Formentera, sempre più amata!
in viaggio con Paolo Maggini in Spagna
Il sole picchia nonostante sia ancora Giugno, ed è impossibile passare la giornata al mare senza ombrellone e creme protettive, così mentre i miei amici si sfidano ripetutamente a carte sotto l'ombra io prendo il motorino e giro un po’ la parte occidentale dell'isola nel tentativo di scattare qualche bella foto. Passo per le saline, ormai abbandonate, arrivo a San Fernando, che sorge nella parte interna ma non ha nulla di caratteristico e mi dirigo così verso il Cape de Barbaria. La strada passa attraverso casette, campi e pinete, questa parte dell'isola ha più vegetazione rispetto al resto: realizzo ciò che avevo sentito dire ossia che con l'avvento del turismo negli anni 90, è stata trascurata qualsiasi altra attività del passato, come la pesca, l'agricoltura e le saline che producevano il sale.Dopo salitelle e curve giungo alla fine della strada ossia ai piedi di un'altro faro situato sul pizzo di una spettacolare scogliera che guarda verso sud: è il Cape de Barbaria, si dice che questo sia un posto magico e magnetico dove un tempo si radunavano gli hippies e dove venivano a suonare anche celebri gruppi, si può visitare anche la torre dalla quale si scende presso una terrazza sul mare, ma il sole ancora picchia e io me ne ritorno in spiaggia.
Una sera accettiamo la proposta Marilda e Daniele di andare a cena a San Ferran, un paesino all'interno dell'isola, esattamente al ristorante degli hippies denominato Fondapepe: questo infatti era uno dei punti di riferimento dei figli dei fiori negli anni 60, qui mangiamo un'ottima paella e del buon pesce accompagnati come ogni sera dalla rossa sangria.
Intanto comincio a fare alcune considerazioni sul posto, e mi rendo conto che a Formentera ho trovato uno dei mari più belli che ho mai visto, dal punto di vista naturalistico si rimane davvero soddisfatti; volendo però fare qualche critica, devo dire che è una Spagna piuttosto cara rispetto alle altre che ho visitato, ho pagato un gelato Magnum anche 3 euro, per una cena al ristorante abbiamo sempre speso più di 20 euro.
Inoltre, anche se siamo in Spagna, la presenza di italiani è davvero impressionante, tanto che ho incontrato anche il mio medico di famiglia; spesso non si sente neppure parlare spagnolo, gli isolani parlano e capiscono perfettamente l'italiano come se vivessero in una nostra colonia, e siamo solo a giugno, immagino cosa può essere in agosto!!!
Nella seconda metà della settimana riproviamo a spostarci al sud, arrivando sulle sabbie della lunga Playa de Migjorn, ma non ci entusiasma molto. Scopriamo invece che a Es Pujols proprio vicino alla nostra base, andando verso sinistra ci sono delle spiagge bellissime, bianche, divise da scogli e qualche ristorante sperduto; anche il mare è stupendo e cristallino, alcune non sono neppure troppo affollate, invece sono presenti così come un po’ in tutta l'isola un buon numero di nudisti, che circolano disinibiti con le chiappe al sole, la maggior parte di loro non sono giovani.
La sera a Es Pujols ci riunivamo sempre per andare a cena, e devo dire che abbiamo sempre mangiato bene e vario, passando dalla paella, al ristorante argentino "El Caminito", un po’ caro ma ha una carne buonissima, alla pizza di quello italiano e alle tapas di quello spagnolo. Poi dopocena si può girare per il mercatino lungo il mare dove si affacciano tante bancarelle, spesso gestite da personaggi caratteristici ed anticonformisti (magari ex-hippies), che rivelano tutto sommato parte del carattere di questa isola; era lì che Silvia e Marilda si scatenavano nelle compere costringendoci ad andare a bere fiumi di sangria nell'attesa, in uno dei tanti locali all'aperto!
Giunge così l'ora del rientro, lasciamo Formentera con due differenti voli da Ibiza, rilassati e belli coloriti.
Conclusioni
E' l'ultima delle Baleari, ma sicuramente la prima per il suo mare cristallino, caratteristica per la quale vale passarvi una vacanza, magari non troppo lunga. A differenza di altre isole che ho visitato, sconsiglierei di recarsi in loco senza avere un alloggio prenotato, visto che gli alberghetti e gli appartamenti sono sempre contenuti come numero e dimensione e si rischia davvero di rimanere all'aperto.

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