Ritorno a Barcellona
in viaggio con Ferny Forner in Spagna
Entriamo dalla porta principale, ci appare uno spettacolo meraviglioso per stile e colori, vediamo subito le due grandi scalinate nel mezzo il famoso drago e fontane (asciutte), più in alto lo stemma della catalogna, è tutta una festa di colori, difficile da descrivere, figure di animali fantastici ricoperti di “trencadis” che sono frammenti di ceramica e maiolica colorata che creano superfici brillanti e multicolori, del tipo azulejos, 86 colonne tipo dorico formano il salone ipostilo e sostengono una grande terrazza semicircolare con una balaustra ondulata con bordi e sedili con mosaici colorati.Non bisogna lasciarsi ingannare da queste architetture che sembrano tratte da un cartone animato, poichè hanno significati storici e simbolici, da non perdere le colonne scolpite a tronco d’albero che sostengono il viadotto.
Ritorniamo verso il mare, arrivando a Drassanes in piazza del Portal de la Pau dove domina il monumento a Cristoforo Colombo che campeggia su di una colonna alta circa 60 metri, c’è un ascensore per vedere il panorama, davanti a noi Port Vell, elegante porto turistico, camminiamo su una passerella, che è anche un ponte levatoio (la Rambla del mar), raggiungiamo il Maremagnum, un elegante centro commerciale, pieno di negozi delle griffe più note, costruito sul mare, tra i vari ristoranti scegliamo di andare al Fressco, un self service a prezzo fisso di 9 euro, compreso vino e caffè, si può prendere tutto quello che si vuole, moltissime le insalate e verdure, ci sono anche 3 tipi di pasta, carne e pesce, non è alta cucina, ma la scelta, tenuto conto della giornata molto calda ci soddisfa.
Nel pomeriggio andiamo alla Sagrada Familia, il monumento più noto di Barcellona, in costruzione da tempo immemorabile, progettata (non tutta) dal Gaudi.
La visitiamo attentamente all’esterno, l’aspetto è grandioso, la chiesa si compone di tre facciate, soltanto la facciata della Natività è stata curata direttamente da Gaudi, le torri sono alte più di 100 metri, il tempio è in stile neogotico finemente decorato anche se non è sempre facile vedere i dettagli a occhio nudo. L’ingresso è a pagamento, decido di non entrare, mentre Rita entra. All’uscita dice che l’interno è un grande cantiere, ma quello che si vede compete con la facciata.
Ci spostiamo all’ospedale de la Santa Creu i San Pau, ritenuto uno dei capolavori del modernismo e di Domenech i Montaner.
L’ospedale si compone di una serie di edifici che si affacciano su di un grande giardino, le facciate in mattoni rossi, hanno le tipiche decorazioni, a mosaico di pietra e maiolica colorata, in particolare abbiamo trovato interessanti i mosaici raffiguranti la storia degli ospedali.
Alla sera andiamo al Passeig de Gracia, per vedere gli edifici del modernismo illuminati.
Il passeig è un viale alberato rettilineo, non molto lungo, elegante, sul tipo dei boulevard francesi e corsi italiani, abbastanza frequentato la sera, credo possa definirsi la vetrina degli stili architettonici di Barcellona e del modernismo.
Ci soffermiamo in particolare nel tratto noto come “la Manzana de la Discordia”, sostanzialmente una zona con tre famosi edifici, il più suggestivo, a mio parere, è la Casa Battlò di Gaudì, la facciata pare tratta da un film dell’orrore con i suoi balconi raffiguranti mostri (da non perdere), nei giorni successivi visiterò anche l’interno (ingresso piuttosto caro), notevole il cortile con facciate ricoperte di trencadis di colore azzurro e il terrazzo dell’ultimo piano con caratteristici camini e decorazioni multicolori in trencadis tipo park Guell, all’interno non si possono fare foto.
Faccio notare che il tema è quello del Park Guell (San Jordi e il drago).
La Casa Ametller, sembra uno dei tipici edifici di Amsterdam, in particolare è bellissimo il balcone del primo piano, con decorazioni in ferro, nella parte alta belle le finestre che sono disegnate per rappresentare la lettera A. ...continua il viaggio

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