Norvegia, Bielorussia, Russia, Russia Europea

A Capo Nord passando... per la Russia!

in viaggio con Adriano Lombardi in Norvegia, Bielorussia, Russia, Russia Europea

Superiamo altri due controlli, cambiamo un po’ di dollari in rubli e partiamo. Faccio due conti: abbiamo 550 chilometri per arrivare a Gomel, e dobbiamo fare tappa prima a Mozir. Bisogna darci dentro.
Sono al mio quarto viaggio in Bielorussia, e noto subito la differenza con l'ultima volta che sono stato qui. Il parco macchine è cambiato: non più vecchie Lada scalcinate ma Audi o Golf in discrete condizioni. In quattro anni c'è stato un notevole miglioramento di vita.
Percorriamo poche decine di chilometri ed ecco che ci ferma il primo poliziotto: controlla le carte verdi e ci lascia proseguire. Altri venti chilometri e veniamo fermati di nuovo: l'agente è perplesso, guarda i due collettori di scarico e mi domanda: "Due cilindri?"
Gli spiego che no, sono due uscite di scarico ma il cilindro è unico. Mi chiede se l'avviamento è elettrico e, avuta risposta affermativa, ci lascia andare soddisfatto.
Ci diamo dentro e verso le nove arriviamo a Gomel. La città è cambiata: manco da sette anni e non riesco a trovare la via dove abita la famiglia di Olga. Dopo mezz'ora di girovagare per la città mi arrendo e le telefono, e in pochi minuti ci vengono a prendere.
Trascorriamo due giorni a Gomel, a zonzo tra parchi e musei. Le moto pernottano da "Garage-Man", un simpatico personaggio che ha la passione per la motoristica. Ci mostra la sua ultima creazione: una vecchia Ural alla quale ha sostituito la ruota posteriore con una tolta a chissà quale auto, montata con modifiche allucinanti alla trasmissione.

Venerdì 6 agosto
E' ora di partire: entro stasera dobbiamo essere fuori dalla Bielorussia, poiché il nostro visto di transito scade. Ci mettiamo in marcia: la strada attraversa immense foreste, talvolta sul ciglio della strada notiamo piccoli cartelli recanti il simbolo dell'atomo, che avvertono che il terreno è contaminato. Chernobyl è ancora vicina!
Ci fermiamo in un chiosco a bere un caffè ma al momento di pagare le due ragazze che lo gestiscono, saputo che siamo italiani, insistono per offrirci la consumazione. Facciamo loro un paio di foto e poi via su una ruota sola, per la gioia degli spettatori.
Arriviamo al confine russo verso le 15 e, superato un primo controllo, spegniamo le moto. Dobbiamo stipulare una polizza assicurativa perché la nostra non è valida: dopo un'ora trascorsa tra uno sportello e l'altro possiamo partire.
Proseguiamo in direzione Nord seguendo strade secondarie. Per decine e decine di chilometri non incontriamo anima viva, poi l'ennesimo posto di blocco: altro controllo della carta verde e via di nuovo. ...continua il viaggio
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