Nuova Zelanda

Nuova Zelanda: il Paradiso in terra

in viaggio con Federico Franchini in Nuova Zelanda

Al ritorno prendiamo l'auto ed in un'oretta siamo a Paihia, altra rinomata località di mare, e - come spesso ci e' accaduto - deserta dopo un certo orario. Il motel è carino e la vista sul mare è bella. Il ristorante, seppur impregnato di odore di fritto, si rivelerà eccellente, almeno l'agnello che abbiamo mangiato.

6 novembre, Auckland.
Carla sta cominciando a dare segni di stanchezza e ha voglia di tornare a casa (io no: al contrario, sto cominciando ad ambientarmi e - sinceramente - mi ritrovo a pensare a come ci si possa vivere). Poi scopro che è solo perché abbiamo cambiato albergo OGNI giorno, e alla lunga stanca più di qualsiasi cosa. Auckland, però, ci dà nuova verve. Ma partiamo da stamattina, dove dopo essere ripartiti da Paihia, ci siamo fermati a Waitangi, dove Maori ed Inglesi firmarono un trattato (una triplice bandiera a ricordo), secondo il quale i Maori avevano pari dignità degli inglesi: i luoghi (sacri e non) avrebbero mantenuto il nome Maori e altro, per cui a tutt'oggi i Maori sono i popoli colonizzati meglio integrati con i colonizzatori. Non solo: anche i matrimoni misti sono la norma, e anche i risultati sono eccellenti. Il luogo è carico di suggestioni, oltre che essere molto bello.
A causa di un documentario che Licia Colò ha mandato in onda in Italia, proprio sulla Skytower di Auckland, siamo costretti (la mamma di Carla ci ha obbligato) a salire anche noi. La salita è veloce e - ovviamente - con vista all'esterno della torre, e subito ci prendiamo un accidente, perché uno si è buttato giù!!! Accidenti ai bungee jumpers! Ci siamo presi un colpo. Per pochi dollari si può fare anche questa esperienza. La vista è stupenda, comunque. Ci sono, poi, delle lastre di vetro sul vuoto, basta camminarci sopra per provare un qualcosa di elettrizzante. Carla ci riesce, io no. Il richiamo al tricolore, enorme, del capannone di Luna Rossa è irresistibile, e dopo essere discesi dalla torre, aver percorso la Queen Street, la via dello shopping, e seguito le indicazioni per l'Harbour Basin e l'America's Cup Village, che non presenta alcun tipo di protezione, arriviamo proprio al capannone grigio e rosso di Prada. Luna Rossa è lì, appena dietro un alto muro, ma è molto vicina.
Abbiamo percorso tutta la banchina, con tutti i capannoni dei consorzi, ma Prada è Prada. Anche lo shop è spoglio: solo magliette, cappellini, borse occhiali e scarpe, rispetto agli altri (che sono tutti uno attaccato all'altro), ma è lo stesso: la polo, il cappellino e una shopping sono nostre. Ma oramai è ora di cercare il motel e scegliamo Ponsonby Street, una delle zone "à la page" di Auckland. Troviamo così l'Unicorn, (senza infamia né lode) della catena Best Western; in compenso ottimo il ristorante, l'Angelsea Grill.

8 novembre, Auckland.
Domani partiremo, e già ci manca questo fantastico Paese. Abbiamo ricordi bellissimi e qualcuno meno, ma nel complesso è un Paese stupendo, in cui bisogna viverci, prima ancora di venirci in vacanza. Fra i ricordi meno belli abbiamo l'Hotel du Vin, dove, cioè, abbiamo passato la serata (e la nottata) ieri. Per tutta la mattinata abbiamo girato Auckland, visitando il Museo, che custodisce i tesori Maori (al piano terra) e ai piani superiori una panoramica della natura unica di questo paese e il museo della guerra. Rimaniamo un po' perplessi sul fatto che sì, il museo è gratuito, ma una donazione di 5 NZ$ è (praticamente) obbligatoria. Se poi si vuole vedere lo spettacolo Maori (che noi abbiamo già ammirato a Rotorua), bisogna aggiungere altri 10 dollari... (ovviamente come donazione).
Il tempo qui ad Auckland è assolutamente imprevedibile, nel giro di pochi minuti può piovere, tirare vento e splendere il sole. Così entri in un posto con il sole ed esci che piove... Ma ecco, sono le 2 del pomeriggio, e andiamo all'Hotel du Vin. E' fuori Auckland, a Pokeno, ed è immerso in una vallata splendida, verdissima e quieta. Oltretutto, sulla carta, i servizi che offrono sono eccezionali: piscina, sauna, idromassaggio, massaggi, tennis, pallavolo, tiro con l'arco e altro. La maggior parte gratuiti, altri a pagamento. Anche la cena sembra superba: 4 portate, che qui sono tante, considerato che si usa il sistema francese (entrée-main) basato su 2 portate. La camera è bella, ampia, con una splendida vista sulla collina discendente, con i vigneti (è anche winery) in primo piano. Subito ci buttiamo in piscina (riscaldata), che consente anche qualche bracciata, e dopo un tonificante idromassaggio indugiamo in camera fino all'ora di cena.
Ci prepariamo per bene, in camicia io ed elegantemente Carla. Mammamia! A posteriori ci rendiamo conto che tanta fama è immeritata: Carla ha scelto una zuppa di zucca che l'olio di tartufo ha ucciso del tutto, l'agnello che risulterà condito con il fondo di cottura bruciato. La terza non la ricorda neanche. Anche i miei piatti risulteranno "fastidiosi" al palato in un'accozzaglia di spezie, sapori e cotture senza senso. Per fortuna il dolce salverà un po' la cena, che rimarrà però la peggiore del viaggio. Ma il peggio avverrà con la colazione, stamattina: non c'è il miele (anche il più infimo motel ce l'ha) e anche richiesto, la risposta desolante è che "in tutta la tenuta non c'è...". Il pane non è tostato, ma c'è una forma (salata) da tagliare. Le brioche arrivano con il contagocce, la frutta, ma pochi muffins, in compenso abbondano formaggi e salumi. È troppo.
Compilo il form dei suggerimenti elencando tutto ciò che un hotel, se vuole essere di un certo livello (come questo pretenderebbe) deve offrire: mi offro volontario per mettere in pratica i suggerimenti (LOL). A NZ$ 195 (+ 12,5% di GST, l'Iva) a persona credo di meritare qualcosa in più! Scopro poi al pagamento che debbo anche pagare i bicchieri di vino (della casa!) che abbiamo gustato per cena!!! Che straccioni! Rientrati ad Auckland torniamo al villaggio dell'America's Cup, dove facciamo altri acquisti da Mascalzone Latino e New Zealand. E visitiamo ciò che si può vedere degli altri. Un'altra scorsa al centro eppoi ci dirigiamo verso l'aeroporto, dove intendiamo dormire stanotte, nei pressi del nostro noleggio auto. Purtroppo un importante week end motoristico ci costringerà a tornare verso il centro, e troviamo un motel ad Epsom (è in vendita se interessa), comunque non distante. Al Gee Gee's (in zona) abbiamo cenato discretamente. ...continua il viaggio
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