Russia

In Kamchatka, dove tutto è estremo!

in viaggio con Luciano Napolitano in Russia


30/7/2010
GITA A PETROPAVLOVSK-KAMCHATSKIY

Questo giorno è sostanzialmente libero, in realtà sarei potuto arrivare oggi, ma per la particolare struttura dei voli in coincidenza da Milano mi è comunque convenuto arrivare ieri ed utilizzare questa giornata per una passeggiata in città. Alloggio presso l’albergo Geyser in periferia e, in vista dei trekking impegnativi che mi attendono per i prossimi giorni, decido di percorrere a piedi la distanza di 7 chilometri che separa l’albergo dal centro di Petropavlovsk-Kamchatskiy.
Parto sotto un cielo nuvoloso che accenna appena ad aprirsi quando arrivo nella centrale piazza dove è presente una grossa statua di Lenin, punto di ritrovo principale per gli abitanti. Passeggio per la via centrale, ma la città non ha nulla di particolare da offrire, se non il curioso contrasto tra i grossi palazzi “caserma” edificati in stile “Unione Sovietica” ed i grandi vulcani che sorgono a nord-est della città.
Nel pomeriggio il tempo migliora, ma essendo l’ambiente un po’ monotono decido di tornare in albergo in autobus: prendo il 22 che, come avevo notato durante il viaggio a piedi all’andata, fa il percorso più breve fino al mio albergo. Non so dove comprare il biglietto, per strada è praticamente impossibile chiedere informazioni a meno che non si parli russo, decido comunque di salire e noto che il pagamento si fa direttamente all’autista (14 rubli a corsa, circa 35 centesimi di euro) prima di scendere.
Torno nella mia camera e mi rilasso un attimo, ancora un po’ “fuso” dal fuso orario della Kamchatka di 10 ore in avanti rispetto all’Italia, quando all’improvviso avverto una scossa di terremoto di bassa intensità, durata una decina di secondi e seguita da una replica poco dopo. Questo evento mi ricorda che mi trovo lungo l’anello di fuoco del Pacifico, dove la terra sotto i propri piedi è particolarmente “viva” ed in piena attività, dopotutto i numerosi vulcani attivi ne sono la testimonianza. Così preparo il “kit di emergenza” per la notte sopra il comodino (telefonino carico, torcia elettrica, bottiglietta d’acqua) e familiarizzo con le procedure di evacuazione dell’albergo, la cui sicurezza in caso di forte sisma mi è sembrata a dir poco ridicola (la struttura è piuttosto fatiscente e c’è un soppalco, la prima cosa che crollerebbe, proprio davanti l’unica uscita).
Successivamente apprendo che si è trattato di un terremoto di magnitudo 6.2 il cui epicentro era fortunatamente localizzato in una zona disabitata a 100km da Petropavlovsk-Kamchatskiy.
Nel tardo pomeriggio inizio a conoscere alcune persone del mio gruppo composto da svariati italiani, uno spagnolo, due sloveni, un paio di inglesi ed alcuni russi. La notte trascorre tranquilla senza che avverta altre scosse.

31/7/2010
CROCIERA AD AVACHA BAY E VIAGGIO VERSO I PRIMI VULCANI
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