In Kamchatka, dove tutto è estremo!
in viaggio con Luciano Napolitano in Russia
Introduzione
PREPARAZIONE DEL VIAGGIO
Sognavo un viaggio nella penisola russa della Kamchatka da diversi anni, soprattutto per via del mio interesse verso i paesaggi estremi ed insoliti, nonché per l’attrazione in generale verso il grande nord. La Kamchatka offre numerose possibilità per chi ama la natura e la vita all’aria aperta, tanto è vero che un tour completo atto a cogliere gli aspetti più caratteristici di questa regione, richiederebbe diverse settimane.
Per motivi di tempo decido quindi di tralasciare il safari per vedere gli orsi bruni, sorvolo sulle varie possibilità di percorrere tratti di fiume con rafting che possono durare svariati giorni ed escludo i lunghi trekking dedicati ai vari vulcani meno accessibili, per dedicarmi essenzialmente ad un itinerario più breve che include l’esplorazione dei vulcani più facilmente accessibili del centro sud e del centro nord, un viaggio che richiede normalmente 13 giorni tra lunghi spostamenti in speciali veicoli a sei ruote motrici e passeggiate faticose ma non difficili.
Dopo lunghe ricerche sul web, scelgo una agenzia di Petropavlovsk-Kamchatskiy, la Kamchatka Vision (o Vision of Kamchatka) che tra i numerosi itinerari proposti, ne offre uno perfettamente adatto alle mie aspettative, sia per le date di partenza e sia per l’itinerario seguito. Così a fine Febbraio 2010 prenoto il tour per il prossimo agosto, acquistando il biglietto aereo Milano - Petropavlovsk Kamchatskiy su Expedia (fortunatamente riesco a trovare una combinazione di voli che permette di fare l’intero tragitto senza pernottamenti intermedi a Mosca, questa soluzione però è normalmente disponibile solo 3 volte a settimana). La Kamchatka Vision si occupa di inviare l’invito necessario per l’ottenimento del visto per la Russia e, una volta sul posto, sbriga tutte le pratiche amministrative per registrarsi dopo essere arrivati, questo è il loro sito http://www.kamchatka.org.ru/
Itinerario
28/7/2010
FINALMENTE SI PARTE
Parto da Milano Malpensa con il volo Aeroflot delle 12:15 per Mosca, dove giunto in perfetto orario passo l’immigrazione, ritiro il bagaglio e mi reco al terminal dei voli nazionali da dove, tre ore più tardi, partirà il volo per Petropavlovsk-Kamchatskiy. Quest’ultimo sarebbe un volo prevalentemente notturno, ma per la legge dell’arco di cerchio massimo, la distanza più breve tra Mosca e la Kamchatka è rappresentata da un arco che “piega” decisamente verso nord, superando per un lungo tratto il Circolo Polare Artico dove, in questo periodo dell’anno, il sole non tramonta mai. Pertanto l’aereo vola per alcune ore in una eterna luce poco più che crepuscolare, con il sole fisso all’orizzonte che sembra voler tramontare, ma non tramonta mai. Di sotto si intravede ogni tanto tra le nubi una terra piatta, interrotta da migliaia di laghi e decine di fiumi senza nome che sfociano nel Mar Glaciale Artico, le terre dei mammut e degli Uomini Renna. Ovviamente, sia per la curiosità di vedere il paesaggio e sia per la presenza di numerosi bambini chiassosi (il grosso Boeing 767 è quasi completamente pieno), non riesco a chiudere occhio.
29/7/2010
ARRIVO A PETROPAVLOVSK-KAMCHATSKJY
L’aereo atterra a Petropavlovsk-Kamchatskiy con qualche minuto di anticipo, l’aeroporto è piuttosto fatiscente, con la pista e le taxiways che non vengono riparate o per lo meno “curate” da lungo tempo. Qua e la si intravedono Mig russi frutto della guerra fredda, che giacciono in completo stato di abbandono.
Lo sbarco avviene all’esterno e non si transita dentro l’aeroporto (tutti i passeggeri vengono fatti uscire verso l’esterno dell’aeroporto direttamente dalla piazzola di parcheggio degli aeromobili, per prendere il bagaglio occorre accedere da fuori ad un piccolo edificio). La Kamchatka è ora aperta al turismo ed ai visitatori in genere, sbarcare in questo aeroporto equivale ad arrivare in una qualunque altra regione delle Federazione Russa: non occorrono più permessi speciali e non viene fatto alcun tipo di controllo all’arrivo (fino a pochi anni fa entravano in aereo dei militari che controllavano tutti i documenti prima di autorizzare lo sbarco).
Mi incontro con il corrispondente dell’agenzia, che mi porta in albergo e successivamente incontro Tatiana, la responsabile dell’agenzia con la quale ho avuto gli scambi di email durante l’organizzazione del viaggio, ed alla quale saldo il conto per il tour. Un po’ di riposo, una cena a base di ottimo salmone con spezie e salsine varie, prima di una bella dormita dopo il lungo viaggio. ...continua il viaggio

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