35° giorno 18 febbraio giovedì Auckland
Abbiamo un doppio volo non essendoci collegamenti diretti dalla Tasmania alla Nuova Zelanda, quindi volo a Sydney e poi con una coincidenza di circa due ore eccoci finalmente ad Auckland alle 19.50 locali. A questo punto ci sono esattamente 12 ore di differenza con l’Italia. Nessun problema con le formalità doganali, cambio i dollari australiani avanzati a cui aggiungo pure altri 300 euro. Troviamo inaspettatamente una temperatura abbastanza elevata e un’aria piuttosto afosa. Mando un SMS a mio cognato informandolo del nostro arrivo, lui mi risponde che a casa sua a Gavi quella mattina ha nevicato.Con uno shuttle ci facciamo accompagnare in albergo All Season praticamente sotto la City Tower. Le camere come descritto dalla Lonely Planet sono veramente microscopiche ma c’è veramente tutto frigo,blocco cucina,lavatrice in bagno,impianto radio-stereo televisione e il letto naturalmente.Sono ormai le 21 passate usciamo per mangiare qualcosa anche se non abbiamo troppa fame, giusto per non andare a dormire senza cena, intorno ci sono solo i soliti fast food, ci dobbiamo accontentare di un hamburger da Wendy.
36° giorno 19 febbraio venerdì Auckland
Per prima cosa andiamo subito agli uffici della Compagnia dei pullman City Link, distante poche centinaia di metri dal nostro albergo. Mi ero documentato a sufficienza prima di partire e questa compagnia appariva essere sicuramente la più affidabile con una fitta rete di collegamenti almeno per l’isola del nord. Offrono svariati tipi d’abbonamento,ma quasi tutti calcolati su una percorrenza oraria con tagli di 5 ore in 5 ore fino ad un massimo di 60. Avevo mandato anche un’ e mail per richiedere quale poteva essere il tipo d’abbonamento più conveniente in base all’itinerario che avevo indicato, mi rispondono invitandomi appunto a recarmi presso i loro uffici per avere tutti i chiarimenti e consigli del caso. Presento il mio programma ad una solerte impiegata la quale mi consiglia un flexi pass basato su una percorrenza di 30 ore che posso poi integrare successivamente e non richiede nessuna percorrenza prefissata il costo per due è di 550 NZ$ circa 290 euro. Mi viene assegnato un codice che devo presentare ogni volta che devo acquistare successive tratte, si può anche operare via internet con una password di mia scelta, prenoto il primo trasferimento per Pahia al giorno successivo. A questo punto ci dedichiamo alla visita della città. Ci fermiamo alla vicina St. Patrick’s Chatedral arriviamo poi al Ferry Buiding da dove prendiamo il traghetto per raggiungere Devenport, E’ un quartiere della città, un po’ come avevamo visto in altre occasioni in Australia, la città si sviluppa oltre che nella zona centrale anche perifericamente in zone poste sul lato opposto della baia.
La località appare subito gradevole e tranquilla, sede di una base della Marina è comunque il posto ideale dove trascorrere anche solo un breve periodo di relax.Camminiamo prima sul lungomare e nelle vie vicine con molti negozi sia d’abbigliamento,souvenir e articoli di arte maori. Arriviamo in cima alla collina da dove si gode di un bel panorama della città. In origine era il luogo dove la popolazione maori aveva costruito i loro pa ( villaggi fortificati ), successivamente era diventato una postazione militare, adesso è semplicemente un luogo dove rilassarsi o dove i ragazzi vanno a giocare indisturbati. Per pranzo convinco Ivana ad entrare in un sushi bar, anche se lei si prende un piatto di totani cotti. Tornati in centro seguiamo parte dell’itinerario a piedi, ci sono alcuni vecchi edifici. E’una bella giornata di sole ma tira un vento abbastanza forte che si avverte di più lungo la baia, la felpina non disturba affatto. Arriva l’ora di cena, decidiamo di ritentare l’avventura di un ristorante italiano consigliato dalla Lonely nel quartiere di Newton: O’Saracino, troviamo un ambiente molto elegante, con i prezzi decisamente sopra alla media fino ad allora mantenuta, del resto siamo anche andati avanti parecchie volte a panini, quindi uno strappo alla regola si può anche fare se ne vale veramente la pena! Tutto è italiano vini e birre compresi, escluso il pesce e le cozze che vengono dai mercati locali. e cucinato come si deve, finalmente mangiamo veramente bene dopo quasi un mese di stenti, un bel piatto di spaghetti alle vongole, fritto misto ed impepata di cozze, un dolcino a mezzo giusto per levarsi l’unto di bocca; alla fine sono 157 NZ$ ma non li rimpiangiamo. Facciamo conoscenza con il titolare che è di Caserta ma è molto indaffarato in cucina, il locale è pieno di gente.
37° giorno 20 febbraio sabato Pahia
Il pullman parte alle 8,30 e come consigliato ci presentiamo in anticipo per il check dei bagagli, l’autista controlla la prenotazione e montiamo su. Sono quasi quattro ore di viaggio, attraversiamo senza fermarci Orewa, in pratica un sobborgo ma possiamo notare come ci possano essere a pochi Km dalla città delle invitanti spiagge: poco più a nord Waiwera è invece una località termale che sta sempre di più in questi ultimi anni diventando meta per una vacanza all’insegna del benessere Il terminal dei pullman è davanti all’ufficio turistico, chiedo alcune informazioni prendo una cartina della zona e arriviamo al nostro albergo,Hotel Pahia, anche questo già prenotato con un tuk tuk, E’ distante qualche centinaio di metri ed è una struttura molto graziosa con una camera ampia e luminosa. Pahia è sicuramente una località molto frequentata notiamo tantissima gente forse anche recatasi lì per l’week end, tantissimi alberghi espongono fuori il cartello “ No vacancy” Dopo aver pranzato velocemente mi reco alla compagnia dei pullman per prenotare il ritorno ad Auckalnd e all’ufficio turistico l’escursione per lunedì a Cape Reinga Nel pomeriggio con un traghetto arriviamo a Russel originariamente rifugio di pirati ma è diventata adesso un’elegante località balneare e di vacanza. Il nome originario in lingua maori era Kororareka (dolce pinguino) prima che la popolazione locale permettesse l’insediamento dei primi coloni europei. Tutto appare in effetti molto tranquillo gli unici edifici degni di nota sono la Christ Church del 1836 e un edifico in legno che fu la stazione di polizia fino ai primi del’900. Torniamo in camera nel tardo pomeriggio per cambiarci e poi ci rimettiamo alla ricerca di un posto dove poter mangiare del buon pesce, speranza che va subito delusa,ci dobbiamo accontentare di un bel filetto di carne di manzo.
38° giorno 21 febbraio domenica Pahia
Arriviamo a Waitangi a piedi con una passeggiata lungomare di circa 20 minuti.E’ la località dove nel 1840 fu firmato il trattato in base al quale la popolazione locale fu riconosciuta ufficialmente dal Regno Britannico. La Treaty House è il locale che fu sede di questo storico trattato, all’interno si trova un piccolo museo dove sono esposti svariati oggetti che ricordano l’evento oltre ad una riproduzione del trattato stesso. Su la prospiciente collina sventolano tre enormi bandiere: quella britannica, quella della Nuova Zelanda e quella maori. Impieghiamo quasi due ore per la visita, vi sono le riproduzioni di alcune barche maori realizzate abbastanza recentemente da enormi tronchi di kauri, i giganteschi alberi tipici solo di questa zona, utilizzando le tecniche che venivano usate dalla popolazione originaria, la più grande lunga 35 metri è la waka taua posta sotto un capannone, le altre sono esposte nel curatissimo giardino. Assistiamo pure ad un breve filmato dove viene riassunta la storia maori. Pilucchiamo dei nachos poi finiamo la giornata sulla spiaggia, la temperatura è decisamente gradevole e splende un bel sole ma la temperatura dell’acqua è decisamente invece molto fredda, mi limito a tenere i piedi al fresco. Dopo essere tornati in camera per la doccia e per cambiarci ricadiamo per cena su una mediocre pizza, altrimenti ci sono i soliti immangiabili piatti di pesce con salsina al frutto della passione come era esposto in un altro locale. ...continua il viaggio »