Perù e Bolivia: ritorno tra gli Inca
in viaggio con Bruno Visca in Perù, Bolivia
TREKKING NELLA CORDILLERA BLANCAAlle 8 del 5 agosto si caricano i bagagli sul tetto di un minibus e si parte per il trekking nella Cordillera Blanca. Una sosta a Caraz per fare gli ultimi acquisti di frutta, verdura e acqua, poi si prosegue su di una strada stretta e sterrata sino ad arrivare a Cashapampa (2900 m.), luogo di partenza.
Alle 12 si inizia a percorrere un sentiero che subito comincia a risalire una valle dove si trovano molti alberi di eucalipto. L’implacabile sole del mezzogiorno fa sembrare ancora più dura la salita che, fortunatamente, arrivati alla quota di 3500 metri, si attenua. Adesso il sentiero sale gradatamente, la vegetazione si dirada; si vedono solo arbusti e piccoli cactus spinosi.
Alle 17 si raggiunge Llamacarral (3760 m.), luogo dove verrà piazzato il primo campo. Il sole inizia a tramontare e poco alla volta il caldo afoso si trasforma in freddo. Montate le tende, con un bollente “Mate de Coca” ci scaldiamo le ossa.
Mi sveglio alle 5. Ieri sera ci siamo ritirati nelle tende alle 21, d’altra parte fuori non vi era tanto da fare, neanche un bar per bere una birra! Rimango ancora un’oretta al caldo nel sacco a pelo, poi alle 6 sveglia generale. Abbondante colazione ed alle 7,30 si parte per la seconda tappa.
Sarà perché il sentiero prosegue in lieve pendenza e un freddo venticello che soffia di continuo non ci fa patire il caldo come ieri, ma oggi mi sembra di sentire meno la fatica. Nella prima parte della tappa si cammina praticamente in piano continuando a risalire la valle percorsa ieri. In lontananza, dietro ad alcune montagne al fondo della valle, spuntano cime innevate che sfiorano i 6000 metri. Anche il paesaggio attorno a noi è molto bello, sicuramente più attraente di ieri; oggi mi sento meno stanco e apprezzo molto di più le bellezze naturali che ci circondano.
Si costeggiano due laghetti. Il primo, molto piccolo, è poco più che un acquitrino invaso da canne ed altre piante acquatiche; il secondo, assai più grande, ha un’acqua di colore blu intenso. Qualche mucca pascola sulle sue rive accontentandosi della poca erba che cresce tra gli arbusti.
Il sentiero prosegue con una ripida salita e dopo aver superato un dislivello di circa 300 metri raggiunge un colletto. Improvvisamente ci appare, in tutta la sua maestosità, l’Alpemayo (5947 m) che è considerata una delle più belle montagne del mondo. Qui vi è un bivio: svoltando a destra, in un’ora circa, si raggiunge il luogo dove piazzare il campo, andando a sinistra, sempre in un’ora, si arriva al campo base dell’Alpemayo. La tentazione è così forte che, nonostante la stanchezza, in cinque decidiamo di fare questa deviazione e di raggiungere il campo base a circa 4400 metri di quota mentre gli altri rimangono ad aspettarci. La zona del campo base è meravigliosa, l’Alpemayo si erge sopra di noi circondata da cime minori e da bellissimi e spaventosi ghiacciai. Rimaniamo al campo ad ammirare questo spettacolo per circa 30 minuti; i nostri due compagni ci attendono, quindi alle 13.30, con il rimpianto di abbandonare un paesaggio così incantevole, ritorniamo sui nostri passi per raggiungerli.
Ricompattato il gruppo, in un’ora di sentiero quasi tutto in leggera discesa, raggiungiamo un luogo chiamato Taullipampa, a 4260 metri di quota, dove montiamo le tende. Davanti a noi si scorge il passo di 4750 metri che dovremmo superare domani. Non pensiamoci adesso, pensiamo a montare il campo ed a rilassarci con un caldo “Mate de Coca” preparato dai nostri accompagnatori. Domani è un altro giorno e si vedrà.
Terza tappa del trekking. Si parte alle 7.30 e subito inizia la salita che porta al passo. Il sentiero sale gradatamente, poi diviene più ripido con molti tornanti. Lo scenario che ci circonda è sempre da mozzafiato con cime innevate che superano i 5000 metri e splendidi ghiacciai. Nel fondovalle si scorgono molti laghetti glaciali con le montagne che si specchiano nelle loro acque. Il cammino procede lentamente, siamo quasi a 5000 metri. A queste quote l’ossigeno scarseggia ed è indispensabile proseguire con passi lenti e brevi, se si cerca di aumentare l’andatura il cuore incomincia a battere velocemente. ...continua il viaggio

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *











