Verso Merzouga
in viaggio con Fabiana Gorassini in Marocco
La cena è ottima ma sarà la stanchezza o sarà la gioia di essere in mezzo alle dune beh insomma è tempo di andare a dormire, in tenda. Fa freddino anzi direi freddo, ma tutto è comodo, al mattino sveglia prestissimo, ci aspetta un’alba sfavillante con il sole che sorge dal confine con l’Algeria.Dopo la colazione ripartiamo a dorso di dromedario verso il villaggio, sono triste vorrei fermarmi qui! Doccia veloce le ragazze olandesi devono riprendere il loro pullman e proseguire per il loro viaggio alla scoperta del paese.
Hamid, Ali e Moustafa organizzano per me un’escursione all’oasi di Saf Saf, ormai siamo diventati i magnifici 4 e hanno deciso di fare un barbecue, mangiamo pollo al curry cotto alla brace, ma alla nostra “carovana” si sono aggiunti altri amici e così facciamo festa, e decidiamo pure di ballare immersi nell’infinità dell’Erg.
Nel tardo pomeriggio mi portano alla scoperta del villaggio di Khamelia, dove vivono i discendenti degli schiavi del Niger, Mali, Ciad e Mauritania, qui ci sono Les Pigeons du Sable un gruppo Gnawa, subito organizzano per noi uno spettacolo di danze e canti, mentre noi li osserviamo seduti su un tappeto sorseggiando te alla menta o whisky berbero.
L’indomani è domenica c’è il souk a Rissani, niente a che vedere con quelli di Marrakech o Rissani, questo è più genuino e spontaneo: mi ritrovo a visitare il souk degli asinelli, dei vitellini e delle mucche, delle pecore. Compro spezie e vengo circondata da profumi e colori, la confusione è ovunque, Rissani è davvero un posto da scoprire, splendida la sua Casbah.
E’ ora di pranzo oggi si mangia pizza berbera, imperdibile credetemi, ne compriamo 6 e decidiamo di andarle a mangiare presso un auberge di un altro amico, scusate c’è la finale della coppa d’Africa: Egitto-Ghana, mi trovo a tifare per il Ghana, d’altronde ci giocano due calciatori dell’Udinese, ma perdiamo.
Inizia la settimana lunedì lo dedichiamo alla cultura, i miei tre amici mi portano alla scoperta del villaggio di Taous, qui ci sono delle costruzioni a secco molto antiche, ma soprattutto i graffiti, sono davvero fantastici. Siamo a pochi chilometri dal confine con l’Algeria, qui un tempo passava la Parigi - Dakar.
A pranzo andiamo a trovare un altro amico che lavora in un Riad, ormai sono diventata una di loro, ci prepara insalata marocchina e tapine… ah dimenticavo siamo agli inizi di febbraio e concludiamo il pranzo mangiando melone, d’altronde qui le temperature sono da primavera inoltrata.
Nel pomeriggio ci fermiamo a vedere un lago nei pressi di Merzouga, qui svernano i fenicotteri rosa, è l’ora del tramonto il cielo si colora di rosa, sullo sfondo le dune, tutto s’incendia e i colori virano al rosso, indimenticabile spettacolo.
Purtroppo è il mio ultimo giorno domani si riprende la strada alla volta di Fès… sono triste questi luoghi mi sono entrati nel cuore, ma so che un giorno ci ritornerò.
Grazie ad Ali, Hamid e Moustafa ho scoperto una parte del Marocco che le guide turistiche non promuovono più di tanto, inoltre mi sono sentita davvero a casa e ospite, davvero, di gente unica. Grazie amici!
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