Perù, Bolivia

Perù e Bolivia: ritorno tra gli Inca

in viaggio con Bruno Visca in Perù, Bolivia

Introduzione

... i veri viaggiatori sono soltanto quelli che partono per partire; cuori leggeri, simili agli aerostati, essi non si separano mai dalla loro fatalità, e senza sapere perché, dicono sempre "Andiamo", i loro desideri hanno le forme delle nuvole… (Charles Baudelaire)

Ero già stato in Perù nel 2000. In un primo tempo, quando mi è stato chiesto di organizzare un viaggio in quei luoghi, ho pensato che forse era meglio scegliere nuove destinazioni, visitare paesi non ancora conosciuti. Poi, riflettendo sul pensiero di Baudelaire, ho risposto: “Andiamo”!
Quando si ritorna in un paese già visto si ha sempre il timore di rimanere delusi dai cambiamenti che inesorabilmente si trovano, dallo stile di vita occidentale che poco alla volta invade anche i posti più remoti. Certamente, specialmente nei luoghi più turistici, sono aumentati i visitatori e, di conseguenza, le strutture ricettive. Non è però cambiato il fascino della Cordillera, della deserta e brulla costa del Pacifico, degli altopiani e della selva amazzonica. La prima cosa che salta all’occhio è l’aumento dei prezzi che in questi sei anni sono lievitati parecchio. Un esempio per tutti: il biglietto di ingresso per il Machu Picchu, che nel 2000 costava 10$, adesso è di ben 40$.

Da non perdere

Diario di viaggio

ATLANTA
Il 2 agosto del 2006, con un lungo volo dalla Malpensa e con scalo a Parigi, arriviamo ad Atlanta alle 20 ora locale (le 2 del mattino in Italia). Il volo per Lima partirà solamente alle 16 del giorno successivo. La mattinata libera ci permette di visitare velocemente Atlanta, la capitale della Georgia, la cui maggioranza degli abitanti sono i discendenti dei raccoglitori negri di cotone importati come schiavi nel 1700 dall’Africa. Visitiamo la sede della CNN, la più grande rete televisiva degli Stati Uniti e forse del mondo, ed il museo della Coca Cola. Saliamo inoltre sul “Sun Dial”, un grattacielo a base circolare dove, al 72° ed ultimo piano, vi è un bar-ristorante dal quale si può fotografare la città.

VERSO HUARAZ
Alle 9,30 della mattina del 4 di agosto lasciamo Lima con un autobus di linea che ci conduce a Huaraz, la “Courmayeur delle Ande”. Uscendo dalla città, attraversiamo le enormi bidonvilles che caratterizzano la sua periferia; queste baraccopoli sono formate da case costruite in mattoni o in legno con il tetto di canne.
Usciti da Lima costeggiamo per circa due ore il Pacifico; il paesaggio si presenta come un immenso deserto sabbioso, con enormi dune alte anche centinaia di metri, senza nessun segno di vita. Svoltando nell’interno il deserto, da sabbioso, diventa roccioso e montagnoso con innumerevoli cactus e fichi d’India. Salendo di quota il deserto lascia il posto alla vegetazione, agavi e piante di eucalipto ci accompagnano fin oltre i 3500 metri, più in alto predominano i pascoli. Superato un passo a 4100 metri la strada scende dolcemente verso Huaraz dove giungiamo alle 17.
...continua il viaggio

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