Polonia, Repubblica Ceca

Viaggio nella terra della vodka e delle 126

in viaggio con Alessio Gatti in Polonia, Repubblica Ceca

Sabato 12 giugno 2004
Ci aspetta un dolce risveglio, almeno per Fiore, vista la colazione con abbondanza di cibi salati alla "nordica". Riprendiamo la macchina, gentilmente offerta dallo sponsor Angelo (papà di Alessio) e attraversiamo la frontiera ceca verso le ore 11.
Il primo impatto con questa nazione l'abbiamo nella cittadina di DOMAZLICE, che ci sorprende soprattutto con la piazza con le facciate delle case colorate e decorate con stucchi e medaglioni .
Contando di assaporare le prime elaborazioni culinarie, rimaniamo letteralmente affascinati dalle macchine arrugginite a tre ruote, tenute insieme dallo spago, che circolano pare con estrema scioltezza. Incontriamo una sposa davanti alla chiesa, con tanto di bambolina bene augurante sul cofano della macchina e probabilmente un altro corteo nuziale davanti al vicino municipio. La chiesa si presenta pesante nei suoi stucchi dorati e decorazioni del pulpito e della parete dell'altare. Siamo davvero in un mondo diverso.
Dopo un pasto difficoltoso, più per la lingua senza vocali che altro, si parte verso le 14 per il castello di KARLSTEJN: riusciamo a visitarlo per un pelo, grazie soprattutto alla perizia di un taxista in sintonia con il motore del suo pulmino (sempre tirato al massimo), infatti per raggiungere l'altura su cui è situato il castello, si può andare a piedi, in carrozza o con pulmino taxi. Vista l'ora di chiusura ormai prossima, abbiamo optato per quest'ultima soluzione.
Il castello è molto interessante e merita una visita.
Cena a TURNOW in un ristorante nascosto e riservato quanto il cameriere.
Dopo cena riaffrontiamo la strada, a dir poco dissestata, con prima seria compromissione della marmitta, per arrivare alla frontiera con la Polonia: arrivo in albergo a JELENA GORA passata abbondantemente la mezzanotte.

Domenica 13 giugno 2004
Breve visita alla cittadina polacca con piena coscienza (e somma gioia di Alessio) che ormai saremo regolarmente sovrastati dalle innumerevoli 126, potenti, sovraccariche e velocissime. La piazzetta si presenta, come sempre, colorata per le facciate dei palazzi che lì si affacciano.
Nella mattinata arriviamo alla chiesa di origine vichinga WANG a KARPACZ: nonostante la frustrazione per una dotta spiegazione rigorosamente in lingua locale, siamo molto presi dalla bellezza di questo edificio interamente in legno, con fregi naturalistici. ...continua il viaggio
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