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Il calendario 2005!
La scuola di Huaro ora è realtà!
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L’iniziativa del Progetto Huaro nacque grazie alla visita di Gabriele Poli e di un gruppo di turisti italiani che stavano compiendo un emozionante viaggio attraverso il Perù, oltre due anni orsono. Arrivando al villaggio di Huaro –a 40 km dalla città di Cusco- forono conquistati non solo dalla bellezza del luogo e dei suoi dintorni, ma anche da una serie di valori e necessità della popolazione; tutto ciò portò a concepire questo progetto.
Dopo aver scambiato alcune informazioni, si giunse ad una serie di accordi che portrarono alla collocazione della prima pietra di quella che sebbe diventata la futura scuola, in un atto simbolico realizzato il 18 agosto dello scorso anno nel terreno designato allo scopo, anche se la costruzione stessa di questa prima tappa composta da due moduli e da un muro perimetrale, sarebbe iniziata il 1° novembre. Oggi, primi giorni di febbraio del 2005, è ormai una realtà.
Sono appena tornata da una breve visita a Cusco. Devo dire che è stato molto emozionante andare nel luogo e vedere il risultato. Anche se ho fatto parte del progetto sin dall’inizio e se conoscevo il terreno, il villaggio e molte delle persone che stanno lavorando e aiutando, il mio impegno in questo processo era molto più in relazione con gli aspetti legali e burocratici. Quindi visitare due giorni fa il luogo dove si collocò quella prima pietra e vedere l’opera praticamente terminata, è stato davvero emozionante perché non solo si vedono la bellezza architettonica e il buon criterio nella creazione degli spazi, ma l’opera esprime una serie di tratti tradizionali nel materiale usato, nelle tecniche di costruzione e, come è pubblicato nell’articolo di Camila Chavéz –Direttrice del Progetto Huaro-, nella partecipazione di alcuni padri di famiglia attraverso il sistema tradizionale di lavoro conosciuto come faena.
Allo stesso modo, la visita mi diede l’opportunità di conoscere meglio l’équipe degli architetti –José, Luis, Gary e Everardo- conversare con i muratori e con il maestro d’opera. Dopo aver scattato alcune foto, avemmo la possibilità di sederci a conversare e di ringraziarli per l’impegno che hanno posto nell’opera, cosa che era evidente visto che stavano lavorando di domenica e non era un caso eccezionale. Volli ascoltare i loro commenti e, anche se ci volle del tempo, a poco a poco si animarono a partecipare alla conversazione. Il primo a superare la timidezza fu il maestro d’opera, René, fino a quando si aggiunsero alcuni altri. Ciò che più enfatizzarono fu che si sentivano grati per la possibilità di lavorare. Già verso la fine di questa piccola conversazione, si avvicinarono due muratori che si presentarono come padri di famiglia. Facevano parte dell’équipe iniziale di lavoratori che iniziò con la pulizia del terreno e sapevano che, a mano a mano che svolgevano il loro compito mantenevano il proprio diritto al lavoro.
Si potrebbero descrivere molti dettagli. Che il tetto coperto da tegole prodotte nel villaggio di Piquillacta, vicino a Huaro, non è un semplice tetto, ma possiede un movimento. Che possiede grazia. Che il legno usato per la struttura del tetto e delle finestre, appare nel soffitto dell’interno dei moduli disegnando linee graziose nel tetto. Che gli adobes (mattoni di paglia e fango. N.d.t.) elaborati in base ad una mescola che li rendono più forti, non solo hanno formato le pareti ma hanno creato uno spazio circolare con la capacità di concentrare energia. Che il paesaggio che circonda l’opera è impressionante per il verde e per le montagne della località, però anche che la scuola è protetta contro gli elementi della natura che potrebbero danneggiarla, come una pioggia torrenziale. Che il muro perimetrico è composto di pietre forti e “finestre” che permettono di integrare il paesaggio, ma pure stabilisce un limite importante dentro al quale i bimbi e i loro insegnanti lavoreranno con molto impegno per crescere e creare per loro un mondo di speranza e possibilità.
Alle persone che hanno condiviso l’interesse e l’impegno nel portare avanti questo progetto, ognuno per le proprie competenze, voglio dire che ne è valsa la pena, che vale la pena e che realmente abbiamo adempiuto a quella frase chiave che è scritta negli statuti delle associazioni MdA e che dice che: “L’Associazione Socioculturale Latinoamericana Magie delle Ande del Perù si costituisce in armonia con lo spirito delle attività sviluppate dall’Associazione MdA d’Italia”. E’ questo spirito di scommessa sulle buone cause e di dare i passi necessari fino a raggiungere l’obiettivo tracciato quello che dobbiamo continuare ad alimentare. Posso solo aggiungere che è molto bello sentirsi parte di questo.
Phyllis Tepperman
Presidente dell’Associazione Magie delle Ande del Perù
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