Città indimenticabili, parchi meravigliosi e scenari spettacolari: questo e molto altro ancora sanno offrire gli Stati Uniti. Quale posto migliore per festeggiare il mio 30° compleanno, e con chi se non con le uniche due donne della mia vita: Deborah e Ginevra, quest' ultima di neanche 10 mesi. Ovviamente non sappiamo le reazioni della piccolina ad un viaggio così lungo e quindi scegliamo di fare una prima tappa di avvicinamento fermandoci a New York; speriamo così di limitare le conseguenze del jet lag in noi e soprattutto in Ginevra.
Il volo Catania-New York via Roma lo abbiamo acquistato sul sito Alitalia al costo di 603 euro per adulto e pagando poco meno di 100 euro per l' infant. E proprio nel prezzo di questi biglietti sta l' unica nota "dolente" di tutto il viaggio, poichè la tariffa che già a noi sembrava onesta, qualche settimana dopo è stata ulteriormente abbassata a 386 euro. Contestualmente all' acquisto dei biglietti, al costo di 71 euro, ho stipulato una polizza assicurativa che avrebbe coperto un' eventuale annullamento del viaggio o spese sanitarie sostenute negli USA.
06/10/2009
Finalmente arriva il giorno della partenza. La piccola Ginevra non sembra accusare il colpo, il volo a bordo di questo Boing 767 crediamo non le stia pesando particolarmente e nel primo pomeriggio atterriamo al JFK. La lunga fila per le procedure doganali di rito ci scoraggia non poco, ma un' addetta dell' aeroporto, vedendomi con la bimba in braccio, ci facilita le cose immettendoci in una fila riservata ed in pochissimi minuti siamo già di fronte all' agente per i controlli doganali. Rispetto alla mia precedente esperienza veniamo trattati con maggior garbo da questo poliziotto dalle chiare origini asiatiche che con estrema rilassatezza ci invita a registrare le impronte digitali e le scansioni dell' iride. Ritirati i bagagli ci avviamo verso l' uscita dove troviamo ad attenderci Pino e Mimmo, i cugini di Deborah e subito in auto ci dirigiamo verso Babilon, una simpatica cittadina su quella stretta lingua di terra che è Long Island. Arrivati a casa loro veniamo accolti dagli altri membri della famiglia, Francesca, Simona, Cristian e Vanessa: loro ci ospiteranno per i prossimi due giorni salvo per la notte che trascorreremo al Bay Shore Inn Hotel, una struttura nelle immediate vicinanze, simile a quelle tante volte viste nelle pellicole Hollywodiane, spendendo 85$ per notte (il cambio attuale è a circa 1,5$).
07-08/10
I due giorni successivi trascorrono velocemente, qui dove le case sono già tutte simpaticamente addobbate per l' ormai imminente festa di hallowen e per strada i bambini che giocano con lo skatebord non possono esimersi dalla loro buona azione quotidiana (naturalisticamente parlando), schiacciando con i piedi le ghiande cascate giù dalle vecchie querce regalandò così un pasto più agevole ai timidi scoiattoli.
I nostri primi tre giorni oltre oceano sono ormai giunti quasi a conclusione; già domattina riprenderemo il viaggio verso il west e decidiamo quindi di trascorrere questa terza notte nei pressi del JFK così da evitare la levataccia mattutina a Pino e Mimmo. Il Best Western che sceglimo soddisfa a pieno le nostre esigenze, permettendoci l' indomani di raggiungere in poco tempo il terminal della Delta.
09/10
Quando suona la sveglia sono ancora le 4.00 del mattino, per il chek-in ci hanno consigliato di non arrivare più tardi delle 5.00. L' aria fuori è piuttosto fredda, nemmeno il tempo di scaldare il sedile del pulmino che questo inizia a fare le sue prime fermate ai vari terminal, ed alla terza tocca già a noi di scendere. Il volo interno acquistato su Edreams è costato 350 euro, più 15$ per bagaglio a tratta (totale 60$). Puntuale alle 7.00 l' aeromobile stacca da terra, sorvolando gli stati centrali le turbolenze iniziano a farsi fastidiose; Ginevra dorme sdraiata a pancia in giù su due sedili, Deborah ha occupato un posto libero un paio di file più indietro ed a tratti schiaccia un pisolino, io invece devo accontentarmi di viaggiare seduto sul bracciolo della poltrona, a vegliare sui sogni del mio Angelo. Ci vorranno quasi 6 ore e mezza prima di ritoccare terra a San Francisco ma, in virtù delle 3 ore di fuso con la costa atlantica, quì sono ancora le 10.30 del mattino e mentre aspetto i bagagli al nastro, Deborah fa il giro delle telefonate a casa. Vista la difficoltà a trovare parcheggi a San Francisco, conviene spostarsi con i mezzi pubblici e comunque il modo migliore per conoscere la città se si hanno buone gambe è bighellonare: premesso ciò abbiamo preferito non noleggiare da subito la nostra auto in aeroporto. Il treno BART, in partenza dal terminal internazionale, al costo di poco più di 8$, ci porterà in circa mezz' ora fino in centro. Scendiamo alla Powell Station, pochi passi a piedi dall' Herbert Hotel (166 euro per due notti); la zona è in pieno fermento, quì dove finiscono la loro corsa i cable car, un via vai continuo di persone proprio a ridosso di Union Sq., vero ombelico di Frisco. Ma la camera non è ancora disponibile e ne approfittiamo per pranzare nel vicino McDonald's; appena fuori ci scoraggia la lunga fila per la corsa sul cable car. Quindi decidiamo di perder tempo gironzolando un pò, spingendoci fino a Union Sq. e poi oltre attraversando la porta di Chinatown gate. A nostre spese ci accorgiamo che uno degli effetti negativi dell' avvento della telefonia mobile è che sono spariti i telefoni pubblici, almeno in questa città. Presa la camera optiamo per un meritato riposo, ma ben presto la nostra quiete viene infranta dal tonfo di Ginevra sulla moguette: qualche lacrima ed un pò di spavento ma tutto presto si risolve. Usciamo nuovamente a visitare le vie dello shopping, tra grandi magazzini e boutique, dove tra tanti spiccano Macy' s e Sacks Fifth Avenue, subito dopo giunti in Market St. decidiamo di percorrerla in direzione nordest e dopo aver svoltato a sinistra giungiamo fin quasi sotto la piramide della Transamerica. Temendo che la stanchezza possa coglierci di sorpresa e complice la temperatura, che sul finire della gionata inizia a scendere rapidamente, decidiamo di tornare in albergo, crollando ben presto in un sonno tanto profondo quanto improvviso.
10/10 ...continua il viaggio »