Mozambico

Il Mozambico: quanto ne sappiamo? - Parte prima

in viaggio con Bruna Barducci in Mozambico

Non avevo minimamente preventivato questo lungo viaggio di giorno… doveva essere di notte! Un po’ di abbiocco, un po’ di Camilleri, un po’ di musica, tanto cibo, ma il tempo non passa mai. Viaggiare di giorno, però, ha un enorme vantaggio: la luce. Ovvero si vede cosa c’è sotto di noi! E cosa c’è? Ma il Sahara, naturalmente!
È stata un’emozione fortissima quella distesa rossastra lunga almeno tre ore: dune, oasi, qualche piccola pista appena riconoscibile, oppure onde di sabbia, oppure uno sconfinato nulla rossastro. Da togliere il fiato. Non essendoci umidità non ci sono nuvole, e dunque lo spettacolo è assoluto.
Passato il deserto e avvicinandosi all’equatore le cose cambiano: molte nubi, si riesce a vedere poco della terra, ma quel che si vede è verdissimo, boscoso, solcato da fiumi, la vera foresta tropicale.
La sera scende molto rapidamente nell’emisfero australe: il cielo passa velocemente, quasi a strisce, dal blu al rosso al nero. Uno spettacolo emozionante.
Se Dio vuole, alle 20.20 arriviamo all’aeroporto di Maputo, con un atterraggio dolcissimo e senza scosse, da manuale! Qui facciamo una lunga fila per lo sbarco ma le formalità sono ridotte all’osso.
L’uscita dall’aeroporto di Maputo mi fa un certo effetto: negozi, bar, pubblicità luminose… una città europea! E così è pure l’effetto che fa la strada verso la casa delle comboniane: una città che di africano ha ben poco. Ma queste sono le primissime impressioni, per giunta notturne: a domani ogni altra considerazione. Io e Roberto veniamo, ovviamente, smistati: io dalle suore, lui dai padri. Ma sono vicini di casa. Dopo una cena frugale con le suore e una doccia calda filo a nanna…


Domenica 7 agosto 2005
Oggi alle 13 si deciderà il nostro futuro immediato, ovvero se e quando riusciremo a partire per Nampula, visto che alle 13 apre il check in del volo delle 15.
In attesa, al mattino facciamo un giro per Maputo, insieme a Padre Adriano e ad un altro comboniano. Così finalmente vedremo la città di giorno. La zona dove si trovano le case dei comboniani è una delle più belle, lungo il mare (ma non c’è spiaggia), lunghi viali dove le acacie si alternano alle bouganville, belle villette, rigorosamente tutte con recinzione in filo spinato e guardie private. Pare che qui la criminalità comune sia a dir poco capillare: si ruba tutto a tutti!
Poi, andando verso il centro, inizia la zona più commerciale, con bar, ristoranti, molti negozi, parecchie sedi di ministeri o comunque uffici della pubblica amministrazione. Le strade sono molto ampie, i palazzi grandi, sembrerebbe Europa… ma a ricordarci che siamo in Africa sono i marciapiedi. Se le strade sono tutte asfaltate o quasi, i marciapiedi invece sono completamente dissestati, pieni di buche a volte anche profonde, coperti di cartacce. E dalle buche nel cemento fa capolino la rossa terra africana. ...continua il viaggio
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