Stai viaggiando in Bolivia, Perù, Cile con Massimo Cavallo

La Transandina, sulle tracce del Che

Viaggio di: Massimo Cavallo
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Introduzione

"Buen Viajè, gringo!”
È questa la frase che sentivamo tutte le mattine oppure ogniqualvolta lasciavamo una località. Il viaggio, uno spostamento da un luogo ad un altro; in questa definizione “da vocabolario", così intuitiva, così semplice, si racchiude quello che per me è il significato del viaggio stesso; lo spostamento, il trasferimento, la possibilità di poter vivere con il movimento, in questo caso con la moto, momenti e situazioni che diversamente sarebbe impossibile.
Questa volta siamo in Sud America e attraverseremo Perù, Bolivia e Cile.

Transandina: questo è l'identificativo del viaggio, così come Transasia, Turkestan o West Africa riconduce al concetto di spostamento. E così, proprio attraverso le Ande ripercorriamo l'itinerario che qualche anno fa percorse un illustre viaggiatore, la cui fama sarà ricordata non perché viaggiatore ma per quello che ha fatto con un altro mezzo: Ernesto Guevara detto il Che (vedi “Curiosità”).

Itinerario

PERÙ
Logisticamente il viaggio comincia a metà giugno con la spedizione della moto a Callao, il porto di Lima, e al mio arrivo mi stupisco della velocità delle operazioni di sdoganamento (solo 2 giorni, per chi non ha assolutamente esperienza potrebbero sembrare un eternità). L'approccio con il traffico di Lima non mi colpisce più di tanto: seppur caotico, in confronto a quello indiano o pakistano, sembra di girare in una grande città italiana il giorno delle targhe alterne. L'unico momento di panico è stato quando accostando per chiedere un informazione ad un poliziotto, ho notato che stava estraendo la pistola dalla fondina impugnandola con fare minaccioso: ho pensato così fosse meglio trovare la strada da solo a scapito del tempo. L'atteggiamento, pur non turbandomi più di tanto, mi ha incuriosito, così tornato all', ostello ho spiegato l'accaduto al titolare della bettola, il quale ha giustificato il comportamento per il fatto che la maggior parte delle rapine a Lima avviene in moto. Sarà anche così ma il mio abbigliamento da motociclista con la moto stracarica, tutto poteva far pensare ma non ad un terrorista.
Comunque a Lima, pur essendo una metropoli con circa 5 milioni di abitanti, hai la sensazione di non essere mai solo; sì, infatti la “garua”, la classica nebbia costiera, ti accompagna, ti segue ovunque anche all'interno degli edifici per gran parte dell'anno (da aprile a dicembre).
Il Museo de Oro è sicuramente un'ottima meta, la visita offre la possibilità di ripercorrere passo dopo passo la storia e le usanze dell' impero incaico.
Finalmente il viaggio o meglio l'avventura comincia: come sempre, ripassato a mente più volte l'itinerario, le situazioni e cercando di prevenire il tutto possibile, metto la prima e lascio la frizione. Istantaneamente all'interno del casco comincia un altro viaggio, parallelo, fatto di preoccupazioni per quello che può capitare, a volte di paure: come dicevano i latini, "solvitur ambulando", camminando si risolve, e per noi il cammino è lungo.
La Panamericana ci conduce dopo 450 km. di ottimo asfalto reso scivoloso dalla garua a Nazca, passando per l'oasi di Ica, la cui fattezza riporta alla mente, con le dovute proporzioni, la zona dei Laghi Mandara in Libia. Già dicevamo di Nazca, incastonata nella cordigliera di Huanzo: si sarebbe accertato che in questa zona non piove da 10.000 anni e questo spiega alcune cose di questa località densa archeologicamente di misteri, il primo su tutti quello relativo alle "Linee di Nazca". Maria Reiche, l'astronoma che più ha dedicato tempo e risorse a questo luogo, riconduce i vari disegni (condor, colibrì, scimmia, alberi e astronauti), ad un calendario Inca, il che non desta nessun mistero se non per il fatto che le figure stesse sono geometricamente perfette e data l'estensione a volte anche di 300 metri, solo con un controllo in quota potevano essere disegnate così perfettamente e la civiltà a cui si riconducono non volava ancora. Svelato il mistero ? Oppure il mistero sta nel non parlarne in maniera esauriente a scapito del turismo? Non importa, ne vale la pena, se non altro per il volo acrobatico su piccoli Cessna che hanno di misterioso il modo di stare in cielo...
Nei pressi di Nazca, a circa 30 km, il cimitero Inca di Chauchilla è una meta molto interessante, è possibile vedere mummie inca, teschi, ossa risalenti al 1000 d.C., seppellite in posizione fetale ancora con i capelli che per usanza venivano conservati per essere utilizzati in questa triste situazione.
Torniamo per un tratto sulla Panamericana in direzione di Paracas, bellissima penisola dove grazie a favolosi sterrati sabbiosi visitiamo sculture rocciose impressionanti, specie quella denominata Cattedrale. ...continua il viaggio »

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