Nuova Zelanda

Nuova Zelanda: il Paradiso in terra

in viaggio con Federico Franchini in Nuova Zelanda

Sarebbe suggestivo e romantico se non fosse che quei puntini luminosi sono larve carnivore che emettono la luce quando sono a caccia di insetti. A parte questo le Glow Worm non sono granché, mentre la vera attrattiva sono le Aranui (che molti saltano per non spendere altri NZ$25): stalattiti e stalagmiti enormi. Qui incontriamo anche i primi matti, ovvero ragazzi con un ciambellone che faranno rafting nel fiume Blackwater. Muta da sub (l'acqua è gelida...) e ciambellone si buttano a capofitto nella corrente. Ma chi glielo fa fare?
Oramai è tarda mattinata quando partiamo in direzione sud. Sono le 17 quando decidiamo di fermarci a Wanganui, c'è molta luce, perché siamo nel corrispondente nostro aprile, e c'è luce anche oltre le 19. Anche in Nuova Zelanda le strade sono tutte un "su-giù-destra-sinistra". Queste rispettano (evidentemente) i percorsi dei pionieri: infatti per attraversare colline o montagne (la Nuova Zelanda è TUTTA colline e montagne!) si fanno una serie infinita di curve e controcurve in salita, ed altrettante in discesa. Tutti rigorosamente a non più di 100 km/h (autostrada o montagna che sia), pene severissime per i trasgressori, comunque molto rari. Fa anche abbastanza freddo, per le nostre aspettative, mentre l'aria è secca e pulitissima.

18 ottobre, Wellington.
Lasciamo Wanganui e il motel (catena Flag) dove abbiamo soggiornato dopo aver provato uno dei pochi ascensori al mondo costruiti dentro una collina e - in cima - ammirato un bel panorama. Sulla strada per Wellington sfioriamo alcuni luoghi dove sono state girate delle scene della trilogia del "Signore degli Anelli" (comprendendone perfettamente il perché), e nel primo pomeriggio arriviamo a Wellington, la capitale della Nuova Zelanda. Stamattina abbiamo prenotato il traghetto, che faremo senza auto, dato che senza costi (traghettare con l'auto ci sarebbe costato 70 euro!) la Kiwicar ci farà trovare un'auto (sempre una Subaru 4x4) a Picton, sull'isola del Sud. Decidiamo di soggiornare in uno splendido B&B (dopo aver speso parecchio tempo per trovarne uno), un po' caro ma veramente bello. Concludiamo la serata al Queen Wharf, cuore pulsante della gioventù neozelandese, con una cena allo Shed 5, a base di cozze verdi (enormi ed eccezionali), annaffiato da profumatissimo Sauvignon blanc.

19 ottobre, Kaikoura.
Dopo l'eccezionale colazione che Janelle e David ci portano, ci affrettiamo per la traghettata. È tutto così semplice (e tranquillo, la nave è grande grande...) che quasi non ci rendiamo conto: in 4 ore siamo già nell'altra isola, con un'altra macchina e già siamo in viaggio per l'estremo sud... 160 km mozzafiato fra i vigneti del Marlborough e la costa del Pacifico. Anche qui le strade sembrano solo asfaltate rispetto alle piste dei pionieri di 300 anni fa. Arriviamo così a Kaikoura, località dove i capodogli (una delle poche varietà di balene che non abbiamo ancora visto) vengono a svernare e a riprodursi. Il più simpatico gatto della Nuova Zelanda è qui, nel nostro B&B, anzi... nel nostro letto. Questo è anche il paradiso delle aragoste, - diamine! - potevamo perderci una tale leccornia? Ecco dunque un ottimo ristorante, il Finz, con splendida vista sul tramonto.

20 ottobre, Christchurch.
Giornata intensa... Cominciamo dal principio... Abbiamo infatti prenotato (a Kaikoura) la minicrociera di Whale Watching (safari fotografico) per metà mattina, così ne approfittiamo per fare un giro della baia in auto: il cervello non ammette da una parte pecore e mucche a pascolare su una distesa verdissima (e appena dietro montagne innevate) e dall'altra (divisi solo dalla strada) scogli, mare e foche... Ma l'isola del Sud presenta questi contrasti. Quando arriviamo al porto per la crociera capiamo che sarà dura. La barca non è grandissima (lo definirei un grosso motoscafo), e l’equipaggio (Maori) ha l'aria di averlo capito che non siamo dei navigatori. La barca fila veloce, e nonostante la giornata di sole ed il mare (apparentemente) calmo, di balene neanche l'ombra.
Al terzo tentativo, e a 12 km dalla costa, finalmente le avvistiamo! Prima una, poi una seconda... una terza, ed eccone un'altra... Le Sperm Whales (capodogli) sono quelle con il muso rettangolare, la "classica" balena che si rappresenta nell'immaginario. Le soste per gli avvistamenti, tuttavia hanno lasciato il segno, e più di un crocerista ha il volto grigio (ed un sacchetto in mano). Io stesso (che mi vanto di non soffrire il mal di mare, illudendomene) sento i sintomi inequivocabili. Per fortuna siamo quasi arrivati... Un bel pranzo mi rimette in sesto, e dopo un paio di orette (e paesaggi incredibili) siamo a Christchurch. ...continua il viaggio
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