A Murmansk!
in viaggio con Marcello Carucci in Russia, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Estonia, Lituania, Lettonia, Finlandia, Ucraina, Moldova, Romania, Ungheria
Viaggiamo fino alle 0,30 del 5 agosto, proviamo a pernottare in due campeggi nella località di Puolanka(Finlandia), ma sfortunatamente entrambi alle 21 chiudono. A quel punto decidiamo di rimanere nelle vicinanze dell’ingresso, utilizzando delle palanche come letti; riesco a dormire un’ oretta ed addirittura a sognare, Silvia un po’ di meno.Intraprendere il viaggio non è cosa facile, fa troppo freddo, non riusciamo più a dormire e ne approfittiamo per mangiare salmone affumicato e del formaggio accompagnato da pane nero, ci facciamo tre caffè per rimanere ben svegli e alle tre di notte riprendiamo il viaggio. Indossiamo abbigliamento termico,la temperatura è troppo rigida, l’umidità si sente tantissimo. C’è nebbia e a questo punto decido di non continuare e di far sosta nuovamente, aspettando l’alba.
Al primo centro urbano facciamo sosta e dormiamo per terra nelle vicinanze di un bar chiuso. Al nostro risveglio preparo un caffè, mangiamo qualcosa e un'altra volta in viaggio, attraversando Napapiri, la linea immaginaria del circolo polare artico. In seguito siamo a Rovaniemi capitale della Lapponia, città che attira grandi e piccoli, rivederla dopo tanti anni è un’esperienza unica, un viaggio indietro nel tempo per rivivere le emozioni dell’infanzia, immersi nella meravigliosa atmosfera fiabesca della città di Babbo Natale.
Alle 15 siamo a Ivalo, la meta è quasi raggiunta ed il tempo è come per magia ancora sereno, è quello che desidero più di ogni cosa, perché macinare migliaia di chilometri sotto l’acqua renderebbe il viaggio ancora più faticoso e rischioso, e se poi troviamo sterrato? e se troviamo del fango? tutto ciò è quello che mi passa spesso per la mente, lascio da parte queste piccole angosce ed insieme a Silvia rilassati davanti ad una buona tazza di caffè ci godiamo la tranquillità ed il sole nel nostro bungalow preso in un confortevole campeggio in un bosco.
Subito dopo Silvia chiede a dei russi le condizioni stradali che affronteremo il giorno dopo,per arrivare a Murmansk, confermano una cinquantina di chilometri di sterrati e poi tutto buono.
L’indomani faccio il pieno alla moto e mi porto di scorta una tanica piena di benzina, alle 9,30 partiamo e alle 11 arriviamo al confine, chiedo notizie alla polizia di frontiera Finlandese sulle condizioni stradali alle quali andavamo incontro. Ci confermano strade con avvallamenti, buche e sterrati; e nell’occasione rimangono meravigliati del nostro itinerario, mi chiedono informazioni sulla moto e poi ci salutiamo augurandoci buon viaggio. Subito dopo arriviamo al confine russo: qui i controlli sono più severi, mi ispezionano accuratamente i bagagli, la moto, ci chiedono dove siamo diretti e poi piano piano, prendendo confidenza, guardano la moto, mi fanno domande su di essa, alla fine ci consegnano passaporti e documenti moto e poi via gioiosi, siamo in Russia. Avendo attraversato in otto giorni sette stati ed avendo percorso più di 6000 km.
Dentro di me mi chiedo ormai è fatta, tutto è filato liscio, il tempo è sempre bello, non abbiamo avuto mai controlli dalla polizia, insomma nessun imprevisto, ma neanche a farlo apposta ecco dinanzi a noi lo sterrato. Prima di affrontarlo voglio rifare il pieno, l’unico distributore tenuto malamente non ha il carburante, affrontiamo la pista ad una velocità bassissima tra prima e seconda e spesso devo fermarmi perché accuso dolori alla mani, la moto è carica, si fa sforzo a tenerla stabile, la paura di cadere è tanta, e mi torna nuovamente l’angoscia della pioggia, se il tempo fosse stato brutto fare questo tratto di strada non so come avremmo fatto.
Finalmente terminata la strada bianca ,inizia il manto stradale buono e lascio scaricare i cavalli della moto in questa immensa foresta di abeti e betulle. Dinanzi a noi attraversano spesso degli scoiattoli, ma purtroppo arriva il momento che la benzina finisce, prendo la tanica di scorta, travaso il carburante nel serbatoio e nuovamente via. Alle 17 siamo a Murmansk. e qui spostiamo nuovamente di un’ora in avanti le lancette dell’orologio, la differenza oraria rispetto all’Italia è di due ore.
Dopo una bella doccia, andiamo a visitare la città più grande del circolo polare artico. Muovendoci per la città noto subito un particolare: sfrecciano quasi tutte le moto senza targa, incuriosito, fermo un centauro e faccio chiedere a Silvia il perché di tutto questo. Come mai la polizia russa, tanto severa, rimane impassibile a tutto ciò? Risponde il capo dei bikers di Murmansk che i poliziotti lasciano correre, in quanto se li inseguono i centauri, per non farsi prendere, si schiantano da qualche parte. Incredulo, vedo sfrecciare nella strada principale della città larga più di una nostra autostrada moto di alta cilindrata che alla guida ci sono spericolati senza casco, senza mani, impennano su una ruota cose che se fatte in Italia prevedono sanzioni catastrofiche.
E che mi sento dire da Mikhail? che come vado io sono troppo preciso, rispettoso del codice della strada e ci avrebbero preso in giro un po’ tutti… Mikhail ci fa conoscere altri motociclisti della città, insieme facciamo un giro per le parti più interessanti di Murmansk. Chiedo a loro un’infinità di cose grazie a Silvia che mi fa da interprete, la cosa che mi colpisce di più non è tanto della temperatura invernale che arriva a meno 20 gradi ma che vivono per otto mesi completamente senza luce solare e poi sempre giorno, noi stiamo vivendo il momento più bello. Alla fine facciamo una foto di gruppo per ricordare il momento e prometto di inviarne una tramite email e guardare il loro sito internet.
Il giorno successivo 7 agosto, si parte. Ci fermiamo solo un attimo per fare delle foto con la moto, vicino ad un cartello con scritta cirillico che indica Murmansk e poi via, alternando piccole pause per arrivare alle 21,50 a Medvezegork (Russia),avendo percorso 820 km, e li sentiamo tutti per le condizioni stradali non buone.
L’8 agosto di mattina ci si alza presto e si parte per arrivare a San Pietroburgo considerata la Venezia del Baltico. Arriviamo nelle prime ore del pomeriggio, visitiamo la città in due giorni, dando preferenza alle cose più importanti, la metropoli è stupenda, io già la visitai molti anni fa e concordo con Silvia che Mosca è a nostro avviso unica. ...continua il viaggio

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