Stai viaggiando in Viet Nam con Leandro Ricci

Viet Nam 1: Good morning, Viet Nam!

Viaggio di: Leandro Ricci
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Introduzione

“E cosa ci andate a fare?” Questa è stata la reazione più ricorrente al progetto mio, di Walter e Mario di recarci per una ventina di giorni alla scoperta del Vietnam; per rafforzare il senso di stupore qualcuno aggiungeva anche, tra “cosa” e “ci”, una parola di cinque lettere che inizia per “c”, finisce per “o” e ha nel centro una consonante doppia.
Non si capisce la lingua, cosa ci sarà mai da vedere, è un posto così lontano, chissà quanta fame vi toccherà, ci sono mille pericoli, è gente sempre in guerra, c’è da prendersi delle malattie, si crepa dal caldo, ci sono i monsoni, bestie, zanzare, serpenti…: ecco un piccolo campionario dei commenti che ci è toccato ascoltare nei mesi precedenti la partenza. Pareva che tutti ci fossero già stati…
Naturalmente non ci smuovemmo di un millimetro e ora che siamo tornati possiamo dire, con una frase scontatissima ma vera, che gli assenti hanno avuto ampiamente torto.

IMPRESSIONI SUL VIETNAM E SUI VIETNAMITI
Il contatto con la gente, specie nell’ambito della vita quotidiana, è uno dei più bei ricordi che ho riportato da questa esperienza. A differenza di mete di viaggio in cui si privilegiano le attrattive paesaggistiche, ambientali, urbane o artistiche, il calore umano è l’aspetto che più colpisce chi attraversa città, paesi, villaggi, campagne e strade di ogni parte del Vietnam.
Ma è opportuno inserire prima un inciso: tutte le persone che, in maniera diretta o trasversalmente, hanno contatti con il mondo del turismo, tendono, com’è comprensibile, a conseguire un tornaconto economico e il rapporto con esse ne risulta inevitabilmente condizionato. I prezzi di tutto, dagli alberghi ai taxi, dal giro in cyclo alle noci di cocco vendute per strada, dai souvenirs offerti dovunque alle escursioni in jeep, moto o battello, possono e devono essere trattati, secondo una norma non scritta tipica delle civiltà orientali: da parte di chi vende, si parte quindi da cifre elevate, in certi casi spropositate. Lo stipendio medio mensile di un lavoratore vietnamita si aggira sui 60 dollari ed è naturale che il turista sia classificato immediatamente come fonte di guadagno facile. Bastano però pochi giorni, un po’ di senso di osservazione e magari qualche conversazione con altri viaggiatori per capire quale possa essere il valore equo di una prestazione e distinguere chi vuol contrattare da chi ci vuole derubare: far capire subito all’interlocutore con fermezza che si è a conoscenza dei giusti prezzi di mercato è una buona base su cui impostare una trattativa seria. Nel corso del diario che segue approfondirò il tema con i casi che di volta in volta si presenteranno, ma intanto anticipo che una delle risposte più frequenti al vostro “quanto costa?” da parte dei venditori ambulanti sarà il “tormentone” dell’“one dollar”, sia che si tratti dei fischietti in terracotta, del ricordino da due soldi, del mazzetto di cartoline o di una noce di cocco: in questi casi il prezzo corretto è fino a quattro-cinque volte inferiore.
Conviene anche avere sempre a portata di mano un taccuino e una matita e, al minimo dubbio, far scrivere il prezzo sulla carta: l’inglese dei vietnamiti non è esattamente oxfordiano (neanche il nostro…), ma capita anche che qualcuno faccia il furbo giocando sull’equivoco di assonanze quali fourteen-forty, sixteen-sixty e così via.
Contrattando un servizio, dall’affitto di una macchina con autista a un pacchetto di viaggio più articolato, bisogna chiarire sempre, meglio per iscritto, tutte le possibili voci: se ad esempio siano compresi la benzina dell’automezzo (costa circa € 0,30 il litro, parecchio in rapporto al tenore di vita locale), i pasti e i pernottamenti di autista e guida, tickets per traghetti o barriere stradali, eventuali tasse, se il prezzo si intenda complessivo o a persona e quant’altro venga in mente, ad esempio concordare di fare sosta per guardare il panorama, scattare foto o fare uno spuntino ad ogni richiesta e non solo nei luoghi dove la guida ha magari la percentuale su eventuali vendite.
Una volta concluso un servizio, se si ritiene che questo sia stato svolto come pattuito, è corretto pagare il prezzo stipulato senza insistere per ulteriori sconti. Di contro, è anche vero che di solito non si aspettano la mancia.
Mi sono dilungato, come mi sembrava opportuno, sul meccanismo prezzi-turismo, ma ero partito per esprimere le mie sensazioni positive sul popolo vietnamita. Dicevo di avere accumulato un bel po’ di ricordi piacevoli dal rapporto con la gente che, senza nulla togliere alle bellezze delle città e dei paesaggi, sono stati la nota saliente di questo viaggio.
La semplicità, il sorriso, la curiosità, la schiettezza, la cordialità sono gli aspetti che immediatamente colpiscono, con tanta più evidenza quanto più ci si allontana dalle aree urbane grosse o piccole. ...continua il viaggio »

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