Rwanda, Uganda

Viaggio in Uganda e Rwanda: gorilla e non solo

in viaggio con Daniela Bellan in Rwanda, Uganda

A pochi km dall’aeroporto, sulle rive del Lago Vittoria, c’è un piccolo modesto Motel dove passiamo la notte, appena toccato il letto ci addormentiamo di schianto.

Martedì 14 febbraio
Dopo una rapida colazione si parte per Kampala, dove abbiamo appuntamento con un funzionario dell’Ambasciata Italiana, che, al corrente dei nostri spostamenti, deve informaci sugli eventuali pericoli che potremmo incontrare attraversando la frontiera tra Rwanda e Congo.
Il colloquio risulta piuttosto fastidioso, si tratta di una formalità alla quale non abbiamo potuto sottrarci. Per nulla spaventati dalla “ramanzina” diplomatica siamo comunque determinati a portare a compimento il nostro itinerario come da programma, la nostra sicurezza è basata sulle testimonianze di chi ha già compiuto lo stesso viaggio - senza alcun problema - solo poco tempo prima e, soprattutto, dalle garanzie forniteci da chi si è occupato di organizzare con scrupolo quella parte di itinerario.
Lasciata l’Ambasciata possiamo finalmente cominciare il viaggio verso Nord-Ovest, faremo una prima tappa a Masindi, “cittadina” raggiungibile su strada prevalentemente asfaltata, solo gli ultimi 40 km sono su pista sterrata, rossa, una lunga striscia di terra che attraversa la vegetazione verdissima, ecco finalmente i colori dell’Uganda: rosso e verde, che ci accompagneranno per l’intero viaggio.
La pista è spesso occupata da mandrie di buoi con possenti e bellissime corna.
Arriviamo a Masindi verso le 15: l’hotel Masindi, dove alloggiamo, è un edificio coloniale, edificato nel 1923, ora completamente ristrutturato, con un lungo porticato sul quale si affacciano le stanze, dove stiamo volentieri seduti ad osservare la vita locale ed a fare amicizia con alcuni bimbi che hanno da poco terminato le lezioni scolastiche e stanno tornando alle proprie modeste abitazioni.
Prima di cena facciamo quattro passi sull’unica strada (sterrata) che attraversa la cittadina, è tutto polveroso e ricoperto da una patina rossa, quanto ci mancava l’odore della terra africana; da queste parti non vedono molti turisti, tutti ci notano e ci salutano festosamente, assistiamo alla fine di una partita di calcio in un piccolo campo, beviamo un succo di frutta fresca in un baretto, torniamo poi in hotel per cena ed una bella dormita.

Mercoledì 15 febbraio
Lasciamo Masindi, la pista è sterrata, procediamo piuttosto lentamente, troviamo ad un certo punto un ostacolo che ci costringe ad una deviazione, ci sono infatti due camion rovesciati che impediscono il passaggio di qualunque mezzo; non riusciamo a capire come su una pista per nulla trafficata si siano potuti scontrare due mezzi così grossi, ci diciamo che probabilmente è successo durante la notte e che forse i veicoli non avevano i fari funzionanti. ...continua il viaggio
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