Stati Uniti America

America, niente da aggiungere

in viaggio con Giuseppe Giaggeri in Stati Uniti America

Oggi l'ultima tappa del nostro viaggio nell' ovest degli Stati Uniti ci porterà a Los Angeles. Di buon mattino imbocchiamo il Las Vegas Blvd in direzione sud, per fermarci poco dopo per la foto di rito sullo sfondo dell' insegna "Welcome to Fabulous Las Vegas". Proseguiamo quindi sulla I-15 per attraversare il Mojave Desert; man mano che ci allontaniamo dalla città, l'ambiente circostante diventa sempre più desolato ma non per questo il panorama è meno suggestivo. Oltrepassata la cittadina di Primm, facciamo nuovamente ingresso in california ma da qui a Los Angeles i chilometri sono ancora tanti, ne approfitterà Ginevra per recuperare qualche ora di sonno. Superate le San Gabriel Mountains incrociamo la I-10 che ci porterà dritta fino a Santa Monica; la discesa verso il Pacifico è resa impervia dalla pioggia e da una fitta nebbia, e comunque guidare in una freeway con tante corsie disorienta non poco. Verso l' ora di pranzo prendiamo l' uscita di West Covina per rifornire la macchina e per fermarci a mangiare in un fastfood della catena Denny's; oramai siamo quasi alle porte di Los Angeles. La vastità di questa città unita all'intricato reticolo di autostrade crea suggestioni singolari, ma riusciamo ad orientarci facilmente e superata la Downtown in circa mezzora giungiamo a Santa Monica. Presa una camera al Sea Shore Motel (85 euro), ci dirigiamo a sud verso Venice Beach, dove i pochi canali ancora esistenti fanno bella mostra di ponti e di percorsi pedonali; ma la giornata non è delle migliori ed infatti in giro non ce un gran movimento di gente quindi decidiamo di tornare indietro e parcheggiata la macchina, in cinque ninuti di camminata a piedi raggiungiamo la spiaggia proprio a ridosso del famoso Santa Monica Pier; qui, salita la scalinata in legno, oltrepassiamo la giostra per godere a pieno del panorama sul Pacifico che offre la punta estrema del molo. Ripercorsa l'intera passerella torniamo in Ocean Avenue e ci spiengiamo fin sotto lo storico Georgian Hotel per proseguire poi verso la Third Street Promenade, zona pedonale ricca di negozi, ristoranti e bar. Alla fine stanchi ma soddisfatti ritorniamo in camera, sicuramente provati dall' ennesima intensa giornata.

15/10
Il cielo stamattina si presenta sicuramente migliore da quello offertoci il giorno precedente, quindi di buon mattino optiamo per una passeggiata sul lungomare di Santa Monica, adesso molto più movimentata e vivace di quanto non lo fosse ieri. Come noi molti genitori ne approfittano per far respirare un po' di sana aria di mare ai loro bambini, altri invece fanno jogging o vanno in bici. Altri ancora, certamenta più temerari, sfidano con le loro tavole da surf le onde dell' oceano; con sorpresa ci accorgiamo che questo è uno sport amato pure dalle ragazze, allora ne invitiano due di loro per una foto di gruppo con Deborah e Ginevra. Tornati in camera, carichiamo in macchina i bagagli e per le 11.00 lasciamo l' albergo diretti ad Hollywood; all' incrocio con Ocean avenue imbocchiamo il Santa Monica Blvd nel punto in cui termina la Historic Route 66 e superato il Wilshire Blvd giriamo a sinistra entrando a Beverly Hills, una delle zone residenziali più ricche del mondo. Questa è senza dubbio la zona più pretenziosa di Los Angeles, esaltata dalle boutique elitarie di Rodeo Drive, dalle vie pulitissime e dall' ostentazione di grande ricchezza. Poco oltre incrociamo il Sunset Strip, percorrendolo fino nel punto in cui il Laurel Canyon Blvd comincia ad inerpicarsi sulle Hollywood Hills e scendendo poi dal tracciato tortuoso di Mulholland Drive per ammirare la colossale insegna dell' Hollywood Sign. Scendendo, parallelamente alla Hollywood Fwy, sulla Cahuenga Blvd entriamo nel cuore di Central Hollywood, all' incrocio di Hollywood Blvd e Higland Avenue, dove oltre ad un centro commerciale, si trova il cinema Kodak Theater, location annuale della serata di assegnazione degli Oscar. Da qui iniziamo l' esplorazione dell' Hollywood Blvd, percorrendo verso est la famosa Walk of Fame, la "passeggiata delle celebrità" fino ad arrivare all' ombra dell' inconfondibile "pila di dischi" della Capitol Records Tower, leggendaria meta di aspiranti stelle in attesa di essere scoperte da grandi registi e spiccare il volo verso fama e successo. Tornando indietro, sul lato ovest del centro commerciale, si trova il Chinese Theater, singolare copia di un tempio cinese, nella cui piccola corte si trovano le impronte di mani e di piedi di celebrità hollywoodiane del calibro di Eddie Murphy piuttosto che di Frank Sinatra: per il resto si può vagare insieme con centinaia di altri turisti tra gli imitatori di personaggi famosi come Marylin o Michael Jackson o comunque in mezzo ad un vasto assortimento di singolari personaggi. Ripercorrendo nuovamente il Santa Monica Blvd, stavolta verso ovest, decidiamo di fare due passi tra le boutique di maggior richiamo di Rodeo Drive, tra i quali spiccano i nomi di Giorgio Armani, Chanel, Gucci, Christian Dior, Prada e tanti altri ancora e poichè l' eleganza di Beverly Hills non ci lascia di certo indifferenti decidiamo nuovamente di violare per un po' l' intimità delle delle sue ville tutte perfettamente curate. Il tempo scorre velocemente senza quasi accorgercene e non vogliamo certo perdere l' opportunità di ammirare un pò più da vicino lo skyline della Downtown, quidi imbocchiamo il Wilshire Blvd verso est ma il traffico e i tanti semafori ci rallentano non poco ed in più le mie due compagne di viaggio iniziano a dare i primi sintomi di rigetto da metropoli. Mi metto quindi alla ricerca dei rari parcheggi liberi e quando ne trovo uno ci fermiamo ed entriamo al Coffee Bean una vivace caffetteria dove la specialità è la creama di moka al cioccolato con ghiaccio. Con un' altra mezz' ora d' auto ci ritroviamo fin sotto i grattacieli della Downtown ma il traffico adesso sembra essere più intenso, appena sotto di noi un flusso interminabile di auto scorre sull' Harbor FWY; l' aeroporto non è certo vicinissimo, quindi abbiamo solo il tempo per ammirare le pareti ricurve in acciaio inossidabile della Disney Hall, massimo esempio di architettura moderna di Frank Gehry. Le lancette dell' orologio girano troppo infretta e a nostro malincuore dobbiamo riprendere la strada per il LA International Airport; il traffico sulla freeway non accenna a diminuire ed il serbatoio della nostra Chevrolet è in riserva: abbiamo poco tempo e ancora meno benzina. Usciamo in Manchester Avenue, e l' incubo dei semafori ci riassale ma dopo circa 10 minuti ci compare davanti l' insegna gialla delle Hertz: ce l' abbiamo fatta... siamo in perfetto oario, lasciamo l' auto (31972 miglia) e saliamo sulla navetta che ci porterà al nostro terminal. E' stata una settimana intensa e di certo i 1700 Km percorsi ci hanno stancanti non poco ma le emozioni che questo viaggio ci ha saputo regalare le porteremo sempre nel cuore. Alle 23.00 il nostro aeromobile stacca da terra e sfortunatamente non ci sono sedili liberi quindi mi toccherà far dormire Ginevra tra le mie braccia per tutto il viaggio ma la stanchezza ci sopraffae e crolliamo tutti e tre in un sonno profondo interrotto solo cinque ore più tardi dal comandante che annuncia la discesa verso il JFK.

16/10
Sono le 07.30 del mattino quando atterriamo a New York, fuori dal terminal una finissima pioggia cade lenta; fa parecchio freddo ed il nostro abbigliamento da California del Sud non ci aiuta di certo. Poco dopo arrivano Pino e Vanessa, che in un primo momento avevano sbagliato terminal; a Babilon la situazione metereologica non è certo migliore, il freddo è veramente pungente, piuttosto inusuale per questo periodo, e non ci dispiace trascorrere un po' più di tempo in casa, al calduccio, assieme ai nostri cugini.

17/10
Oggi è il giorno del mio compleanno, "30 anni e non sentirseli nemmeno"; è la prima volta che li festeggio da papà e devo ammettere che come sensazione è abbastanza singolare, adesso le priorità sono altre, maggiori le responsabilità ma avere una famiglia tutta mia mi riempie d' orgoglio e le gioie che ne derivano non hanno eguali. Il pomeriggio lo trascorriamo a spasso tra i negozi per ultimare gli ultimi acquisti approfittando del dollaro debole; alla sera per mettere d' accordo un po' tutti i palati decidiamo di cenare a base croccanti coscie di pollo della catena KFC di Deer Park. Dopo le foto di rito non resta che soffiare sulle candeline della torta e sperare che il desiderio espresso non rimanga solo tale.

18/10 ...continua il viaggio
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