Le Ebridi Esterne, che magnifica scoperta!
in viaggio con Fabio Perfetto in Scozia
Introduzione
L’arcipelago delle Ebridi Esterne, indicato sulle carte locali come Outer Hebrides, Western Isles o Na h-Eileanan Siar (in Gaelico Scozzese) si estende per circa 200 chilometri al largo della costa nord occidentale della Scozia. Sembrano essere una sorta di barriera nel nord ovest della Gran Bretagna. Sono fortemente battute dai venti ed hanno un clima molto variabile. Sono comprese tra il 57° ed il 59° parallelo e tra il 6° e l’8° mediano ovest di Greenwich. Occupano una superficie di poco più di 3 mila metri quadrati e sono popolate da oltre 26 mila abitanti, quasi tutti parlanti il Gaelico Scozzese. La mia visita è stata limitata alla parte settentrionale dell’arcipelago, ovvero l’isola di Lewis con la penisola di Harris, cui si è aggiunta una breve escursione all’isola di Berneray.
La guida del Touring Club Italiano le riunisce insieme alle Orcadi ed alle Shetland in un unico capitolo “Le isole lontane”, in quanto oltre ad essere geograficamente le più distanti, sono anche poco sviluppate da una punto di vista turistico, argomento che è stato determinante nella scelta di questa meta.
Sono partito con le mie figlie mercoledì 7 luglio dall’aeroporto romano di Ciampino per raggiungere Edinburgh, da dove siamo proseguiti nello stesso giorno alla volta di Stornoway, il capoluogo dell’arcipelago. Siamo ripartiti la sera del 13 luglio trascorrendo una notte nella capitale scozzese, in modo da poter prendere il volo di ritorno per Roma il giorno successivo alle 6 e trenta del mattino…
Per programmare il viaggio ho acquistato la guida (in Inglese) relativa alle Highlands edita dalla Rough. Stabilite le date in base anche alle tariffe proposte in particolare dalla compagnia aerea Flybe, il vettore che collega Edinburgh con Stornoway, si è passati alla scelta dell’itinerario ed alla ricerca degli ostelli. Qui c’è stata una piccola sorpresa, visto che a differenza di quanto mi era capitato in precedenza, dei 5 ostelli federati solo uno era prenotabile. Gli altri erano descritti come estremamente semplici, dove valeva la regola del chi arriva prima e trova posto piazza il sacco a pelo sul letto e vi rimane sino a quando gli garba. Concludendo, decidevo di prenotare quello più vicino all’aeroporto per la prima e l’ultima notte, insieme a quello di Edinburgh. A ciò si aggiungeva il noleggio di una piccola autovettura, risultata preziosissima: se è vero che sulle isole è presente una discreta rete di autobus, la loro frequenza limita molto gli spostamenti.
Leggendo la guida, non ero riuscito a stabilire con esattezza un programma in quanto non si potevano calcolare né i tempi di percorrenza stradali, né il tempo richiesto per le visite ai monumenti ed ai siti naturali.
Parliamo di costi, abbiamo speso in totale 1760 euro, 710 euro per il volo (compresi 45 per viaggiare sul bimotore tutti e tre vicini al finestrino), 260 per il noleggio dell’auto, 288 euro per i sette pernotti (di cui 102 per l’ultimo) e poco più di 500 per il resto (benzina, alimentazione, visita a musei, souvenirs, traghetto ed altro). Quindi meno di seicento euro a persona. Non abbiamo mai mangiato al ristorante, non avendone quasi mai trovati, ma non ci siamo certo fatti mancare nulla a tavola!
Prima di iniziare il racconto, desidero ringraziare il dottor Sammartino che è riuscito con incredibile rapidità a risolvere un malanno che mi aveva colpito esattamente una settimana prima della partenza.
Itinerario
Mercoledì 7 luglio 2010
Partiamo con il volo della Ryanair da Roma Ciampino intorno alle 11 e 30 con un lieve ritardo, che non ci peserà visto il tempo che avremo all’aeroporto di Edinburgh dove, con molta calma, acquistiamo qualche cibaria ad un prezzo onesto, cosa che non sempre capita nelle aerostazioni.
Il volo che ci porta alle Ebridi viene effettuato con un picclo bimotore ad elica SAAB 340, con appena 30 posti a sedere. Scopriremo qualche ora dopo di essere fortunati in quanto causa il forte vento, quel giorno tutti i traghetti e diversi voli per il nostro arcipelago sono stati cancellati. Arriviamo in perfetto orario, riceviamo come ad Edinburgh i bagagli imbarcati dopo pochissimi minuti, accolti sotto una pioggerella insistente dall’addetto dell’autonoleggio. Si sono fatte nel frattempo quasi le sette di sera, un orario che da quelle parti è sinonimo di coprifuoco per molti servizi.
Si rivela saggia la decisione di acquistare presso il negozio di una stazione di servizio degli alimenti (pane, affettati, confezioni, scatolame e biscotti) qualora non si trovasse un posto per mangiare, cosa che puntualmente accade, in quanto sulla strada non incontriamo né un ristorante né un pub.
La mia figlia più grande, Luisa, esordisce molto brillantemente come navigatrice. Grazie anche ad una dettagliata carta stradale che mi ero fatto spedire da un mio amico residente in Irlanda, raggiungiamo la nostra prima meta senza difficoltà, un bed and breakfast dove l’ostello di Kershader ci ha dirottato per un overbooking.
In una delle due camerette arrangiamo una cenetta simpatica, grazie anche alla presenza di un bollitore. Siamo passati dalle torride temperature di Roma al riscaldamento acceso. ...continua il viaggio

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *










