Romania, Bulgaria, Turchia

Dalla Transilvania alla Cappadocia

in viaggio con Andrea Franzoni in Romania, Bulgaria, Turchia

Anche a Sibiu ci fermiamo soltanto un pomeriggio: il giorno successivo, infatti, è in programma il trasferimento a Braþov.

GIORNO 3: BRAÞOV
Sibiu e Braþov sono collegate durante la settimana da molti treni, con prezzi dai 5 euro in su, mentre nel week end i trasporti ferroviari sono molto carenti. Giustamente ci capitiamo di sabato, e per non dover aspettare il treno fino al pomeriggio decidiamo di andare alla stazione delle corriere. Troviamo un minibus della compagnia Aventin, che parte alle 9.30 ed ha una ventina di posti soltanto: il biglietto si acquista direttamente dal conducente, e per trovar posto è necessario fare alla svelta. Il minibus si riempie velocemente e, come spesso accade, alcune persone (che scenderanno lungo il tragitto) accettano di viaggiare rimanendo in piedi nello stretto corridoio. L’aria nel minibus è pesante, ma appena il mezzo parte l’aria smuove tutto e il viaggio, che dura circa 2 ore e mezzo costa circa 6 euro a testa, e che attraversa campagne, paesini e boschi, è piacevole.
Se Sibiu è una città minuscola, con una stazione semideserta e un’unica strada stretta che porta dalla stazione al centro, Braþov (che di fatto ha comunque solo 300.000 abitanti) ci appare come una città enorme e caotica con grandi boulevard che anticipano il clima di Bucharest e decine di taxi parcheggiati fuori dalla stazione.
Braþov è presentata da molte guide come la capitale turistica della Transilvania. Forse anche perché ci capitiamo durante il fine settimana, in effetti il centro storico è sicuramente più frequentato di quello di Sibiu anche se, alla fine, non ne capiremo granché la ragione. La presenza di turisti italiani, spagnoli o inglesi, è comunque molto limitata e comunque invisibile: tra le strade del centro sembrano passeggiare molti turisti rumeni, in semplice gita, e naturalmente gli abitanti della città che fanno la passeggiata domenicale. Di fatto, comunque, la città con le sue centinaia di automobili resta confinata ai boulevard che circondano il centro storico che rimane tutto sommato tranquillo.
L’ostello, o meglio la Guesthouse (Guesthouse Postavarului), si trova in una tranquillissima via pedonale parallela alla via Repubblica, arteria pedonale principale che va dal “parco centrale” alla piazza. La stanza doppia è molto ampia, dotata di tv (Rai 1 compresa) e grande bagno.
Il centro storico è al contrario estremamente compatto: una lunga strada occupata da bar all’aperto e fiancheggiata da negozi, una grande piazza (piazza Sfatului) e, poco oltre, la “chiesa nera”, la più grande chiesa di tutta la Transilvania. L’altra attrazione principale sembra essere la funicolare che porta su un belvedere posto sulla collina, vicina al centro e raggiungibile a piedi, su cui svetta tra l’altro il nome della città scritto con enormi lettere bianche stile ‘Hollywood’. Nel complesso, il centro è sicuramente meno pittoresco e meno curato di quello di Sibiu ed è ugualmente visitabile, insieme alle più tranquille vie laterali, in mezza giornata. C’è polizia ovunque, e questo tiene lontano mendicanti e venditori ambulanti: non solo i negozi ma anche i fast food hanno ai loro servizi almeno un vigilante.

GIORNO 4. IL CASTELLO DI BRAN
Il giorno successivo, mantenendo come base la Guesthouse di Brasov, è dedicato ad un’escursione al castello di Bran. Il castello di Bran, chiamato anche (come altri edifici in Romania) “castello di Dracula”, è la principale attrazione della zona e si trova a circa mezz’ora di autobus extraurbano dal centro. Anche se sembra non aver nulla a che fare con la leggenda del conte Dracula né con l’autore del bestseller Bram Stoker, il castello, costruito nel 1300 dai sassoni, dagli anni ’20 residenza della famiglia reale rumena (di cui sono conservati alcuni mobili) poi spodestata dalla rivoluzione comunista, è uno dei simboli della Transilvania ed uno dei suoi angoli più visitati.
Per raggiungere il castello di Bran è necessario prendere uno dei bus che partono ogni ora non dalla stazione principale ma dalla Autogara II, la stazione degli autobus secondaria posta a nord, chiamata anche Autogara Bartolomeu. Il prezzo per la corsa, che dura circa 30 minuti, è di 1 euro a testa, ed il bus è un vecchio modello negli anni ’60 interamente tappezzato di Arbre Magique che rendono l’aria dolcemente irrespirabile. ...continua il viaggio
  • Stampa questo diario di viaggio
  • Aggiungi ai Preferiti del browser questo diario di viaggio
  • Discuti con tanti amici di questo diario di viaggio
  • Your email is never published nor shared. Required fields are marked *