Russia, Russia Europea

Pedalando verso Est - 2^ parte

in viaggio con Luca in Russia, Russia Europea


Mercoledì 18 Agosto 1999
Ieri ho interrotto il report di colpo perché quando eravamo ormai al colmo della disperazione é tornato Victor. Era tutto bagnato, ormai fuori diluviava, e noi stavamo provando a dormire per dimenticare la situazione. Aveva in mano il fax di Budapest. Ci aveva messo tre ore, perché a Budapest avevano problemi con il cirillico. Allora io e lui siamo tornati al controllo passaporti e dopo qualche minuto di silenzio, attraverso la finestrella, abbiamo visto una mano che timbrava, molto lentamente, i nostri visti. E' stata una cosa incredibilmente lunga, come se stessero costruendo un castello di carte, e in ogni momento un soffio di vento potesse farlo cadere. Avevo paura di vedere la mano fermarsi, spuntare un faccia e una bocca pronunciare parole incomprensibili, ma dal significato chiarissimo: nuovi problemi. La mano ha preso in mano il timbro e lo ha appoggiato dolcemente sul primo visto: ciak...ciak...ciak....la pioggia portata dal vento ci bagnava anche sotto gli ombrelli, mentre io guardavo verso la sbarra; al di là c'era la Russia, e ascoltavo il rumore del timbro sul secondo visto: ciak....ciak......ciak. Dietro di noi altre persone in coda, bagnate e stanche. Terzo visto: ciak..ciak...ciak. Il comandante si muove e dice qualcosa al subordinato con i timbri. Speriamo non riguardi noi. Fax: ciak...ciak...ciak.... La mano raccoglie i passaporti e ce li passa. Victor li ha in mano. Lo guardo e mi guarda. Andiamo al camper? No, aspetta, adesso c'é la dogana. Ah, si, già, la dogana. Se ci chiedono soldi glieli diamo subito. Victor parla col doganiere. Sembra a posto e sa che aspettiamo da varie ore. Ci consegna un formulario e ci spiega come riempirlo. Andiamo al camper. Tutto a posto? chiede Fausto. No, non ancora. Riempiamo il formulario e andiamo al numero 22. Entriamo in uno stabile. Ci sono vari sportelli. Al 22 c'é una signorina. Passaporti e libretto, prego. Ecco, li guarda e comincia a cercare qualcosa, poi dice a Victor che il nome del proprietario del camper non é uguale a quello del passaporto. Le spieghiamo che é noleggiato. Va dal responsabile e la seguiamo. Aspettiamo davanti allo sportello. Ci vuole un documento. Vado a prenderlo, ma so che non vale niente. E' in italiano e non ha timbri. Torno nello stabile con Denis perché il documento é a nome suo. Ricompiliamo il formulario e lo diamo alla ragazza che esce e torna dal responsabile che é un militare. Aspettiamo. Parla con Victor e c'é un problema. Manca un documento dove si dice che il proprietario ci ha dato il mezzo. Victor parla per qualche minuto con lui e alla fine ci dice il risultato. Il responsabile, noto la bottiglia di vodka, dice: "Avete due possibilità: andate in Italia a farvi fare il documento o andate in Italia a farvi fare il documento e in più vi confisco il camper che potrebbe essere rubato". Dico a Victor di dargli dieci dollari e di dirgli del viaggio, della radio, di internet, della televisione. Gli faccio vedere la brochure e la maglietta. Non gliene frega niente, neanche dei soldi. Dobbiamo tornare indietro. Ci facciamo spiegare bene che documento ci vuole. Victor scrive. Torniamo in camper. Che facciamo? Restiamo e aspettiamo il cambio. Può darsi che quello dopo sia più morbido. No, se non ha accettato i soldi vuol dire che il problema é reale. Penso a tutte le macchine rubate che finiscono in Russia e sono sicuro che passano senza nessun problema.

Può darsi che abbia sbagliato l'agenzia. Ma sarebbe assurdo. Decidiamo di tornare in Ucraina, e domani chiamare in Italia per vedere cosa fare. Però com'é che torniamo se hanno staccato una parte dei visti? Victor va a fare il giro per chiedere come fare per tornare senza problemi. Io torno in camper da Fausto e aspettiamo. Vedo Victor con Denis, ormai é scuro, che tornano al 22. Li seguo. Entro e li vedo allo sportello. C'é parecchia gente. Mi avvicino. Victor ha in mano passaporti e visti. Aspetta per parlare con il responsabile. Che senso ha insistere ancora? Cos'é successo? Mi mostra i visti. Sulla terza pagina c'é scritto qualcosa in cirillico e il nome del camper. E' il documento che serviva! Era su tutti i visti e non se n'é accorto nessuno! Com'é possibile? Tutto é possibile con la burocrazia. Siamo a posto adesso? Saremo a posto solo una volta passata la frontiera. Aspettiamo. Che c'è? Dice il responsabile. Victor gli spiega. Il responsabile prende i visti e dice alla ragazza che registri la macchina. Possiamo passare. Bisogna fare delle fotocopie autenticate dei documenti. Dove? Numero 18. Andiamo, non c'é nessuno. Attraverso il vetro una ragazza dorme sul divano. Aspettiamo. Ne arriva un'altra che fa le fotocopie. Torniamo dalla ragazza che comincia lentamente a scrivere al computer. Ci mette cinque lunghissimi minuti. Poi si alza e torna dal responsabile che mette un foglio nella stampante e ce lo fa firmare. Lo controlliamo. C'é un errore, il numero di carrozzeria é sbagliato e sappiamo che potremmo pagare caro l'errore alla frontiera con la Lituania. Glielo facciamo notare. Lui corregge a penna il numero del motore che era giusto. La bottiglia di vodka é ormai vuota. Gli dico che ha sbagliato. Grida, sbatte il foglio per terra e torniamo nell'ufficio della ragazza. Passano alri cinque minuti. Torniamo dal responsabile che ristampa il foglio e annulla il documento col quale ci avevano respinto. Torniamo dai primi doganieri, quelli del timbro. Sono ancora lì, dodici ore dopo. Il capo dorme sul suo cappello. Ricomincia il rito dei timbri. Ci ridà i passaporti. Saliamo in camper e lentamente ci avviamo alla sbarra. C'è un ufficiale che ci ferma e chiede qualcosa. Victor risponde, la sbarra si apre, passiamo. Siamo liberi. Siamo in Russia. Siamo liberi?

Ci abbiamo messo dodici ore.

Siccome era molto tardi, abbiamo deciso di non cercare un albergo e di dormire tutti in camper in un luogo appartato. La mattina ci siamo svegliati e ci siamo accorti di essere praticamente nella piazza del paese, davanti all'unico negozio. Fuori c'erano delle signore con i fazzoletti in testa che ci hanno chiesto cosa vendevamo.
Anche se non avevamo niente da vendere, sono rimaste lì a parlare con noi, a guardare dentro e fuori il camper, a ridere e a farsi fotografare. Ogni tanto passava qualcuno e lo fermavano per spiegargli chi eravamo. Ho dato loro dei volantini e si sono quasi commosse quando ho detto che potevano tenerseli. Victor é andato a comprare del latte in una casa lì vicino. Io volevo comprare del pane nel negozio ma non avevo rubli. Allora sono andato a prendere una maglietta e l'ho proposta in cambio di una pagnotta che costa 250 Lire. La signora ha detto di non essere la proprietaria e quindi di non poter accettare. Però poteva comprarmi la maglietta. Allora gliel'ho venduta a 250 Lire, che mi ha dato. Ho contato i soldi e glieli ho ridati per comprare, regolarmente, il pane.
Mentre eravamo in negozio, Fausto si é visto entrare un passeggero che credeva il camper fosse un Taxi. Le signore lo hanno informato dell'errore e lui é scappato ridendo. Tutto questo mentre Fausto faceva colazione e accoglieva il potenziale cliente col cucchiaio in bocca. Prima di andare via, le signore ci hanno chiesto le foto che Denis ha scattato. Hanno poi capito che non potevamo dargliele subito e se ne sono andate ringraziando. Come primo contatto con la gente russa é stato molto positivo. La prima buona impressione é stata confermata dal cuoco di un risto-negozio-bar che ha regalato a Fausto un'icona della Madonna con bambino per augurargli buon viaggio. Fausto ha ricambiato con una maglietta. Poi Victor ha regalato degli occhiali da sole Arlecchino alle signore, che hanno apprezzato. Prima di andare via, il cuoco é tornato chiedendoci degli autografi! Fausto era già partito in bici. Più avanti, un poliziotto ha chiesto a Victor se eravamo quelli del "Viaggio della Pace" Venezia-Mosca in bicicletta. Come lo ha saputo? Forse l'ambasciata ha emesso un comunicato alla polizia. Adesso siamo in Russia e anche la situazione generale del paese sembra migliore. Le strade sono abbastanza buone, ci sono lavori di miglioramento in corso, la polizia non ci ha ancora fermati (impensabile in Ucraina!) e la gente é simpatica. La parte finale del viaggio non dovrebbe riservarci brutte sorprese.
Speriamo. ...continua il viaggio
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