Libia

Un tè nel deserto

in viaggio con Grazia Marchionni in Libia

Adesso per fortuna ci sono voli regolari e quotidiani: l’Alitalia ha partenze ogni martedì, giovedì e sabato mentre con la Libyan Arab Airline si vola ogni lunedì, mercoledì e venerdì.
Per gli spostamenti noi abbiamo usato un pullmino, due fuoristrada nel deserto e tre voli interni (che sono molto economici ma non si è mai del tutto sicuri di partire fino al momento del decollo).

Dove alloggiare

In generale l’offerta alberghiera è modesta. Anche negli alberghi di lusso di Tripoli e Benghasi spesso nelle camere abbiamo riscontrato magagne di vario tipo, soprattutto di natura idraulica, e questo per le difficoltà nel reperire materiale per le riparazioni. Dovunque però abbiamo trovato gentilezza e molta buona volontà e superare le piccole difficoltà non è mai stato un problema.
In ogni caso l’albergo migliore di tutti è stato… il deserto: dormire sotto le stelle è un’esperienza indimenticabile.
Noi avevamo portato il nostro sacco a pelo e il tour operator ci ha fornito tende (del tipo “igloo” a due posti), materassini e coperte.

In cucina

Il pasto tipico prevede una zuppa, detta “shorba”, a base di legumi e verdura, talvolta con carne e pasta, e un piatto forte che può essere composto da cus cus, riso o pasta insieme a pollo o agnello e verdure. Sulla costa è possibile mangiare pesce arrosto. Nei ristoranti a volte il pasto inizia con una serie di salse da mangiare con verdure crude e l’ottimo pane reperibile ovunque.
Come in ogni paese musulmano gli alcolici sono banditi ed è molto curioso vedere gli scaffali dei bar tristemente vuoti o al massimo occupati da fiori e soprammobili.
I libici amano le bibite molto colorate e molto gassate (sconsiglio a tutti di assaggiare la terribile Fanta al gusto di fragola), in particolare adorano una specie di bitter rosso rubino e molto dolce.
Si trova quasi ovunque la birra analcolica: buona la Beck’s, pessima la Crown.
L’acqua è sempre potabile, sia quella dei rubinetti che quella dei pozzi. In effetti tutta l’acqua, compresa quella delle bottiglie, proviene dalle sorgenti del deserto.
Il tè meriterebbe un capitolo a parte. E’ senza dubbio la bevanda più importante ed assume spesso un aspetto rituale.
Spesso viene servito con aggiunta di foglie di menta o arachidi tostate.
Quello dei tuareg ha una preparazione molto lunga e laboriosa, indispensabile per ottenere una densa schiuma. Generalmente ne vengono offerti tre bicchierini ed ognuno di questi ha un significato preciso: il primo amaro come la vita, il secondo forte come l’amore, il terzo soave come la morte.

Itinerario

3 Ottobre 2003
Dopo varie peripezie burocratiche riusciamo a partire e bastano due ore scarse per essere catapultati in un altro mondo. Atterriamo a Tripoli dove Tahar, la guida che sarà il nostro angelo custode per due settimane, ci comunica che a causa del nostro ritardo alcuni spostamenti sono cambiati e che l’aereo per Benghasi partirà solo tra 6 ore. Poco male, ne approfitteremo per dare un’occhiata a Tripoli. ...continua il viaggio

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