "se devo passare 15 giorni così capendo un quarto di quello che la gente mi dice siamo proprio apposto!"! Fuori dai finestrini del taxi (come tutte le cose negli USA, anche il nostro "yellow cab" era grandissimo!), poi, scorrevano le immagini del Queens e di Brooking poi: la povertà della gente era fin troppo evidente così come le divisioni sociali e razziali fra un quartiere l'altro!
L'arrivo in Hotel ha placato poi tutti questo pensieri e questi "timori" riportandoci fortunatamente alla normalità.
Le cose da vedere a New York (a Manhattan per la verità visto che negli altri quartieri non è permesso addentrarsi! I taxisti spesso si rifiutano di portare un turista fuori dal centro!) sono davvero moltissime e quindi proverò a suddividere il mio racconto seguendo l'ordine cronologico in cui ogni cosa si è effettivamente svolta.
Abbiamo deciso di partire dal basso della penisola di Manhattan risalendo poi giorno per giorno nella nostra visita e tenendo sempre come punto di riferimento l'albergo (cosa favorita anche dalla sua posizione centrale); la prima visita quindi spetta alla Statua della Libertà, uno dei simboli della città e forse anche il più famoso!
La "Signora" si trova su una piccola isola (si raggiunge in battello con poco più di 10 minuti di navigazione. L'imbarco è ai moli di Battery Park) posta di fronte a Manhattan e da cui si gode di uno spettacolo davvero mozzafiato su tutti i palazzi ed i grattacieli! Consiglio nostro è quello di evitare di salire fin sopra la Statua (si arriva alla corona dove ci sono dei piccoli spioncini) dal momento che questo comporta una salita di un'ora in una scala a chiocciola stretta stando in coda e poi, una volta sopra, non ci si può nemmeno fermare ad osservare con calma vista la ressa che si forma. Piuttosto è interessantissimo visitare sia il museo della Statua che si estende nel basamento della Statua stessa, sia il museo di Ellis Island, l'altra piccola isola della baia dove si trovava all'inizio del secolo scorso la dogana in cui sbarcavano tutti gli immigrati che cercavano fortuna nel Nuovo Mondo.
Una volta tornati sulla penisola abbiamo percorso il "lungo-fiume" visitando il monumento eretto per i Veterani del Vietnam entrando poi sempre più nel centro di Manhattan fino ad arrivare a Wall Street frenetica nei suo scambi finanziari (la Borsa di NY è visitabile ma non abbiamo voluto provare ad entrare...), la Federal Hall, ora museo sulla Costituzione americana ed arrivando, in fondo a Wall Street a Trinity Church, chiesa gotica che sembra cercare spazio fra i palazzoni di vetro e le fiancate dei grattacieli che la circondano. ...continua il viaggio

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