Portogallo

Gente di Lisbona

in viaggio con Daniela Ori in Portogallo

Al Café A Brasileira, nell’elegante Chiado, consentono di fumare. Così se Fernando Pessoa decide di entrare, non si sente a disagio. Ma io non tollero il fumo, così resto fuori e il poeta è ancora lì, seduto con il suo cappello e la giacca sgualcita. Mi siedo di fianco a lui e chiudo gli occhi respirando, sognante, le liriche eterne dell’artista.

Oltre le case del quartiere arabo, si ode ancora il canto di Amalia Rodrigues, che è nata qua, sull’Alfama. Era bellissima e la sua voce è divenuta una leggenda. Così mi appare Lisbona: una donna con la veste di seta e i tacchi a spillo, una creatura d’eleganza d’altri tempi. Sobrietà e dolcezza, come assaporare la pace ammirando il tramonto dal Miradouro di Santa Luzia. Si scorge il Castelo de Sao Jorge, la Cattedrale del Sé Patriarcal e, laggiù, il fiume Tago. Un cantautore di strada, con i capelli d’argento, intona una melodia popolare, accompagnandosi con la chitarra.
Renildo è emozionato, dal Brasile è atterrato a Lisbona e ora arriverà in Italia, con il nostro stesso aereo. E’ vestito elegantemente, ha il viso giovane e non trova pace, l’euforia si è impadronita di lui. Racconta del suo progetto e regala locandine e biglietti da visita. Il suo sorriso, l’energia e il suo desiderio di successo donano una strana sensazione di benessere. Gli auguriamo buona fortuna, mentre lo vediamo allontanarsi fuori dall’aeroporto, con i suoi bagagli e la sua allegria.

E Mariza è arrivata a casa con me. Le sue canzoni mi ricordano Lisbona e le ascolterò ogni volta che vorrò tornare, con il pensiero, nel ricordo di una città indimenticabile. Perché Lisbona è entrata nel mio cuore. E ne ho già nostalgia… Obrigada, Lisboa!
Daniela Ori
10 febbraio 2008

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