Viaggio di 3 settimane effettuato nell’agosto 2008
Partecipanti: 2 famiglie con figli, di cui 2 che non superavano i 10 anni, quindi chi legge questo racconto non si aspetti di trovare consigli sulla vita notturna di Ocean Drive o sulla caccia a mani nude all’alligatore nelle paludi della Georgia meridionale.
Stavolta andiamo nel profondo Sud geografico, in Florida, e nel profondo sud storico e sociale, Georgia e South Carolina.
Si tratta di luoghi diversi da quelli che ho già visitato: un velo di caldo umido chiude l’orizzonte, così lontano dall’aria sottile e dall’immensità degli spazi dell’Ovest.
Luoghi diversi dal verde Nord-est, di un mare celeste anziché scuro, di marlin e barracuda, anziché balene e aragoste.
Luoghi diversi, infine, per la storia che raccontano, di nordisti e sudisti anziché indiani e cow-boys, di problemi razziali e lotte per l’integrazione, non ancora del tutto compiuta a giudicare dai caratteristici eleganti villaggi di campagna, dove è tuttora evidente la differenza tra i quartieri abitati dai bianchi e quelli popolati da famiglie nere.
Mi piace viaggiare negli Stati Uniti. Mi piace per la natura, per gli spazi e perché ritrovo tradizioni, storie e mode che hanno accompagnato gli anni di tutte le nostre adolescenze, la mia compresa, quando riuscire ad avere una maglietta degli Steelers o un improbabile giubbotto dei 49ers era il massimo, Doctor J lottava con Larry Bird (io sono sempre stato un convinto tifoso Celtics) e Dan Peterson accendeva la nostra fantasia raccontando del parquet “incrociato” del Boston Garden, palazzetto tanto bello e ricco di leggende sportive che il numero dei posti a sedere, “13.909”, era usato in America come sinonimo di fascino e perfezione.
Mi piace anche perchè è una meta “facile” rispetto a quanto offre ed è adatta anche a chi, come noi, viaggi con bambini al seguito: i luoghi sono molto ben segnalati, il traffico normalmente scarso tranne che nei grandi centri abitati e con un po’ di attenzione è difficile andare incontro a cattive sorprese e tentativi di fregare il turista.
La Florida, poi, è fantastica per i bambini, un vero e proprio enorme parco giochi che si protende nel mar dei Caraibi; intendiamoci, do priorità ad altri tipi di bellezza e ho portato mia figlia a Yellowstone due anni prima che a Disneyworld, ma lascio immaginare cosa lei reputi indimenticabile, per quanto sia innamorata della Natura.
Le possibilità di raggiungere la Florida sono praticamente infinite. Noi abbiamo volato con Swiss, da Milano via Zurigo. Della Swiss non posso che dire bene, così come dell’aeroporto di Zurigo, davvero splendido.
Varrebbe forse la pena di spendere qualcosa di più e prevedere il ritorno da un’altra città, evitando le lungaggini di un viaggio “ad anello” come il nostro.
In loco ci siamo serviti di 2 differenti noleggi, utili per il nostro gruppo: il primo di 2 autovetture da Miami a Orlando; il secondo, da Orlando a Miami, di un grosso van a 15 posti. Avvertenza: in internet, sul sito della Alamo, questo mezzo viene dato con portabagagli capiente, ma in verità non c’è vano bagagli e i sedili non si possono togliere, cosicché in pratica abbiamo viaggiato con le valigie sui sedili e la scomodità di doverle faticosamente sfilare dal portellone per tirarle fuori. ...continua il viaggio »