Perù, Bolivia

Tre settimane fra Perù e Bolivia

in viaggio con Tiziano Pisoni in Perù, Bolivia


27 maggio domenica
Giornata dedicata alla visita di Arequipa, il monastero di Santa Catarina con i suoi caldi colori, il museo Andino, dove abbiamo avuto la fortuna di trovare esposta la mummia di Juanita, spesso sotratta per le analisi nei laboratori. La mummia ritrovata solo pochi anni fa in seguito allo scioglimento dei ghiacciai su di un vulcano nelle prossimitá di Arequipa, si trova particolarmente ben conservata ed intatta.
Cena allo “Zingaro”, ambiente gradevole e cucina buona.

28 maggio lunedí
Abbiamo programmato il viaggio in modo da abituarci gradualmente all’altitudine. Due giorni ad Arequipa a 2800, una notte nel Canon del Colca a 3300 e poi 2 giorni a Puno 3800, 2 giorni a La Paz 3600, per poi attaccare i 5000 metri della Bolivia. Ma oggi abbiamo il primo approccio ai 5000 con il passo di Patapampa (4910). La strada per il Colca passa da Yura e contorna il vulcano Chachani ed il Misti. A Canaus si abbandona la strada per Puno per imboccare la deviazione per Chivay, si sale ormai da diversi kilometri, attraversiamo la riserva nazionale di Salinas e Aguada Blanca dove incrociamo i primi gruppi di vigogne. Poco prima del passo di Patapampa, saremo intorno ai 4500, a Mari viene la brillante idea di fotografare gli alpaca. Accostiamo e iniziamo a scendere nella valletta per avvicinare il branco. La risalita all’auto ci sará fatale, il soroche inizia a farsi sentire sotto forma di forte mal di testa. Si sale ancora arriviamo al passo (quasi ai 5000) e quando scendo dall’auto mi sento particolarmente leggero, inizia a girare tutto e ci manca poco per non cadere senza sensi a terra. Riprendo colore solo dopo aver attaccato la bistecca di alpaca al ristorante “Pozo del Ciel” di Chivay 2000 metri piu in basso. Ottimo il gelato di Chirichuelo. Su consiglio dei locali ci buttiamo quindi con il mate de coca, che sembra aiuti a superare il mal di montagna. Dopo Chivay la strada che costeggia il Canon é sterrata, ma il paesaggio é incantevole. I diversi mirador permettono delle viste sul Canyon e sui terrazzamenti Inka tuttora utilizzati a scopo agricolo, sosta al famoso Cruz del Condor dove gli ultimi condor si attardano in volo nel fine pomeriggio.
Raggiungiamo Cabanaconde, villaggetto di montagna con l’aria rilassante. La strada che parte dalla chiesa e raggiunge l´Hotel Kunturwassi (reservas@kunturwassi-colca.com) -50 USD la doppia) è al limite della praticabilitá e onde evitare di lasciare qualche pezzo della Sentra in questa sperduta valle del Peru, tutti giú e si sale a piedi. Il fiatone ci ricorda subito che siamo ancora olte i 3000. Le viette di Cabanaconde sono percorse da asini, pecore e vacche che si ritirano poco prima del tramonto. Cena all’Hotel con piatti a base di quinoa, un cerale locale simile al sorgo, e alpaca. Piú che sufficiente!

29 maggio martedí
Dal terrazzo del Kunturwassy c’é un ottima vista sulla cordigliera della Chilca e sul villaggio sottostante che si risveglia lentamente. Ripercorriamo di nuovo la strada che costeggia il versante meridionale del Colca soffermandoci un pó nei villaggetti di montagna (Yanke). Riconquistiamo i 5000 metri del passo Patapampa, questa volta senza troppi problemi. Al bivio di Canaus ci concediamo un sandwich e l’ormai immancabile mate de coca, in compagnia di un alpaca birichino che si diverte a svuotare le zuccheriere e a frugare tra i sacchetti degli avventori. Riprendiamo la statale in direzione Puno rientrando nella riserva naturale di Salinas e Aguadas Blancas, di nuovo un passo a 4500, ma ormai chi ci fa piú caso? Siamo a Lagunillas, una serie di lagune di alta montagna, paradiso per gli uccelli tra cui numerosi fenicotteri.
FIESTA!!! All’entrata di Juliaca ci imbattiamo in un’altra fiesta. Anche qui una fiera di colori e costumi. Diverse bande musicali e gruppi di danza si esibiscono sulla pista all’aoerto di un campo di basket. Bancarelle, frittelle, pesce fritto e tanta Cusqueña, la birra locale. Riusciamo a ripartire verso Puno e dopo essere sopravissute al caos del centro di Juliaca, sommersi dalle bici taxi, eccoci in vista del Titicaca. Puno si presenta con il suo Puma che domina la cittá dall’alto di una collina. Alloggiamo alla Posada Don Giorgio, dongiorgio@titicacalake.com (30 USD la doppia), modesto ma centrale a due passi dall’Avenida Lima, l’isola pedonale di Puno. Il proprietario parla italiano ed é molto disponibile. Confermiamo l’escursione per il giorno seguente alle isole galleggianti e a Taquile, poi cena all’UKUKU´s che ci accoglie con un grande braciere ardente all’entrata. Le serate di Puno (3800 mt) sono particolarmente fresche (maglione e giacca, siamo in inverno). ...continua il viaggio
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