Stai viaggiando in Marocco con Graziano Benassi

In Marocco in caravan

Viaggio di: Graziano Benassi
Data viaggio: Settembre 2009
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Introduzione

Dopo due anni di preparativi, dovuti anche ad un problema di salute di mio marito capitatogli il 7/8/08 con conseguente ricovero in ospedale, finalmente il 19/9/09 riusciamo a partire per l’agognato viaggio alla scoperta del Marocco con i seguenti mezzi: trattrice MAZDA 323 F TD del 2000 con 165.000 Km al suo attivo e caravan EXODUS 380 del 1979!!! L’anzianità dei due mezzi aveva suscitato molte perplessità da parte di amici e parenti ma noi eravamo fiduciosi che, ancora una volta, non ci avrebbero tradito. Dopo aver valutato i modi per raggiungere il Marocco, via terra o via mare, la scelta è caduta su quest’ultima soluzione attraverso la compagnia italiana GNV, che effettua il collegamento Genova – Tangeri con scalo di poche ore a Barcellona, anche se è presente una compagnia marocchina COMANAV più economica che però, alla fine di Agosto, non aveva ancora un calendario relativo al ritorno Tangeri – Genova, quindi è stata scelta obbligata la compagnia italiana per una spesa complessiva A-R di €. 1.544,00 comprensiva di pasti a bordo e cabine da 4 posti in condivisione, che significa che io dividerò la stanza con altre tre donne e mio marito con altri tre uomini, naturalmente a noi estranei, ma d’altra parte la cabina in esclusiva costa una follia!

Itinerario

19/9/2009) - Ore 10,35 partenza da Viareggio per il porto di Genova. Il contachilometri segna Km. 165.762.
Con l’euforia, ed un briciolo di preoccupazione, che caratterizza un viaggio di questo genere, percorriamo l’autostrada A12 arrivando al porto di Genova con largo anticipo rispetto all’orario di partenza fissato per le 18,00 e pazientemente ci mettiamo in coda all’ingresso del porto assieme ad una moltitudine di furgoni e macchine di marocchini stracariche all’inverosimile tantè che ci domandiamo come abbiano fatto ad arrivare lì senza subire il sequestro da parte della Polizia Stradale! Sbrighiamo, non senza qualche difficoltà, le formalità doganali e nell’attesa dell’imbarco cominciamo a prendere confidenza con la macchina fotografica che ci ha prestato nostra figlia con mille raccomandazioni relative all’eventuale furto. Effettuati alcuni scatti alla fila dei mezzi stracarichi, mio marito decide, nonostante la mia perplessità, di portare con noi la fotocamera assieme all’indispensabile corredo di vestiario e toelette necessario a vivere due giorni a bordo, tale decisione ci sarà fatale come descriverò in seguito. Saliti a bordo prendiamo possesso delle cabine assegnateci per poi ritrovarci seduti al bar vicino al self-service perché ormai è quasi ora di cena ed abbiamo una notevole fame. Alle 19,30 è prevista l’apertura e noi siamo già in fila approfittando del fatto che è l’ultimo giorno di ramadan e quindi i nostri compagni di viaggio fino al tramonto non potranno mangiare, ma la porta rimane chiusa ed allora pensando di aver sbagliato ingresso ci spostiamo cercando un’altra entrata e non avendola trovata ritorniamo sui nostri passi scoprendo che eravamo nel posto giusto solo che ora invece di essere tra i primi siamo gli ultimi! Nella mia cabina sono in compagnia di tre bellissime marocchine e, per fortuna, una di queste parla bene italiano perché ha lavorato a Lucca per due anni, purtroppo le altre parlano solo marocchino e per giunta una di esse soffre di claustrofobia e quindi siamo costrette a dormire con la luce accesa! Il cibo fornito, a menù fisso, è piuttosto monotono, la pasta al pomodoro è sempre presente, comunque la qualità è discreta e non ci lamentiamo anche perché il mare è calmissimo e la navigazione scorre via tranquilla. Dopo lo scalo previsto a Barcellona veniamo avvertiti che nel salone discoteca è presente la polizia marocchina che apporrà il visto sui passaporti e registrerà l’importazione temporanea dei mezzi, la coda è enorme e nell’attesa facciamo amicizia con un marocchino che vive da molti anni in Italia che si offre di farci da interprete prevedendo qualche difficoltà burocratica che puntualmente si presenta. Il problema nasce dal fatto che sia la macchina che la roulotte sono intestate a me ed il funzionario marocchino ci dice, attraverso il nostro interprete, che non si possono importare in Marocco due mezzi intestati alla stessa persona quindi ci fa compilare il modulo verde relativo alla roulotte a nome di mio marito in netto contrasto però con quanto riportato sul libretto di circolazione di tale mezzo, il tutto nella nostra più completa perplessità in quanto sappiamo che nei successivi controlli a terra al porto di Tangeri tale anomalia verrà fuori con quali conseguenze non sappiamo. Dopo tre ore finalmente usciamo e mi rendo conto di aver perso la chiave magnetica della cabina, mi reco allora alla reception mi rifanno la copia e con quella entro nella mia stanza per farmi una doccia prima dello sbarco e mi rendo conto del dramma, nello zaino non c’è più la fotocamera!!! Proprio quello che mia figlia si era raccomandata che non succedesse! Nella più completa disperazione condita dall’inconcepibile indifferenza del personale di bordo sporgiamo denuncia presso la reception iniziando nel peggiore dei modi la nostra agognata vacanza. Rimesso l’orologio indietro di due ore sbarchiamo alle 15,15 al porto di Tangeri in mezzo ad una confusione indescrivibile e veniamo parcheggiati a fianco di un capannone al cui interno vengono fatti entrare solo i mezzi dei marocchini in attesa del disbrigo delle formalità doganali di cui siamo già a conoscenza dai diari di viaggio dei camperisti che abbiamo letto in estate. Sappiamo che dovremo dare la mancia di circa €. 5,00 ad un faccendiere in borghese che si offrirà di sbrigare per noi le formalità, ma a bordo della nave ci hanno informato che la tariffa è aumentata ad €. 20,00, puntualmente tale figura si presenta e senza tanti complimenti ci prende i passaporti, i moduli verdi ed i documenti dei mezzi ed in compagnia di Graziano sparisce all’interno del capannone mentre io resto di guardia ai mezzi. Dopo circa venti minuti vedo tornare mio marito che mi chiede 20 € che immediatamente spariscono nelle tasche del faccendiere però c’è un problema, il doganiere si è accorto della discrepanza fra il nome del proprietario della roulotte riportato sul libretto ed il nome che è sul modulo verde! E questo ci costerà altri 10 € ed un’attesa di due ore duranti le quali il nostro futuro in terra marocchina si tingerà di colori sempre più foschi. Finalmente, e dopo aver pagato altri 5 €, ci vengono resi i documenti regolarmente timbrati e possiamo cambiare gli euro e stipulare l’assicurazione provvisoria marocchina per trenta giorni perché non abbiamo la copertura per il Marocco sulla nostra carta verde. Al momento della stipula di detta polizza ci assale un dubbio, dobbiamo assicurare sia la macchina che la roulotte o è sufficiente la sola macchina? Sulla nave ci avevano detto che “forse” dovevamo assicurare ambedue i mezzi ma innervosito dall’attesa e dalla spesa imprevista e vessatoria precedentemente avuta, Graziano decide di assicurare la sola auto per una spesa di €. 95,00. Finalmente siamo liberi di iniziare la nostra vacanza e ci incamminiamo verso l’uscita del porto dove ci aspetta un ennesimo controllo, fortunatamente sbrigativo, infatti ci vengono richiesti solo i famosi moduli verdi dei mezzi. Intanto si è fatto tardi ed il nostro pensiero è rivolto a trovare un camping per la sosta notte quindi usciamo da Tangeri in modo inaspettatamente semplice e ci dirigiamo verso Assilah prendendo la strada costiera ed evitando l’autostrada alla ricerca del primo camping che incontreremo prima che faccia buio. Il primo impatto con la viabilità marocchina è sorprendente, infatti la strada è larga, ben segnalata e con una pavimentazione perfetta! Dopo aver percorso 40 Km troviamo il campeggio che al primo passaggio saltiamo in quanto segnalato come hotel ma ad una seconda occhiata compare anche la scritta camping, faremo poi l’abitudine a questa usanza tutta marocchina, infatti molti hotel-ristoranti hanno una piccola porzione del giardino adibito a camping. Abbiamo avuto attacco elettrico, servizi alla turca con relativo secchiellino da riempire con acqua per pulizia e docce fredde quasi all’aperto il tutto per 106 DH/notte. Doccia fredda e pasta alla matricina per cena il tutto avvolto in un velo di tristezza per il furto subito che ci accompagnerà per tutta la vacanza. Percorsi Km 183.

22/9) – Partenza per Assilah. Il contachilometri segna Km 165945.
Dopo esserci lavati nei minuscoli lavandini all’aperto e pulito il lavabo prima di lavare le pentole della sera prima, ripartiamo in direzione Assilah comprando al lato della strada tre meloni gialli identici a quelli che si trovano in Sicilia, mio paese di origine, al costo totale di 30 DH. Percorsi solo 8 Km arriviamo ad Assilah e troviamo un campeggio proprio all’inizio del paese e naturalmente lo saltiamo in quanto è presente solo una sbiadita scritta sul muro di recinzione e solo per caso Graziano ha il dubbio quindi ci rivoltiamo ed effettivamente è un campeggio. L’impressione quando entriamo è positiva in quanto il sito è molto ombroso e i fabbricati per bungalow e servizi appaiono di ottimo aspetto, le docce sono fredde ed i servizi dignitosi, siamo gli unici ospiti ma questo non ci disturba. Sul lato opposto all’ingresso principale c’è una porta che dà direttamente su un curatissimo lungomare e relativa spiaggia con sabbia color ocra che sarà una costante per tutto il resto del viaggio fatto lungo la costa atlantica. Sosta di due giorni e visita alla splendida medina circondata da antiche mura contenente case bianche e blu, il tutto in una pulizia ed ordine che ci lascia sbigottiti ed anche un po’ meravigliati perché ci rendiamo conto che i nostri pregiudizi sullo sporco che ci aspettavamo di trovare non esiste.Qui facciamo la prima esperienza con i ristoranti marocchini ed in una splendida cornice costituita dalle antiche mura ceniamo a base di fritto di pesce, due tajine, acqua minerale, insalata marocchina e pane (squisito!!), il tutto per 198 DH. Prezzo del camping 100 DH/notte. Percorsi Km 13.

24/9) – Partenza per Rabat. Il contachilometri segna Km 165958.
Partenza per Rabat, questa volta in autostrada e nuova sorpresa, lo standard è identico al nostro ed il pedaggio irrisorio! Il paesaggio è molto simile alla zona del Trapanese in Sicilia che io conosco bene perché sono nata a Mazara del Vallo, i campi sono coltivati a meloni gialli, pomodori, oliveti e querce da sughero. Lungo il percorso vediamo il primo nido di cicogne e grande è la meraviglia per le dimensioni veramente ragguardevoli! Siamo diretti a Salè dove abbiamo notizie della presenza di un campeggio ma all’uscita dell’autostrada sbagliamo strada e ci ritroviamo in centro a Rabat nell’ora di punta del mezzogiorno, qui facciamo la conoscenza con la gentilezza e disponibilità della polizia marocchina, presente ad ogni incrocio, alla quale chiediamo infinite volte informazioni ma c’è l’ostacolo insormontabile della lingua! Loro parlano francese noi no! Finalmente una donna poliziotto che parla un po’ di inglese ci spiega che a Salè il camping non c’è più e che dobbiamo andare a Temara Plage dove ne esiste uno. Dopo una infinita serie di fermate per chiedere informazioni finalmente arriviamo a quello che dovrebbe essere un campeggio ma lo spettacolo che si presenta è desolante. Per farci aprire la sbarra di ingresso dobbiamo far intervenire la confinante gendarmerie che a suon di urli sveglia il guardiano che abita all’interno in una casupola semidiroccata dall’aspetto poco rassicurante che ci dice che sta chiudendo o è già chiuso, non capiamo bene, ed infatti l’aspetto generale è disastroso. L’area è in completo abbandono, è presente un solo albero all’ombra del quale ci piazziamo ed il circostante terreno è invaso da cavi elettrici dissotterrati il tutto sembra una discarica, la recinzione a confine con la strada principale è parzialmente divelta, i servizi sono “impraticabili”, non ci sono docce e la corrente ci viene fornita direttamente dalla casupola del guardiano che a fronte di tutto questo ci chiede 100 DH a notte! Mio marito non intende assolutamente pagare tale cifra ed infine si accorda per 70 DH per nulla soddisfatto. Ci facciamo la doccia io con delle bottiglie lasciate a scaldare sulla cappelliera della macchina e mio marito con la doccia della roulotte. La situazione è sconfortante ma non abbiamo scelta e la mattina seguente, dopo una notte parzialmente insonne causa un tentativo di intrusione nella caravan da parte di estranei, prendiamo un grand taxi e concordiamo la visita di Rabat per 400 DH. Visitiamo le rovine romane accompagnati da una guida competente che parla un capibile italiano ed alla fine ci spilla 100 DH, il mausoleo di Mohammed V e l’antica medina con guida per 80 DH (richiesti 160 DH). La sera, abbastanza soddisfatti per la visita e dopo aver fatto visita alla farmacia presente davanti al campeggio causa una improvvisa e fastidiosa tosse di mio marito, decidiamo di andare a cena in un locale adiacente, che comprende anche un verduraio, un generi alimentari che ha però solo pane, merendine di tutti i generi nonché bibite (Fanta, Coca Cola ecc) e scatolame vario praticamente indecifrabile, anche perché l’accesso al locale è sbarrato dal banco di vendita, ed il macellaio che è dotato di barbecue a carbonella nonché tavoli dove abbiamo visto mangiare i marocchini. In un clima di diffidenza mista però a curiosità ci sediamo ed immediatamente sbirciamo le portate presenti su un tavolo vicino al nostro e notiamo una pentola di tajine e degli invitanti spiedini di carne. Ordiniamo gli spiedini di carne anche perché le tajine sono finite e con gradevole sorpresa gustiamo della carne squisita, pane freschissimo ed aranciata il tutto in stoviglie perfettamente pulite al costo di 70 DH. Incredibile! Sono praticamente €. 3,00 a testa! Da qui in avanti questi locali, solitamente ubicati lungo le strade, diverranno un nostro appuntamento fisso. Al pomeriggio decidiamo di fare un po’ di mare ma si è alzato il vento ed il cielo si è velato nonostante la temperatura si mantenga sui 30°. Percorsi Km 196

25/9) Da Rabat a Meknes. Il contachilometri segna Km 166154.
Ore 8,00 partenza per Meknes via autostrada, primo rifornimento di gasolio al prezzo di 0,70 DH/l, usciamo a Kemisset perché il nostro interprete conosciuto in traghetto ha detto che ci aspetta a casa sua appunto a Kemisset, Graziano prova a telefonargli ma trova solo la segreteria ed allora, dopo aver inutilmente aspettato una sua telefonata, ripartiamo per Meknes continuando sulla strada nazionale e qui abbiamo la sorpresa di vedere delle vigne! Sta a vedere che troveremo anche il vino! E così sarà, infatti in quella zona viene prodotto un ottimo rosè che ci farà compagnia alcune volte alla nostra tavola. Conosciamo l’indirizzo di un campeggio in città a Meknes ed incredibilmente lo troviamo al primo tentativo! Ma lo sconforto ci assale subito infatti lo stesso è chiuso per una ordinanza della quale sono riportati gli estremi in un cartello apposto al cancello. Solita ricerca del poliziotto che ci indica un campeggio sulla strada che va verso Volubilis, di nuovo in marcia e naturalmente ad un bivio sbagliamo strada, dietrofront e finalmente troviamo il campeggio, molto piccolo ma discretamente ombreggiato, servizi agibili, docce naturalmente fredde, acqua ad intermittenza ed energia elettrica fornita da un gruppo elettrogeno dalle ore 18 alle 21 poi….buio. La sera stessa ceniamo al ristorante del campeggio con ottime tajine, antipasto, insalata e the alla menta per complessivi 150 DH. Prezzo del campeggio 70 DH/notte. Percorsi Km 170,00.
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