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  • SEMPLICI CONSIGLI PER MIGLIORARE LE PROPRIE FOTO

    È capitato a tutti. Fai un viaggio, scatti un bel po' di stampe o diapositive e quando, dopo qualche giorno, ti trovi in mano i risultati, ci rimani un po' male: "Eppure quello che ho visto me lo ricordavo più bello…"

    Le tue reazioni possono essere:
    "Lo sapevo, ho fatto male a portare i rullini a quel laboratorio…".
    "Mi sa tanto che mi hanno venduto delle pellicole di cattiva qualità o scadute".
    "Basta: devo proprio comprarmi una fotocamera migliore. Allora sì che…".
    Si cercano degli alibi, mentre in realtà la spiegazione è molto più semplice. Nella catena fotografo - macchina fotografica - pellicola - laboratorio - fotografia, l'anello debole è, nel 90% dei casi, il primo, cioè la persona che sta dietro al mirino. La riprova è che un fotografo esperto può ottenere buoni risultati anche con un apparecchio modesto.

    Il cammino per passare dal "fare delle foto" al "fare delle buone foto" è lungo e pieno di ostacoli. Per formarsi un "occhio fotografico" e un personale "gusto per l'inquadratura" è necessario parecchio tempo, con passaggi obbligati attraverso una serie di errori comuni che però, con un minimo di attenzione, possono essere evitati.

    Senza voler dare una connotazione tecnica, fuori luogo in questo contesto, la proposta di un piccolo "vademecum del fotografo" tra le notizie pratiche di un sito di viaggi fatti dai lettori stessi, tende proprio a questo: aiutare i meno esperti a individuare gli sbagli più frequenti, capirne le cause e applicare i rimedi. Trovarsi poi tra le mani foto migliori può essere il primo incentivo per una crescita che porti all'acquisizione di un'attrezzatura consona alle proprie esigenze; ma questo, soltanto "dopo", quando il nostro ipotetico "apprendista" avrà capito che quella è un mezzo e non un fine, quello cioè di esibire l'ultimo ritrovato della tecnologia del quale magari non riesce nemmeno a trovare il verso...

    Ecco quindi un po' di casistica che consenti di capire i propri errori e porvi rimedio:

    · LA FOTO È STORTA (o meglio, il soggetto è storto):
    sembrerebbe scontato suggerire di tenere la macchina il più possibile diritta, eppure talvolta ci cascano anche fotografi evoluti e capita di vedere immagini del mare, di una catena montuosa o di un profilo cittadino inclinati; un buon accorgimento è non perdere mai di vista, mentre si compone l'inquadratura, la LINEA DELL'ORIZZONTE o un particolare ad andamento rettilineo.

    · LA FOTO È SFOCATA:
    curare di più la messa fuoco, se la macchina è manuale; se la fotocamera è autofocus, lasciate passare qualche istante tra la prima metà corsa dell'otturatore (quella che consente la messa a fuoco) e lo scatto finale: tenete però sempre conto che i sensori possono essere ingannati da soggetti piccoli, troppo scuri o troppo chiari, riflettenti o non ben definiti.

    · LA FOTO È MOSSA:
    la fotocamera è stata mossa al momento dello scatto o è stato usato un tempo di posa troppo lungo. Un limite prudenziale per lo scatto a mano libera consiste in 1/30 con grandangolare (20, 28 o 35 mm.) e in tempi tanto più rapidi quando più è lunga la focale dell'obiettivo (105, 135, 200 mm. e oltre). Nel dubbio, usare un cavalletto (ne esistono anche di così piccoli da stare ripiegati nel taschino) o appoggiare l'apparecchio (tavolo, sedia, muro, masso, borsa). I vecchi fotografi usavano un espediente economico e tuttora efficace: posare la macchina e "modellarla" su un sacchetto contenente una manciata di riso.

    · NELLA FOTO È ENTRATO UN PARTICOLARE INDESIDERATO:
    errore frequentissimo, derivante da una caratteristica di quasi tutte le macchine fotografiche, escluse alcune costosissime professionali. Sia nelle reflex che nelle compatte, il campo visibile nel mirino è appena tra l'80 e il 90% di ciò che l'obiettivo in realtà inquadra restituendolo poi nella foto. Prestate quindi attenzione a elementi estranei ai lati e, nel caso, tagliateli fuori zoomando un po' o facendo qualche passo avanti.

    · NELLA FOTO CI SONO TROPPE COSE:
    rendersene conto è già una buona parte del rimedio. Una foto non è una borsa della spesa da stipare il più possibile: cercate di non disperdere l'attenzione su più particolari nella stessa inquadratura e fate piuttosto diversi scatti ai singoli soggetti.

    · LA FOTO È BANALE, DICE POCO:
    è una sensazione che si prova talvolta inconsciamente, pur senza saperne dare una spiegazione razionale. Spesso accade guardando fotografie in cui la linea dell'orizzonte si trova esattamente a metà: è il tipo di immagine più scontata. È bene che il cielo non occupi più di un 20-25% dell'inquadratura; se poi è talmente bello (un'alba, un tramonto, nuvole dalle forme curiose, un arcobaleno) da meritare di essere immortalato, scegliamolo decisamente come soggetto preminente di un'altra foto, lasciando giusto una piccola striscia in basso al paesaggio o escludendolo del tutto. La foto divisa a metà o con troppo cielo ha spesso un altro risvolto, che è il seguente.

    · LA FOTO È SCURA:
    "come è possibile, eppure era una giornata serena, c'era il mare, c'era la sabbia, c'era la neve che quasi accecavano…". Proprio per quello; ricordare sempre che la cellula dell'esposimetro legge esattamente quello che vede, quindi se la scena è in prevalenza luminosa leggerà molta luce e di conseguenza imposterà un tempo più rapido e/o un diaframma più chiuso: risultato, il paesaggio e i primi piani molto scuri. Rimedio: esporre puntando il paesaggio limitando la superficie del cielo e, per schiarire le figure in primo piano, dare un colpetto di flash. Nell'acquisto, tenete conto che in alcune compatte questa opzione del flash non è prevista perché scatta in totale automatismo esclusivamente quando c'è poca luce.

    · NELLA FOTO NON SONO RIUSCITO A FAR ENTRARE TUTTO:
    ecco le foto con i piedi delle persone, le cime degli alberi, la sommità dei palazzi o la punta di una torre, guglia o grattacielo tagliati. Conosco persone, anche con attrezzature di prim'ordine, che non hanno mai fatto una fotografia in verticale: sembra incredibile. Anche se dovrebbe essere scontato, bisogna sempre prendere in considerazione questa possibilità: ruotando la fotocamera di 90° si può ottenere un'immagine di gran lunga migliore di una in orizzontale, ad esempio per primi piani di campanili, alberi d'alto fusto, montagne appuntite, cascate o persone a figura intera.

    · LA FOTO NON È BRUTTA, MA È UGUALE A TANTE ALTRE:
    giudizio frequente per tante foto di paesaggio. Per movimentare un'immagine, è sempre consigliabile inserire, di preferenza su un lato, un particolare che le dia un po' di profondità e costituisca un "termine di paragone": una persona, un animale, una siepe, un ramo, un elemento architettonico, ben visibile ma non invadente da distogliere l'attenzione.

    · HO FATTO DELLE FOTO AL BAMBINO MA "SEMBRA DEFORME":
    certamente avrai fotografato tuo figlio, sì e no un metro, dall'alto rimanendo in piedi, tu che sei un metro e ottanta, così vedrai un testone enorme e i piedi piccolissimi! Poi avrai preteso che stesse in posa e ti sarai messo con la luce alle spalle perché così dicono i manuali, costringendolo a strabuzzare gli occhi e fare smorfie per il sole in faccia. Rimedi: per fare buone foto di bambini, chinarsi sempre alla loro altezza, non insistere per metterli in posa, munirsi di un medio tele (85 o 105mm sono l'ideale) e armarsi di pazienza per cogliere l'attimo giusto.

    Ed ora non resta che augurare buone foto a tutti!



    Immagine tratta da:
    Francia
    News Letter

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