Stati Uniti America

Il mio sogno americano (prima parte)

in viaggio con Rita in Stati Uniti America

Introduzione

Quarant’anni fatti a novembre, ho deciso che per i miei primi quaranta volevo regalarmi qualcosa di speciale e, dato che non ho un marito, non ho figli, ma ho una grande passione per i viaggi e, dopo Londra e Roma, ho una passione per gli USA, soprattutto per NYC e San Francisco, ho deciso di regalarmi una specie di viaggio di nozze per single… il viaggio l’ho fatto insieme a mia madre, la mia compagna di viaggio preferita, perché in due ci compensiamo, abbiamo gusti simili e soprattutto lei, come ogni mamma che si rispetti, spesso si sacrifica per venire incontro ai miei gusti e desideri… come ogni viaggio “di nozze” che si rispetti di questi tempi, avevo una mia piccola “lista di nozze” depositata all’agenzia di viaggi di alcuni miei amici e chi voleva per il mio compleanno ha messo una piccola quota per contribuire a rendere reale questo mio sogno… Non è stata la mia prima volta negli States, c’ero già stata nel 2008, in estate, e avevo visitato la grande mela, con un giro fino alle cascate del Niagara e Toronto… poi un bel tour per la east coast, da Boston a Cape Cod, Newport… fino ad arrivare al Maine… anche questo è stato un viaggio indimenticabile, ma è un’altra storia.
Questa volta questo viaggio mi ha tenuta lontana dall’Italia, fisicamente, per circa un mese, più precisamente dal 29 luglio al 22 agosto 2011, ma con la testa questo viaggio così articolato e splendido rimane dentro di me, tanto da non riuscire a trovare le giuste parole per descriverlo, per rendere partecipi gli altri di tutte le emozioni, sensazioni, le bellezze che mi hanno riempito cuore, occhi e anima, mi hanno arricchito e tuttora mi fanno sognare…
Il mio racconto si può suddividere in tre parti: la visita a NYC, i 5 giorni a San Francisco, i 18 giorni del tour per i parchi dell’Ovest e del Sud Ovest, tour che mi ha permesso di dare un’occhiata ad altre città, cittadine e ad un’America che non incontri se vai nelle grandi città…
L’impressione che ho ricavato da questo viaggio è che gli States sono così dissimili in paesaggi, modi di vivere, territorio che cercare di racchiuderli in cliché e giudizi è solo deleterio… cercherò nel mio piccolo di dare un piccolo spaccato di ciò che ho visto, ma più che dati, kilometraggi, resoconti di spese, nomi di hotel o quant’altro (dati che spesso ho trovato, utilissimi, in altri diari di viaggio da me consultati più volte su queste pagine) sicuramente salteranno ai miei occhi e soprattutto agli occhi della memoria le migliaia di foto, non solo quelle che sono nelle schede di memoria della mia macchinetta digitale, ma quelle, bellissime e indelebili, che ho fatto con la mia mente, che durano attimi di felicità… ma eternamente!

Itinerario

29 LUGLIO – 2 AGOSTO
RITORNO NELLA GRANDE MELA
29/07/11
Si parte alla volta della grande mela, mia mamma ed io… da Fiumicino passando per Francoforte… in Germania di nuovo un controllo durante il trasferimento e poi lì la bellissima sorpresa per me di stare per la prima volta in un aereo enorme, credo un airbus, nella parte centrale è a due piani, ci sono entrate differenziate e 10 posti per ogni fila… l’aereo e le hostess con gli stewart mi piacciono molto, un po’ meno la compagnia dei vicini… una signora silenziosa che non si poteva nemmeno disturbare più di tanto per passare e andare in bagno… siamo scese poi a Newark, diversamente dal 2008 quando siamo scesi al JFK e ricordo che dall’alto si vedeva la costa, il vicino di allora (un italiano che lavorava là) mi disse che erano gli Hamptons… ora la prima cosa che vedo è la costa del Canada, con terra e ghiacci… poi si scende e lì arriva la parte più brutta di tutto il viaggio… la fila per entrare negli Stati Uniti, all’ufficio immigrazione… per 2 h circa siamo in fila, con il personale addetto abbastanza scortese, ripetono sempre le stesse frasi aumentando il volume ma senza farsi capire più di tanto, noi sappiamo già per esperienza che dicono “no frutta, no verdura”, “niente cibo né bevande”, ma veramente, non sembra inglese, non sembra nemmeno americano… finalmente arriviamo davanti al desk e meno male che troviamo un americano di origine latina per cui riusciamo a capire e a strappargli anche delle battute e dei sorrisi. Stavolta non il solo indice, non solo la foto all’occhio, ma tutte le dita di una mano poi anche dell’altra… dopo quest’inizio come sempre un po’ traumatico si va verso i taxi e abbiamo in anticipo una ricevuta che dice 65 dollari… scopriremo dopo che c’è una tall per passare nel tunnel e quindi ci spilla altri 12 dollari.
Mentre la prima cartolina che ho del viaggio precedente è Midtown verso il tramonto, con il Crysler e l’Empire illuminati (ricordo stupendo), questa volta mi rendo conto che passiamo per il New Jersey, per una cittadina che si chiama Jersey City e poi al di là del tunnel arriviamo in quartieri tipo Chelsea che non avevo mai visto… questo primo assaggio della grande mela mi piace molto, anche se trovo NY forse più sporca di come la ricordavo… arriviamo al nostro hotel dove facciamo un check in abbastanza rapido, l’hotel era più vecchiotto di quanto mi aspettassi, la scorsa volta ero stata allo Sheraton tower, questa volta lì davanti sulla settima, al Manhattan at Times square, sinceramente non lo consiglio perché la stanza seppur pulita aveva l’aria di essere poco curata e sicuramente lo staff alla reception è stato poco cortese e collaborativo, inoltre all’entrata, forse per pulire, c’era un odore sgradevole di detergente… forse questo mio giudizio un po’ negativo dipende anche da come ero stata la prima volta, un hotel con una camera bella, confortevole, abbastanza in alto da vedere un panorama stupendo della città illuminata, ricordo che la notte a volte mi svegliavo per vedere quel panorama che pensavo esistesse solo nei tanti film che ho visto…
Comunque… dopo il check in e l’aver posato tutto il bagaglio siamo partire per un primo giretto, direzione Times Square… ho ancora in mente tutto il bazar che si vive quando si è lì… cartelli stradali che si incrociano, il cartello dell’indicazione della strada Broadway che svetta in mezzo a tutti, i tanti cartelloni luminosi, le pubblicità dei musical… scorgo anche Brooke Shields che da “Laguna blu” è diventata Morticia della famiglia Addams… e poi in mezzo all’incrocio tra la gente, i mimi, le auto della polizia (NYPD, ti piace la scritta, ti piacciono le auto, addirittura c’era un “apetto” con questa scritta!), c’è il TKTS rinnovato e ingrandito e sopra le gradinate rosse… poi tra tante insegne luminose, negozi e ristoranti si vede un cartello in cui si proiettano le immagini della piazza e della gente che la affolla con dei giochi fotografici che ti trasportano a Londra o in mezzo alle piramidi di Egitto. Una pausa l’ho voluta fare al negozio di M&M’S che ho girato sui due piani e poi da Bubba Gump in onore di Forrest Gump (e durante questo lungo peregrinare per gli States spesso ne ho visti)… alla fine ci siamo rifocillate sulla via del ritorno al primo Starbucks incontrato, con una donut glassata buonissima… l’ultima cartolina che voglio ricordare di questa giornata è la piazza di Times Square con i grattacieli illuminati e un cielo grigio ma così grigio che faceva un contrasto bellissimo con tutte quelle luci… senza parlare dell’umidità che abbiamo respirato quella prima sera, un caldo infernale tanto da aver pensato che se avevo così caldo a NY cosa avrei fatto poi nella Death Valley?

30 luglio 2011
Primo giorno completo a NY… si esce subito per far colazione, pochi passi verso il “Carnegie deli” che conosciamo già dalla volta scorsa… per colazione? Io un combo di pancake e french toast e mia madre una porzione di uova strapazzate con bacon… notare che le uova erano 3 e c’erano poi anche le patate e le cipolle! Dopo una bella razione di caffè americano che per circa un mese diventerà il nostro caffè siamo pronte a ripartire, non senza prima godersi la vista delle belle cheesecake che sicuramente verremo a mangiare quanto prima… bello poi riguardare tutte le foto dei personaggi famosi che sono stati qui, tra tutti ho fotografato Lenny Kravitz e il presidente Obama… e mi sono commossa davanti a una foto dei vigili del fuoco di NY impegnati nel disastro delle Torri… ...continua il viaggio

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