Malawi

Malawi: piccoli schiavi di fango

in viaggio con Giovanni Mereghetti in Malawi

Si raccoglie il materiale argilloso scavando con le piccole mani nel terreno reso molle dalla pioggia e dopo aver riempito lo stampo che darà la forma finale al mattone, bisognerà affrontare lo sforzo maggiore per raggiungere l’aia di essiccazione dove il recipiente verrà capovolto facendo uscire il fango indurito e successivamente lasciato a cuocere sotto il sole africano.
A debita distanza un guardiano armato di bastone in bambù osserva il lavoro dei “piccoli schiavi del fango”… e il mio di fotografo.

Durante la mia breve permanenza cerco di raccogliere qualche notizia da un bambino che parla un poco d’inglese ma il guardiano o padrone che sia, si insospettisce e allontana il piccolo operaio. Dopo aver urlato alcune frasi in lingua locale ad un collega si incammina verso di me gesticolando e con tono poco garbato mi fa capire di ritirare l’apparecchio fotografico e di togliere il disturbo in quanto la mia presenza non è delle più gradite.
L’inferno di Serra Pelada in Brasile non esiste più, l’oro è finito e i garimpeiros se ne sono andati altrove. L’inferno di Bawi, invece, è ancora attivo. Per vedere la sua fine bisognerà aspettare che finisca il fango nelle fosse oppure che i “piccoli schiavi del fango” producano i mattoni affinché anche l’ultima capanna africana si trasformi in palazzo.

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