I diari della motocicletta
in viaggio con Ci Sono Stato in Argentina, Cile, Perù
Il film di Walter Salles narra la vicenda di Ernesto "Che" Guevara (anche soprannominato Fuser, da furibondo Serna - il cognome della madre - per l'irruenza con cui giocava a rugby) e dell'amico Alberto Granado, che attraversarono l'America Latina prendendo coscienza dell'iniquità e della povertà che opprimevano la popolazione, accendendo così il loro ardore rivoluzionario.
Il viaggio, che coprì circa 5000 miglia, fu effettuato a bordo di una motocicletta Norton 500 M18 del 1939 (soprannominata "La Poderosa"), partendo da Buenos Aires con meta finale la penisola di Guajira in Venezuela ed ebbe la durata di otto mesi al termine dei quali Ernesto tornò profondamente cambiato: il giramondo un po' scapestrato aveva lasciato il posto all'idealista rivoluzionario che avrebbe contribuito a liberare Cuba dalla dittatura e ad accorrere dovunque fossero perpetrate ingiustizie.
Il film fu girato in sedici settimane rispettando in sequenza - dove possibile - le località veramente toccate dai due amici.
Guevara e Granado partirono da Buenos Aires, precisamenta da Plaza Once, ed effettuarono la prima tappa a Miramar per fare visita a Chichina, la fidanzata di Ernesto. La località, situata 200 miglia a sud della capitale, era negli anni Cinquanta una rinomata località di villeggiatura.
Il viaggio prosegue verso il confine cileno, toccando il pittoresco Distretto dei Laghi, in particolare il villaggio lacustre di Villa la Angostura nel sud della provincia di Neuquen, e la riva nordorientale del lago Nahuel Huapi.
Giunti a San Carlos de Bariloche, Ernesto, che era caduto nell'acqua gelida del lago tentando di recuperare un'anatra abbattuta da Granado, si ammala; i due passano una notte nella stazione ferroviaria, prima di attraversare la frontiera con il Cile a Lago Frias, in uno spledido paesaggio montano.
Intanto, grazie a una finta intervista pubblicata su "El diario austral", la notizia dell'impresa è ormai di dominio pubblico quando Ernesto e Alberto arrivano a Temuco spingendo la moto che ormai non ce la fa più, provata da giorni di strade dissestate.
Le scene sono girate a Freire e poi a Lautaro: da questa città i due vengono cacciati a causa di un litigio avuto in un un locale per una questione di donne (probabilmente l'episodio è inventato per il film).
La Poderosa è giunta alla fine dei suoi giorni e viene abbandonata, cosicchè il viaggio prosegue a piedi. I due amici prendono progressivamente coscienza delle drammatiche condizioni di vita che incontrano e il tono del film si fa più cupo.
A Valparaiso, storico porto cileno a ovest di Santiago, c'è una brutta notizia per Ernesto, e lui e Alberto scendono tristemente nella stazione della funicolare che collega le colline circostanti e la città bassa. 15 di questi 'Ascensores' sono una caratteristica della città: costruiti tra il 1883 e il 1916, sono ancora oggi in attività.
Lasciata Valparaiso, Ernesto e Alberto dirigono ancora a nord vagabondando a lungo attraverso l'arido paesaggio lunare del deserto di Atacama, dove il dramma di una coppia, sulla strada in cerca di lavoro dopo essere stati sfrattati dalla loro terra in quanto comunisti, acuisce nei due giovani la consapevolezza dell’ingiustizia. ...continua il viaggio

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