Russia, Russia Europea

Con gli sci da fondo in Kamchatka

in viaggio con Rita Martini e Marina Moranduzzo in Russia, Russia Europea

** avere molta pazienza con la burocrazia russa!

Itinerario

La spedizione è stata composta da Istruttori, Aiuto Istruttori, Collaboratori della scuola SFE del CAI Sezione Ligure di Genova ed ex Allievi: Gianni Carravieri, Margherita Contini, Rita Martini, Enrico Milanesio, Giacomo Megliola, Marina Moranduzzo.
Nel periodo di Pasqua, ormai è quasi una tradizione, organizziamo nell’ambito della nostra scuola di sci escursionismo del CAI una spedizione all’estero. Abbiamo già percorso con gli sci da fondo bianche distese in Norvegia, Svezia, Finlandia, Canada, Bulgaria, veri paradisi per gli appassionati di questo sport.
Il nostro viaggio di quest’anno lo vogliamo raccontare in un breve articolo, il diario tratto dai nostri appunti, un po’ perché si tratta di una novità - pensiamo che forse potremmo essere stati finora gli unici italiani ad aver fatto una traversata invernale in quella lontana terra - ed anche per dare uno spunto a chi voglia ripercorrere una simile bellissima esperienza.
Infatti quest’anno abbiamo scelto una destinazione davvero insolita, la Kamchatka.
Rispetto all’Italia si trova dall’altra parte del globo: 11 ore di differenza di fuso orario.
Ci siamo organizzati contattando via e-mail una guida, Eugeny, e siamo partiti per una vera e propria avventura sapendo ben poco di ciò che ci aspettava in questo Paese sconosciuto, tanto che ciascuno è partito portandosi in sacca l’attrezzatura che preferiva (sci da pista da passo alternato, da skating, scagliati, bastoncini di ogni genere, etc.) dato che non riuscivamo a capire se avremmo seguito percorsi battuti o meno e come sarebbero stati i trasferimenti da rifugio a rifugio con zaino carico, viveri e scietti leggeri.
La nostra guida ci aveva raccomandato sci da pista: portiamo quindi sci stretti, scioline ma anche pelli di foca e riduciamo al minimo il bagaglio, circa 10 kg.
Partiamo un giorno prima del previsto grazie ad un improvviso cambio d’orario dell’Aeroflot che ci fa perdere la coincidenza in giornata con il volo per Petropavlovsk, la capitale della regione. Siamo così costretti a trascorrere una notte a Mosca sia all’andata che al ritorno; faremo un po’ di turismo.
Alle ore 13 del 10 aprile ci troviamo all’aeroporto di Sheremetyevo 1 in attesa del volo per Petropavlovsk, previsto per le ore 15. Altri voli compaiono sul tabellone delle partenze meno che il nostro. Finalmente una scritta: "delayed". Partirà con 5,30 ore di ritardo, iniziamo bene!
Non resta che aspettare e finalmente alle 21 partiamo. Dopo 9 ore di volo arriviamo alle 15 locali a Petropavlovsk. Bel tempo. Tutti sbarcano eccetto noi, ci trattengono per un controllo dei passaporti, ok, passiamo un cancello e troviamo ad attenderci Eugeny con due pullmini, un suo socio coreano e Valentin l’interprete.
La città è piuttosto brutta. Gli edifici sono per la maggior parte di tipo" “sovietico", blocchi di cemento squadrati e decadenti. La neve annerita ricopre ancora i bordi delle strade. Però la baia è incantevole, con un mare incredibilmente blu e calmo in cui si specchiano i monti ed i vulcani innevati intorno.
Dopo aver preso gli accordi per la traversata con gli sci che sarebbe iniziata il giorno dopo, facciamo un giro sulla spiaggia ancora lambita dalla neve. La mattina seguente un bus carico di viveri ci viene a prelevare ed in compagnia di due ispettori del Parco di Nalycevo, Valery la guida, il suo cane, Eugeny, suo figlio Anton di 18 anni, Irina la cuoca e Valentin ci trasferiamo all’eliporto. Vengono tutti con noi? Capiamo che è inutile fare domande. ...continua il viaggio

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