Due mesi in Australia e Nuova Zelanda - Parte seconda
in viaggio con Sandro e Ivana in Nuova Zelanda, Singapore
39° giorno 22 febbraio lunedì Cape Reinga.
Il costo dell’escursione è di 118 NZ$ a persona senza lunch; ci vengono a prendere puntualmente in albergo alle 7,20, anche in questa occasione siamo in un gruppo abbastanza eterogeneo. L’autista di origine maori si prodiga nel darci informazioni sulla zona e su alcuni aspetti della vita locale. Purtroppo anche in questo caso mi perdo gran parte di quello che dice.Attraversiamo all’inizio alcune zone di pascolo, poi facciamo una prima sosta alla Kauri Forest dove possiamo ammirare questi splendidi alberi alti qualche decina di metri e che possono essere vecchi anche di mille anni. Proseguiamo per una breve sosta sulla Doubtless Bay, il nome fu dato da James Cook quando vi arrivò la prima volta, in effetti ha una configurazione abbastanza insolita, tante piccole insenature che fanno parte di un’unica grande baia. Percorriamo un lungo tratto della ninety miles beach in direzione nord, è veramente spettacolare osservare una spiaggia di quelle dimensioni, la bassa marea consente un facile passaggio anche se è vivamente sconsigliato alle auto. Ci fermiamo giusto per mettere i piedi in acqua, l’autista raccoglie con le mani delle enormi vongole che viene poi ad offrirci, sono gustosissime Poco più avanti ci sono delle alte dune di sabbia da dove è diventato uso comune salire in cima e poi gettarsi giù con un particolare slittino.Arriviamo alla fine a Cape Reinga, l’estremità più settentrionale di tutta la Nuova Zelanda, dove si uniscono il Mar di Tasmania e l’Oceano Pacifico. Nelle giornate di tempesta le onde possono arrivare anche a superare i 10 mt ma fortunatamente è una giornata limpida e di calma piatta. Anche questa è considerata una località sacra dalla popolazione Maori, che era ritenuta il punto dove le anime spiccavano il volo per raggiungere la vita spirituale.Con una facile e breve passeggiata arriviamo fino al bianco faro posto sull’estremità della punta, un cartello riporta le principali distanze da quel punto: le più significative sono equatore 3827 km, polo sud 6211 km e Bluff l’estremità meridionale del Paese nell’isola del Sud 1452 km. Ci fermiamo su un’altra spiaggia vicina per consumare insieme con gli altri quanto c’eravamo portato dietro. Riprendiamo poi la via del ritorno fermandoci in un bar per circa mezz’ora. Per cena decidiamo di recarci in un locale gestito da cinesi l’avevamo già visto ma non ci dava sufficiente fiducia, è offerto un buffet all you can eat a NZ $29,50 a parte è specificato che i bambini pagano in base all’età. La scelta si rivela invece quanto mai azzeccata c’è un’ampia possibilità di scelta fra carne, insalate, pesce ostriche comprese, budini e torte, peccato non esserci stati anche i giorni precedenti.
40° Giorno 23 febbraio martedì Auckland
Quando ci svegliamo piove, nella vicina bakery compro un paio di croissant ci facciamo il caffè in camera con il bollitore. Per fortuna non è successo ieri, tutta la gita sarebbe stata seriamente compromessa, questa è una riprova dell’alta instabilità delle condizioni meteorologiche. Ripartiamo alle 9 e si ripercorre la stessa strada dell’andata, durante il tragitto smette di piovere ma resta molto nuvolo, ci fermiamo in un’area di servizio per un rapido lunch. L’albergo è sempre lo stesso, usciamo per un ulteriore giro in città, si potrebbe salire sulla Sky tower ma la foschia presente in quel momento non c’incentiva più di tanto, passeggiamo curiosando un po’ nei vari negozi, ritorniamo verso Viaduct Harbour, la zona d’attracco di navi da crociera e lussuosi yacht, approfittiamo dell’happy hour per bere due birre al prezzo di una. Per cena torniamo da O’ Saracino, c’è molta meno gente della volta precedente possiamo scambiare tranquillamente due parole con il titolare Gaetano.
41°giorno 24 febbraio mercoledì Tauranga
Questa volta partiamo prima alle 7,30 precise, sono altre quattro ore di viaggio, attraversiamo alcune località dell’interno prima di arrivare. Questa località della Bay of Plenty era stata scelta per respirare ancora una boccata di mare prima di piegare verso l’interno, l’alternativa poteva essere la penisola del Coromandel, ma ci sarebbero poi state maggiori difficoltà nei collegamenti verso le successive Rotorua e Taupo, le nostre prossime mete, da Tauranga invece siamo già sulla strada e sul percorso dei pullman. Quando arriviamo mi rendo conto di essere in una città abbastanza grande, l’albergo questa volta leggermente decentrato, quindi si rende necessario l’uso di un taxi per arrivarci. Tutta la zona è priva di locali è essenzialmente residenziale, troviamo solo un piccolo spaccio gestito da una famiglia d’indiani dove compro pane e prosciutto e un mega store di vini, birre ed alcolici. Chiedo informazioni se c’è pure un supermercato mi rispondono ad oltre un Km di distanza indicandomi una strada in salita, lascio perdere la fame almeno per il momento la tamponiamo così. Ci portiamo verso il centro alla fine la distanza non è molta, quando arriviamo sono quasi le 17, i negozi stanno già chiudendo, sinceramente non capiamo quest’abitudine in una località prettamente turistica che però avevamo già trovato in altre località del Pacifico è proprio un’altra dimensione di vita.Faccio appena in tempo ad entrare in un ufficio turistico della I-Site per avere informazioni sull’orario dei bus per raggiungere le località vicine. Ceniamo molto bene in un ristorante messicano Flying Burritos Brothers: enchilladas fatta come si deve.Ci lasciano quando usciamo un buono sconto per il giorno dopo se vogliamo tornare.
42° giorno 25 febbraio giovedì Tauranga
Piove! Facciamo colazione in camera con i biscotti comprati allo spaccio e con il caffè fatto con il bollitore. Quando accenna a smettere ci riportiamo verso il centro, l’unica località facilmente raggiungibile e considerando il tempo è Mount Maunganui.Acquisto un biglietto giornaliero direttamente dall’autista, si arriva in circa 15 minuti Dagli abitanti del posto viene confidenzialmente chiamata semplicemente Mount, ma la montagna è una semplice collinetta alta solo 232 mt posta sull’estremità di un piccolo promontorio.Intorno ci sono delle spiagge ma sotto un cielo carico di nubi foriere di pioggia non sono certamente invitanti e perdono sicuramente gran parte del loro fascino non partono nemmeno le abituali escursioni in mare per l’avvistamento di delfini, il sentiero per salire sulla collina neanche a parlarne è ripido e fangoso. Pranziamo questa volta divisi: io mi prendo un misto di sushi, Ivana in un altro locale s’accontenta di una semplice omelette. Torniamo a Tauranga ma ricomincia a piovere quasi subito anche piuttosto forte, ci rifugiamo nel Tauranga Art Gallery, anche se non offre niente di particolarmente interessante, un buon caffè da Starbucks, poi torniamo in albergo con il bus, la fermata per fortuna è a pochi passi. Doccia e poi fuori nuovamente, sfruttiamo ancora il giornaliero, torniamo al ristorante messicano, ci viene praticato lo sconto promesso. Le corse degli autobus sono già terminate, ha smesso di piovere torniamo a piedi anche se le gambe cominciano a risentire delle camminate dei giorni precedenti ...continua il viaggio

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