Romania, Bulgaria, Turchia

Dalla Transilvania alla Cappadocia

in viaggio con Andrea Franzoni in Romania, Bulgaria, Turchia

Introduzione

Il nostro viaggio dalla Transilvania alla Cappadocia nell’estate del 2009, è durato 21 giorni. Siamo partiti da Cluj, capitale della Transilvania con influenze ungheresi, per poi visitare Sibiu, cittadella sassone dal sapore medievale, e Braþov con il vicino castello di Bran.
Dalla Transilvania ci siamo quindi spostati a Bucharest, la “Parigi dell’est” con i suoi grandi viali e gli enormi palazzi sovietici, e da qui, con il treno notturno, abbiamo raggiunto la Bulgaria. In Bulgaria abbiamo visitato Sofia, la bella capitale ottocentesca un pò ortodossa ed un po’ ottomana, e Plovdiv, la antica Filippopoli, caratterizzata da un’architettura tardo-medievale assolutamente particolare, con il vicino monastero medievale balcanico di Bachkovo.
Da Plovdiv, ancora con il treno notturno, ci siamo trasferiti a Istanbul e poi, con il bus notturno, sulla costa Egea a Kusadasi, località balneare vicino alla bella Selçuk, ed alle splendide rovine di Efeso, già città greca, romana e bizantina.
Infine, sempre con un bus notturno, ci siamo addentrati nella penisola anatolica fino alla Cappadocia, regione dai paesaggi naturali mozzafiato e dalle testimonianze storiche sorprendenti, che abbiamo visitato in lungo e in largo tenendo come base l’inimitabile Göreme. Infine, siamo tornati a Istanbul per il volo di ritorno.

Itinerario

GIORNO 1: CLUJ-NAPOCA
L’aereo atterra a Cluj-Napoca, dopo poco meno di due ore di viaggio dall’Italia, quando in Romania sono circa le 15.30. Arrivati al piccolo ma efficiente aeroporto cambiamo del denaro nell’unico modo possibile, cioè attraverso l’unico ATM; appena fuori dall’aeroporto troviamo la fermata dell’autobus numero 8 che in meno di mezz’ora ci porta nei pressi del centro.
Raggiungiamo il bell’ostello, Transylvania Hostel, che si trova in pieno centro, poi usciamo alla scoperta della città. Cluj è la capitale storica della Transilvania oltre che una delle capitali economiche (sede tra l’altro della più antica università e della più antica squadra di calcio) del paese. In passato massicciamente abitata da genti di origine ungherese, ha origini romane, un’aria mitteleuropea ed un’architettura liberty che la fa assomigliare un po’ alle forse meno interessanti tra le grandi città nord europee. Man mano che ci allontaniamo dal centro l’aria liberty e mitteleuropea lascia spazio a palazzine scalcinate e vecchie automobili. Cluj è più che altro una tappa tecnica ma è anche una città comune e tranquilla e, come tale, a suo modo molto interessante.
La mattina dopo lasciamo la capitale della Transilvania per trasferirci a Sibiu.

GIORNO 2: SIBIU
Per andare da Cluj a Sibiu, già capitale europea della cultura 2007 e città tra le più turistiche della Romania, tra l’altro recentemente restaurata, l’unico mezzo pubblico utile è la corriera (è possibile utilizzare anche il treno, ma non esistono collegamenti diretti ed è necessario cambiare treno a Targu Mures). Arriviamo in stazione, prendendo dal centro la linea 3 dell’autobus, la mattina presto. Il bus diretto per Sibiu, compagnia Dacos, parte alle 10 e costa circa 7 euro (per 4 ore di viaggio). Compriamo dal conducente i biglietti, ed il pullman parte attraversando la campagna rumena tra carri trainati da cavalli, officine con nomi italiani e nidi di cicogna sui camini delle abitazioni rurali.
Sibiu è una città con un centro storico molto compatto arrampicato su una piccola collina: ci arriviamo, con poca fatica nonostante il caldo, a piedi. L’ostello, Flying Time, si trova appena prima della piazza maggiore. La camera è arredata in maniera estremamente tipica, anche se forse un po’ kitsch, ed ha annessa una piccola veranda con scrivania e grandi tendaggi che si affaccia direttamente sul cortile.
Sibiu è divisa in città alta, la vetrina turistica recentemente ristrutturata e quasi unicamente pedonale, e città bassa. Il centro, cuore della vecchia cittadella arrampicata su una collina bassa e protetta da mura in parte conservate, è estremamente compatto: alcune piazze collegate da stretti passaggi, su cui si affacciano torri e campanili affusolati e begli edifici colorati e interamente ristrutturati. Per visitare il centro storico, che risente parecchio del passato medievale in cui la numerosa comunità sassone tedesca ne ha influenzato l’architettura, ci basta un pomeriggio; vale però la pena di fare un rapido giro anche al calar del sole, per apprezzare meglio qualche scorcio pittoresco come il “passaggio delle scale”. ...continua il viaggio

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