Mauritania e Senegal, le "porte" dell’Africa Nera
in viaggio con Massimo Cavallo in Senegal, Mauritania
I cartelli con su scritto Dakar ci creano sensazioni contrastanti, da una parte il viaggio è arrivato al termine, dall'altra la consapevolezza di avere attraversato una parte di Africa nuova, non per ultimo il pensiero passa al mitico rally che ogni anno arriva al Lake Rose. Attraversiamo Thies, città famosa per i suoi arazzi che non possiamo visitare perchè la fabbrica è chiusa.Arrivati a Dakar, città caotica all'inverosimile con molti ambulanti insistenti che ti offrono qualsiasi merce e servizio, il mio primo pensiero è quello di contattare lo spedizioniere per il rientro delle moto in Italia. Antrak Senegal è un ottimo riferimento per chi volesse intraprendere un viaggio da queste parti: quasi perplesso, in mezza giornata le moto sono nel container.
Rimangono 3 giorni da dedicare ancora a Dakar e dintorni. Ci organizziamo per un’escursione al delta del Sinè-Sallum, dove le acque dei due fiumi incontrano l'oceano Atlantico: con una piroga risaliamo il delta in direzione di Kaolak attraverso paludi, mangrovie, foreste, dune e isole di sabbia, durante il tragitto è possibile scorgere molti esemplari di pellicani giganti, fenicotteri e altri uccelli acquatici.
Tornati sulla Petite Côte, zona che racchiude le spiagge più belle del Senegal, visitiamo il villaggio dei pescatori di M'Bour e Sali Portugal verso il tramonto, quando è possibile vedere all'opera i pescatori che scaricano il pesce dalle piroghe stracolme. Lungo il percorso molte foreste di baobab, la pianta africana per eccellenza, caratteristica per essere vuota all'interno: ecco la risposta di tanto artigianato in legno, non di baobab ma di ebano. Molti sono i prodotti offerti dall'artigianato locale, dalle statuette alle maschere. Una deviazione anonima nei pressi di Rufisque porta a Lac Retba, più conosciuto come Lac Rose, nome derivante dal colore delle sue acque a causa dell'intensa presenza di sale, 38.5 kg. di sale ogni 100 di acqua. A parte il paesaggio, con dune di sabbia che scendono al lago accompagnate da palmeti mozzafiato, da dove anche qui è possibile ammirare il trattamento del sale scaricato dalle piroghe e asciugato al sole, questo posto è famoso perchè sede dell'ultima tappa della Paris – Dakar. Sfruttiamo tutto il nostro tempo fino all'ultimo visitando l'isola di Gorée, sita a 3 km. da Dakar: un traghetto 3 volte al giorno trasporta passeggeri sull’isola, tristemente famosa perché da qui mezzo secolo fa salpavano per l'America navi cariche di schiavi. E' un luogo molto tranquillo, di strade non asfaltate e senza traffico; rispetto alla vicinissima Dakar il tempo qui sembra si sia fermato.
L'avvicinamento alla terraferma segna per noi la fine del viaggio, negli occhi tante situazioni, alcune anche difficili, alle spalle un viaggio indimenticabile come tutti quelli in moto…
Qualcuno ha scritto che si possono percorrere milioni di km. in una sola vita senza mai scalfire la superficie né imparare nulla dalle genti appena sfiorate. Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare ed è per questo che la quotidianità è e rimane la peculiarità di tutti i miei viaggi.
Note Dolenti
Attenzione ad alcune imprecisioni della guida EDT, senza sminuirne la professionalità. Porto due esempi: non è vero che il treno che porta nell'Adrar parte tutti i giorni, o meglio non è vero che tutti i giorni è possibile caricare un automezzo. Il treno che va a Chom è il più lungo del mondo, 5 motrici e 3 km. di vagoni che trasportano il carbone; personalmente mi sono informato per caricare le moto, ma come ho detto non sempre c'è la "piatta" e i passeggeri sono ospitati in uno dei vagoni al posto del carbone.

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *










