Stai viaggiando in Kenya con Brunella e Maurizio Piacentini

Malindi, magia del Kenya

Viaggio di: Brunella e Maurizio Piacentini
Data viaggio: Gennaio 2003
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Introduzione

La nostra vacanza in Kenia è nata come “stacco” dall’interminabile inverno italiano. Eravamo propensi a scegliere i caraibi, ma non abbiamo trovato nulla di interessante nella settimana a nostra disposizione.
Il prezzo che l’agenzia di last minute ci ha proposto era veramente irresistibile, così abbiamo prenotato – con un anticipo di una sola settimana – senza preoccuparci di fare la profilassi antimalarica, o altre vaccinazioni eventualmente consigliate per la nostra destinazione.

Come spostarsi

Il volo previsto dal pacchetto era un charter della Air Europe (gruppo Volare) in partenza da Verona alle 20.30 per Mombasa, con sosta a Roma. Il puro volo continentale in effetti non è troppo lungo (7 ore), ma la sosta a Roma di un’ora e mezza/ due ore è veramente spropositata, soprattutto nel volo di ritorno. Consiglio quindi a chi proviene dal norditalia di non lesinare sui km. per raggiungere l’aeroporto (noi siamo di Bologna) e scegliere piuttosto il charter diretto in partenza da Milano Malpensa.

Itinerario

LUNEDI’ 27
Partiamo da Verona.
Discreto il servizio a bordo, anche se lo spazio tra una fila di sedili e l’altra è un po’ angusto. Vediamo una splendida alba ed un Kilimangiaro sgombro da nubi, che non avremo più occasione di vedere, poiché si trova molto distante dalla costa di Malindi.
MARTEDI' 28
Atterriamo in perfetto orario alle 9.20 locali (+ 2 ore rispetto all’Italia). Disbrigo di formalità doganali ($ 50 / a testa per visto d’ingresso) e caldo soffocante ci aspettano all’aeroporto; in breve io e Maurizio siamo in maglietta e pantaloncini, perché in queste occasioni ci vestiamo “a strati”.
L’aeroporto dista 120 km dal nostro resort – il Karibuni Villas di Mambrui – località posta ad una decina di chilometri a nord di Malindi. Impiegheremo 2 ore e mezza per arrivarci su uno scalcinato pullman dell’hotel. Si tratta di una struttura molto vasta, con giardini curatissimi e vegetazione rigogliosa, composta da camere e da cottage; questi ultimi in mono- o multiproprietà. Abbiamo anche la fortuna di ricevere l’assegnazione di un cottage, per cui non abbiamo problemi di spazio.
Esploriamo la spiaggia nel pomeriggio e nei giorni seguenti: non è la classica spiaggia tropicale di sabbia bianca (la troveremo più avanti nell’escursione al parco marino di Malindi), ma ha toni più caldi di un giallo dorato, ed è orlata di piccole dune. Più a nord c’è infatti la spiaggia di Che Chale (o spiaggia dorata) per la gran percentuale di minerale rilucente che vi si trova.
E’ inoltre soggetta alle forti maree, come tutto l’oceano indiano, per cui per circa metà della giornata il mare si ritira di 100-200 mt. lasciando scoperta una sorta di barriera su cui camminare con dovute precauzioni (sandali in gomma). Con l’alta marea si può fare il bagno, magari più verso sud, appena oltre il villaggio di Mambrui (600 mt.) dove le rocce finiscono.
Di fatto la apprezziamo per le interminabili passeggiate, nelle quali godiamo della compagnia dei cosiddetti beach boys amichevoli e per niente invadenti,
Dovete sapere che in ogni resort la zona spiaggia è così divisa: nella prima fetta lettini e ombrelloni “presidiati” in modo soft dalla security del resort; più avanti e sul bagnasciuga vi è una sorta di terra di nessuno dove si viene a contatto con i venditori o curiosi del posto.
Avevamo letto diversi diari di viaggio che ci inducevano a non diffidare dei beach boys: in alcuni casi si tratta di bambini e ragazzini che hanno solo voglia di fare due chiacchiere, a cui lasciare biro o caramelle per i fratelli più piccoli. ...continua il viaggio »

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